Per chi ha avuto la pazienza di aspettare ecco svelato il mistero, l’oggetto in questione altro non è che un semplicissimo, utilissimo porta……
…..CHIAVI !!!!!
Davvero davvero non vi era venuto in mente? 🙂
Per chi ha avuto la pazienza di aspettare ecco svelato il mistero, l’oggetto in questione altro non è che un semplicissimo, utilissimo porta……
…..CHIAVI !!!!!
Davvero davvero non vi era venuto in mente? 🙂
Come promesso ecco il secondo step di questo w.i.p. del mistero.
Strano che nessuno abbia indovinato. Forse si spiega perché era troppo semplice. Ognuno ha cercato cose particolari, inusuali, ma quasi sempre vale la teoria del Prof. Theodore Woodward “Se senti rumore di zoccoli, pensa ai cavalli, non alle zebre”.
Vediamo se riuscite ad indovinare ora. Ho disegnato le nostre iniziali su ognuno dei cerchi, più uno che poi vi spiegherò. Ho dato sui dischi colorati un prodotto screpolante evitando le iniziali dopodiché ho dipinto col bianco (sempre evitado le iniziali) che screpolandosi ha lasciato filtrare il colore di fondo.
Ecco quindi il risultato. Forza, ora è chiaro come il sole, pensate ai cavalli!

Ecco un altro w.i.p. “Indovinala grillo!”. Ho tagliato 5 dischi di compensato che mi serviranno per un lavoretto per casa mia.

L’idea creativa è di Simone, sia del cosa fare che di come farlo. Sul come o dovuto mettere un paio di paletti perché così come lo voleva lui era veramente un po’ ecessivo. Gli ho promesso di non farlo Shabby (lui lo odia), anche se mi costa tenere ferma la mano che si dirige di natura verso il barattolo del bianco e la carta vetrata 😉 Alla fine siamo venuti a un compromesso: ok prevalenza bianco ma con una accesa nota di colore.
Ecco qui il primo passaggio:

Via alle scommesse!
Vi dò un piccolo indizio: non sono frisbee e nemmeno i cinque cerchi olimpici…
Al prossimo step si inizierà a capire, quindi se indovinate non sarà più valido, capito furbetti??? 😉
Era ora che il numero civico che avevo fatto un po’ di anni fa fosse rimpiazzato da uno nuovo. All’epoca non trovai un materiale e una tecnica idonei a realizzare una mattonella che potesse stare all’esterno e quindi mi dovetti accontentare di una in mdf, conscia che sarebbe durata poco. Ha fatto tutto il possibile per resistere alle intemperie, ma alla fine non ce l’ha fatta più e si è ridotta così

Nel frattempo però ho scoperto che una mia conoscente ed ora amica, Mila Michelagnoli apre il suo laboratorio a chi vuole sperimentare la ceramica. E’ una tecnica che non avevo mai provato e che mi incuriosiva molto e quindi…sotto a chi tocca.
L’esperienza è stata bellissima, abbiamo lavorato tête-a-tête e chiacchierato tanto.
La creazione di oggetti in ceramica non è così semplice come si potrebbe pensare, soprattutto il tornio. Ma la decorazione, ah, quella è liberatoria. La cosa più bella (specialmente per una maniaca del controllo come me) è che puoi provare a immaginare, ma non puoi mai avere la certezza di come sarà la decorazione una volta cotto l’oggetto, i colori si mischiano in modo imprevedibile, i pigmenti in forno scuriscono molto, e alcuni non corrispondono (la polvere rosa in realtà è un blu piuttosto scuro), insomma una vera e propria sorpresa!
Questo è il nuovo numero civico di casa mia
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Inoltre ho realizzato alcuni altri oggetti per farne dei ciondoli da collana che vi mostrerò appena li avrò montati.
Era da un po’ che volevo provare una tecnica di cucito a macchina che si chiama “free motion”, cioè un ricamo a mano libera, senza il traino e con un apposito piedino. Di solito si usa per le trapunte, o per cucire le appicazioni in modo volutamente un po’ disordinato e tremolante (e quindi per me è perfetto).
Premetto che era un primo tentativo, quindi sono più che soddisfatta.
Ho colto l’occasione di un primo compleanno. La festeggiata ha una sorellina di tre anni e mi dispiaceva andare con solo il regalo per la piccolina, così ho unito l’utile al dilettevole e ho sperimentato, su un progetto che avevo visto su un blog che seguo da un po’ e che mi piace molto
Il blog si chiama “Il filo di mais” ed è da Questo Tutorial che ho preso progetto e cartamodello.
E questo è il mio risultato (coi capelli ho un po’ esagerato, che dite? 😉 )
