Lavoretti di tecniche varie · Senza categoria · W.I.P.

Ambarabà, ciccì, coccò, il restyling del comò

W.I.P: 1^ step

Ho per le mani un comò Hemnes di Ikea. Come questo:

ikea1

Le direttive sono le seguenti: riparare il fondo dei cassetti imbarcati, riparare una morsicatura del cane ad una gamba (del comò per fortuna, non della proprietaria 🙂 )
e abbellire con una decorazione in oro a mio gusto, mantenendo il colore di fondo attuale.

Prima di tutto rinforziamo i cassetti, per ogni cassetto ho previsto due stecche di legno incollate e attaccate alla struttura sia con la colla che con dei supporti metallici.

Cassttocomò1

Lo dicevo io che l’enciclopedia “Corso di disegno” mi sarebbe tornata utile 😀

Cassettocomò2

Prossimo step la riparazione della gamba morsicata. Non sparite eh?

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W.I.P.: Specchio, specchio delle mie brame…finito

Anche lo specchio  è finito. In verità pensavo di doverci lavorare molto di più, ma quando ho fatto questo passaggio mi piaceva talmente che avevo paura di rovinarlo a metterci anche la foglia oro, così ho mandato le foto alla committente, che  è rimasta molto soddisfatta di questo risultato e ha deciso di fermarsi così, un po’ meno appariscente ma di sicuro molto molto elegante.

Dopo aver dipinto la base con quel colore rosso fegato che avevo ottenuto, ho passato una mano di vernice finale opaca, proprio perché volevo accentuare il contrasto fra l’opacità del fondo e la brillantezza della lavorazione di finitura.

Una volta essiccata, ho passato con un pennello un po’ rovinato  e rigorosamente asciutto, una velatura effetto mettalico rame (Bagliori metallici rame di To-Do), facendo in modo che soprattutto sui fregi il bagliore metallico si depositasse solo sulle sporgenze facendo un bel gioco di luci e ombre.

Ecco qua il fregio centrale (e vi garantisco che le foto non rendono giustizia):

specchio5

E uno dei due fregi laterali:

specchio6

 

Alla prossima!

 

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A.A.A. Piccolo miracolo….fatto!

Finalmente anche questo progetto è giunto al termine. E’ stato più faticoso del previsto, anche per i vari contrattempi che si sono verificati durante le varie fasi della lavorazione, ma soprattutto per colpa mia, perché non mi accontento, perchè se dico che deve essere così, deve essere così! Ecco.

Sono molto orgogliosa del risultato,  tutta rifatta di sana pianta, dall’impianto elettrico al paralume, che ho creato integralmente. Tutto l’insieme  è armonico ed elegante, e intonato all’ambiente in cui sarà collocato. L’ho consegnata ieri sera, ed ho avuto grande soddisfazione perché è piaciuta oltre ogni previsione.

Ecco dunque, senza altri indugi questo “piccolo miracolo”.

lampada1

particolari

 

abat-jourprimadopo

E quando ho chiesto a mia sorella cosa ne pensava mi ha risposto: “E’ bellissima….è venuta a prova di Cavaliereerrante!”

E voi? Che ne dite?

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A.A.A. piccolo miracolo cercasi :-)

Stavo quasi per iniziare il terzo pezzo per il terrazzino  (il portaombrelli) quando mi hanno commissionato (menomale!) tre lavori piuttosto impegnativi. Il primo che affronterò è il restyling di questa lampada da tavolo, che dovrà diventare una abat-jour per il comodino della nuova camera.Lampada

Come vedete è messa piuttosto male. Ci sarà da rifare il cappello, l’impianto elettrico e anche la decorazione diversa della base.
Smontandola e rigirandomela un po’ fra le mani ho scoperto due cose.

Primo: non è nata come lampada ma si trattava di un vaso di porcellana inglese del 1967

Sotto vaso
Ho informato la committente che poteva avere un qualche valore, ma lei mi ha confermato che  l’aveva  raccolta dai rifiuti (anche lei è appassionata di recupero come me), e voleva procedere ugualmente a darle una nuova vita. Mi sono voluta lo stesso informare (per mia curiosità ma anche per ulteriore scrupolo) e al riguardo ho scoperto questo, che mi conferma che non avevo affatto  torto:

best ware
Secondo: è tutta percorsa da una incrinatura  a spirale che gira intorno al vaso dalla base fino a metà della pancia, il che da una parte mi consola, visto che nello stesso momento avevo anche letto che…

valutazioni

Appurato che il vaso -così com’è ridotto- non ha alcun valore, posso procedere senza rimpianti.
Ci sarà  bisogno di una bella stuccatura per saldare il danno, e non sarà possibile fare il foro in basso per l’uscita del filo per non rischiare di spaccare il vaso. Quindi dovrò fare una variante, della quale abbiamo già parlato con la committente e speriamo che sia fattibile.

Adesso vado a iniziare, se ne avrete voglia vedrete insieme a me come procede.

Andiam, andiam, andiamo a lavorar…… 🙂