Il coraggio non è sempre un ruggito. A volte il coraggio è la calma voce alla fine del giorno che dice: “Riproverò domani”.
(Mary Anne Radmacher)
Il coraggio non è sempre un ruggito. A volte il coraggio è la calma voce alla fine del giorno che dice: “Riproverò domani”.
(Mary Anne Radmacher)
Donare un sorriso rende felice il cuore.
Arricchisce chi lo riceve senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante ma il suo ricordo rimane a lungo.
Nessuno è così ricco da poterne fare a meno,
né così povero da non poterlo donare.
Il sorriso crea gioia in famiglia, dà sostegno nel lavoro
ed è segno tangibile di amicizia.
Un sorriso dona sollievo a chi è stanco
rinnova il coraggio nelle prove e nella tristezza è medicina.
E se poi incontri chi non te lo offre sii generoso e porgigli il tuo:
nessuno ha tanto bisogno di un sorriso come colui che non sà darlo.
P. Faber
La cosa più bella dell’esprimere attraverso l’arte la propria personalità e sensibilità è il riuscire a trasmettere emozioni.
Quando questo succede, la magia è fatta. E questa magia probabilmente sono riuscita a farla, se ho meritato un regalo speciale da parte di Ser @Bruno, un amico mio e di molti blogger, che legge e commenta con saggezza, cultura e pacatezza i nostri post. Giorni fa ha dedicato una bellissima poesia ad un mio recente quadro, e il suo commento mi ha fatto piacere a tal punto che ho deciso di dedicargli un posto d’onore. Eccola a voi qui, e perché non vada persa, ho creato una pagina, dedicata ai regali speciali come questo, in modo da averli sempre a portata di mano e poter rivivere spesso l’emozione di quando li ho ricevuti.
Chi conosce gli altri è saggio, chi conosce sé stesso è illuminato.
Chi domina gli altri è forte, chi domina sé stesso è superiore.
Chi sa accontentarsi è ricco, chi agisce fermamente ottiene tutto ciò che vuole.
Chi non dimentica i suoi principi vive a lungo,
chi muore senza essere dimenticato vive per sempre.
(Lao Zi, “Tao Te Ching”, Capitolo 33, “La virtù del discernimento”)
Fissato ne l’idea de l’uguajanza
un Gallo scrisse all’Aquila: – Compagna,
siccome te ne stai su la montagna
bisogna che abbolimo ‘sta distanza:
perché nun è né giusto né civile
ch’io stia fra la monnezza d’un cortile,
ma sarebbe più commodo e più bello
de vive ner medesimo livello.-
L’Aquila je rispose: – Caro mio,
accetto volentieri la proposta:
volemo fa’ amicizzia? So’ disposta:
ma nun pretenne che m’abbassi io.
Se te senti la forza necessaria
spalanca l’ale e viettene per aria:
se nun t’abbasta l’anima de fallo
io seguito a fa’ l’Aquila e tu er Gallo.
(Trilussa)