Quattro chiacchiere · Schegge di vita · Senza categoria

Nel club degli…anta

Uno dei miei punti di forza è sempre stata  la vista.
Non dico una vista da aquila, ma i miei dieci decimi abbondanti li ho sempre avuti, e con essi ho avuto vantaggi e svantaggi.

Vantaggi:

– poter distinguere anche le cose più piccole senza dovermele appiccicare alla faccia
– poter ammirare a “occhio nudo” la bellezza di un panorama, di un fiore, di una stella
– riuscire a distinguere i colori senza fare casino ad esempio fra il verde e il blu
– riuscire a leggere anche le scritte piccole i titoli di coda dei film
– ecc., ecc., ecc….

Svantaggi:

–  dover leggere a tutti quello che loro non riuscivano a leggere, ivi compreso le etichette al supermercato a qualche vecchietta che non riusciva  vedere la data di scadenza dei prodotti
– essere l’incaricata cercatrice di pidocchi nelle teste di figli e nipoti in periodo scolastico
– ecc., ecc., ecc….

Per lo strano senso di onnipotenza di cui siamo preda da giovani, anch’io pensavo che niente mi sarebbe mai successo, che non avrei mai e poi mai avuto problemi di vista,  che non mi sarebbero  mai venute le rughe e le zampe di gallina, che non avrei mai avuto problemi di circolazione, di pressione ecc…
Pensavo: Ma a chi “a Me“? Ma se sto da Dio, non c’è verso, ci vedo benissimo, sento ronzare una mosca ad un km di distanza, ho la pelle fresca come una rosa, degli anticorpi in assetto da combattimento…no, a Me, no…

Ma nei proverbi c’è sempre un fondamento di verità, e  allora “da quaranta in là, ohi di qui, ohi di qua”

infatti…..

…ora sono un rocchetto.
A parte tutte le varie magagne, ivi compreso il crollo fragoroso dell’impalcatura facciale, ultima in ordine di apparizione (o di sparizione) è proprio la vista. Circa due anni fa, nuotando in piscina, mi resi conto che muovendo gli occhi, vedevo come dei fili di fumo ondeggiare e seguire il mio sguardo. Mi impaurii e corsi dall’oculista. Per fortuna niente di grave, solo un problema di scarsa idratazione del cristallino, da controllare periodicamente ma da curare solo bevendo acqua a fiumi. L’altro giorno sono stata al controllo e ho riferito un po’ di difficoltà nella messa a fuoco, sia da lontano che da vicino. Ecco fatto, quello che temevo si è avverato, la mia fantastica ultravista da donna bionica si è volatilizzata…entro quindi a pieno titolo nel club degli …anta con ben due, e dico due paia di occhiali!
Ma di una cosa sono sicurissima: l’unica cosa che non perderò con l’età è il mio spirito da teen-ager, e per questo voglio festeggiare lo stesso; facciamo cin cin…con gli occhiali!

Aggiornamento, 10 Febbraio: Ieri l’altro sono stata dall’ottico per scegliere gli occhiali, non ci crederete, è stato divertentissimo! Mi sentivo un po’ come Julia Roberts in Pretty Woman è stato fortissimo provarne e riprovarne tantissimi, alla fine non sapevo quale scegliere, ce n’erano diversi che mi piacevano parecchio, e allora ho dovuto chiamare Maurizio in soccorso e farmi consigliare anche da lui fra quelli che preferivo. E  poi a ben guardare (eheheh :-)  ) non mi sembra neanche di stare anche malaccio con gli occhiali. Ed è vero che i fin dei conti sono un accessorio che dà un certo non so che.

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Il senso dei sensi

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Mentre  guidavo portando un paio di occhiali da sole con filtro giallo, mi è successa una cosa curiosa, i semafori verdi li vedevo blu. Lì per lì ho pensato: “si vede che il filtro degli occhiali scompone il colore, quindi, se blu + giallo = verde, allora verde – giallo = blu” perfetto, fila alla grande. Ma allora perché gli alberi li vedevo verdi lo stesso?
Il mistero non l’ho risolto, però mi è venuto da chiedermi di quale dei miei sensi potrei fare a meno, e quale invece ritengo assolutamente indispensabile.

Partendo dal presupposto che non vorrei fare a meno di alcuno dei miei sensi (nemmeno del sesto, che più di una volta mi è stato di aiuto) direi che proprio la vista è per me il senso indispensabile. Non potrei neanche lontanamente immaginare la mia vita al buio, senza poter vedere i colori meravigliosi di un tramonto o le evoluzioni di una farfalla, il viso dei miei figli, la bellezza di un’opera d’arte. Non potrei immaginarmi dipendente negli spostamenti per non poter guidare.
Per non parlare del fatto che non potrei dipingere, cosa che per me sta diventando sempre più importante.

Al secondo posto nella lista dei sensi irrinunciabili metterei il gusto, si, senza dubbio. Non sarei arrivata al venerando peso di “ics” chili (il numero non lo dico neanche sotto tortura… 😉 ) se non mi piacesse mangiare. Ma anche l’idea del gusto è di per sé gustosa. Basti pensare a quando ci viene l’acquolina in bocca al pensiero di quel cibo particolare che ci fa proprio gola…

Al terso posto metterei l’udito. Non potrei farne a meno. Anche se a volte, quando i miei figli litigano e li sento stridere anche da un’altra stanza, vorrei davvero non sentire. E un po’ di silenzio ogni tanto, tipo una mezza giornata, mi rigenera pure le cellule nervose. Ma una vita intera senza poter udire un suono dev’essere di una noia e di una solitudine allucinante.

Dell’olfatto potrei anche farne a meno, certo è importante poter sentire il profumo dei fiori, o l’odore del mare e della terra bagnata, riconoscere anche bendati gli ingredienti di una ricetta, o sentire l’odore di buono della pelle del nostro compagno.
Ma ci sono anche tanti odori di cui non sentirei proprio la mancanza, tipo quello dei piedi di mio figlio piccolo quando escono da quelle maledette scarpe che non vuole abbandonare…eccetera eccetera…

Il tatto è l’altro senso che potrei sacrificare (di sicuro i maschietti non la penseranno come me 😉 ). Certo mi dispiacerebbe non poter provare nessuna sensazione accarezzando le persone che amo, o gli animali, non percepire la consistenza delle stoffe, non poter sbrancicare le cose nei negozi. Ma in confronto agli altri sensi per me è il meno importante.

E la vostra graduatoria? Sarei curiosa di sapere quali sensi sono considerati i più importanti dalle altre persone. Volete rispondere al mio sondaggio?