Figli · Piccoli inconvenienti quotidiani · Ridiamoci su · Senza categoria

Punti di osservazione

Premessa: Quando la porta del ripstiglio resta aperta il cane (soprannominato Arsenio Lupin) entra e fa la spesa nei contenitori  di carta e plastica, e poi si diverte a sparpagliare il tutto in salotto…)
Dopo aver detto a tutti più e più volte di chiudere la porta, a seguito dell’ennesima devastazione, presa dalla rabbia ho affisso questo cartello

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Senonchè il giorno dopo, sicura di aver chiuso io stessa la porta, ho tenuto d’occhio l’Arsenio in questione e ho capito che lui…ha imparato ad aprirla!

Parlandone a tavola, Simone mi fa:

– Per forza la apre! Ora ci penso io!

Due minuti dopo eccolo che attacca questo in basso sulla porta…

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– Vedi? Era troppo in alto e poi in una lingua straniera…Ora sì! 😀

p.s. Ammiro l’ottimismo, ma a giudicare da quello che ha combinato dopo presumo che proprio non sappia leggere!  ,-)  🙂

Intrattenimento · Quattro chiacchiere · Senza categoria

E menomale che ho un cane!

Questo simpaticissimo testo mi arrivò via mail da mia sorella un paio di anni fa.  L’ho ritrovato per puro caso nei meandri dei documenti salvati e archiviati chissà dove nel pc.  Chi ha un gatto saprà di cosa si parla.  Chi ha un cane si riterrà moooolto fortunato.

gatto-spaventatoImmagine dal web

Come somministrare una pillola a un gatto

1) Prendete il gatto e sistematelo in grembo tenendolo col braccio sinistro come se fosse un neonato. Posizionate pollice e indice sui rispettivi lati della bocca del gatto ed esercitate una pressione delicata ma decisa finché il gatto apre la bocca. Appena il gatto apre la bocca, inserite la pillola in bocca. Consentite al gatto di chiudere la bocca, tenetela chiusa e con la mano destra massaggiate la gola per invogliare la deglutizione.

2) Cercate la pillola in terra, recuperate il gatto da dietro il divano e ripetete il punto n. 1.

3) Recuperate il gatto dalla camera da letto e buttate la pillola ormai molliccia.

4) Prendete una nuova pillola dalla confezione, sistemate il gatto in grembo tenendo le zampe anteriori ben salde nella mano sinistre. Forzate l’apertura delle fauci e spingete la pillola in bocca con il dito indice della mano destra. Tenetegli la bocca chiusa e contate fino a dieci.

5) Recuperate la pillola dalla boccia del pesce rosso e cercate il gatto nel guardaroba. Chiamate qualcuno ad aiutarvi.

6) Inginocchiatevi a terra con il gatto ben incastrato tra le gambe, tenete ben salde le zampe anteriori e posteriori. Ignorate il leggero ringhiare del gatto. Dite al vostro aiutante di tenere ben salda la testa con una mano mentre inserisce un abbassalingua di legno in bocca. Inserite la pillola, togliete l’abbassalingua e sfregate vigorosamente la gola del gatto.

7) Convincete il gatto scendere dalle tende. Annotate di farle riparare. Scopate con attenzione i cocci di statuine e vasi rotti cercando di trovare la pillola. Mettete da parte i cocci con la nota di re-incollarli più tardi e, se non avete trovato la pillola, prendete un’altra pillola dalla confezione.

8) Avvolgete il gatto in un lenzuolo e chiedete al vostro aiutante di tenerlo fermo usando il proprio corpo in modo che si veda solo la testa del gatto. Mettete la pillola in una cannuccia, forzate l’apertura delle fauci del gatto aiutandovi con una matita e usando la cannuccia come cerbottana posizionate la pillola in bocca al gatto.

9) Leggete il foglietto illustrativo del farmaco per controllare che non sia dannoso per gli esseri umani. Bevete un succo di frutta per mandare via il saporaccio. Medicate il braccio del vostro aiutante e lavate il sangue dal tappeto usando acqua fredda e sapone.

10) Recuperate il gatto dal garage dei vicini. Prendete un’altra pillola. Incastrate il gatto nell’anta dell’armadio in modo che si veda solo la testa. Forzate l’apertura delle fauci con un cucchiaino. Ficcategli la pillola in gola usando un elastico a mo’ di fionda.

11) Cercate un giravite nella vostra cassetta degli attrezzi e rimettete a posto l’anta dell’armadio. Medicatevi la faccia e controllate quando avete fatto l’ultima antitetanica. Buttate la maglietta e indossatene una pulita e intatta.

12) Telefonate ai pompieri per recuperare il gatto dall’albero del dirimpettaio. Chiedete scusa al vostro vicino di casa che rincasando ha sbandato e ha fracassato la macchina contro il muro per evitare di investire il vostro gatto impazzito che attraversava la strada di corsa. Prendete l’ultima pillola dalla confezione.

13) Legate le zampe anteriori e le zampe posteriori del gatto con un corda e legatelo al piede del tavolo. Cercate i guanti da lavoro e indossateli. Inserite la pillola nella bocca del gatto facendola seguire da un grosso pezzo di filetto di manzo. Tenete la testa del gatto in posizione verticale e inserite 2 bicchieri di acqua in modo da assicurarvi che abbia ingoiato la pillola.

14) Dite al vostro aiutante di portarvi al pronto soccorso, restate seduti pazientemente mentre i dottori ricuciono le vostre dita alla mano ed estraggono i frammenti di pillola dall’occhio destro. Sulla strada per tornare a casa fermatevi al negozio di arredamento per comprare un nuovo tavolo.

15) Telefonate alla Protezione Animali per vedere se possono prendersi cura di un gatto mutante. Telefonate al più vicino negozio di animali per sapere se ci sono in vendita dei criceti.

Come somministrare una pillola a un cane

Prendete la pillola e avvolgetela in un pezzetto di carne.

Charlie, ovvero: come complicarsi la vita · Quattro chiacchiere · Schegge di vita · Senza categoria

4. La passeggiata di salute

Di salute si, ma solo per lui. O meglio, diciamo che  ad oggi lo è diventata anche per me, ma fino al taglio “tattico” di qualche anno fa  la “passeggiata” era un vero e proprio calvario. Ogni giorno ero assalita da un forte stato di ansia da prestazione: camminerò abbastanza veloce? L’articolazione della spalla reggerà alle accelerazioni 4G di cui è capace? Luna (l’altra mia canina ben più anziana e malferma di lui) riuscirà a inframezzare una pipì alla maratona che stiamo per fare?

 

dog-sledding1(immagne reperita QUI)

 

Per darvi un’idea, immaginate un husky attaccato ad una slitta, ed attaccata alla slitta un’altra slitta carica di merci varie. Questa era la scena che si presentava a chi ci incontrava per strada. “Lui”, 18 chili di muscoli  scattanti e energia allo stato puro, si era autonominato  capospedizione, camminava pancia a terra e con le zampe si sbracciava a destra e sinistra per aggrapparsi meglio al terreno e tirare ancora più forte. All’altro capo del guinzaglio c’ero io, la slitta, il braccio teso in avanti in perpetua trazione per cercare di non farmi trascinare via come un giunco (e credetemi non lo ero davvero) dalla corrente. Nell’altra mano, il secondo guinzaglio al quale un’affannata, povera, rassegnata, anziana bretoncina era  attaccata  suo malgrado, cercando di stare al passo e senza la benché minima possibilità di dare un’annusatina in giro senza previa autorizzazione del capospedizione di cui sopra.
Se poi durante la “passeggiata” da un’auto di passaggio qualcuno chiedeva un’informazione, era bene che non si fermasse, perché io dovevo cercare di spiegargli la strada continuando a camminare, altrimenti “lui” si spazientiva ed iniziava ad abbaiare talmente forte che i malcapitati se ne scappavano dicendo che avrebbero chiesto più avanti. E sempre riguardo alla pazienza,   dopo la sua “pausa fisiologica” ripartiva a scatto,  per cui ero costretta a mettere un piede sul guinzaglio per ancorarlo a terra  e raccogliere la produzione a cronometro prima che lui iniziasse ad abbaiare disturbando la quiete pubblica da lì fino al paese vicino.

Ad aggravare la situazione era la presenza di altri cani durante l’escursione. Se vedeva una femmina partiva a razzo per andare a conquistarla (ricevendo a volte anche qualche due di picche piuttosto convincente), ma se nei paraggi c’era un cane maschio era “sfida all’ok corral”. Pelo dritto sulla schiena fino alla punta della coda, bava alla bocca, collare allo stremo delle forze e ringhio libero. Trainarlo via era una fatica allucinante. Rientravo a casa stremata ringraziando Dio che anche per quel giorno era finita.

Questo era Charlie.