Lavoretti di tecniche varie · Senza categoria

Uno scuro portacollane

La stessa cliente alla quale ho realizzato l’abat-jour verde (e lo specchio, e il comò) mi ha chiesto un portacollane piuttosto grande da mettere in camera. Mi è venuto naturale proporle l’idea di farlo abbinato sia all’abat-jour che alla table habillée. Tutte e due siamo appassionate di recupero di vecchi oggetti, quindi ho utilizzato uno scuro che dimostrava un bel po’ di vita vissuta.

Eccolo qua, in pessime condizioni.
Portacollane1

La parte centrale era tutta sbollata,
e siccome oltretutto mi serviva più profondità, ho deciso di toglierla e sostituirla con una più grande da
attaccare dietro.

Fatto ciò, una bella scartavetrata, una stuccata e una mano di fondo gesso hanno fatto recuperare un po’ di dignità a quel povero scuro.

Portacollane2Ho acquistato un pannello di mdf e l’ho tagliato a misura. Ho praticato dei forellini dove avrei dovuto inserire i ganci per appendere le collane, poi l’ho imbottito e foderato con la stessa stoffa della table-habillée. Ho anche cucito due lunghe taschine (per riporre gli orecchini a lobo) con una parte in organza, in modo da poter vedere cosa c’è dentro.

Portacollane3

Poi mi sono dedicata alla decorazione del bordo, che ho realizzato con la stessa tecnica e con lo stesso colore e decorazione dell’abat-jour. Portacollane4

Un po’ di passamaneria per rifinire
e coprire la corsia dove scorreva
il pannello originario.

Gli ultimi tocchi: due catenelle dove attaccare gli orecchini con la monachella, assemblaggio della parte centrale e riposizionamento dei cardini e chiavistello rivisitati in oro.

Voilà, il gioco è fatto.

Ridiamoci su · Senza categoria

Bastardi dentro #13

CollagePlitvice

Sono stata assente.
Non assente a me stessa, come spesso mi capita, questa volta assente davvero 🙂
Siamo riusciti a scappare via per una vacanza in Croazia per una decina di giorni e durante le otto ore del viaggio di ritorno faccio:

– “Che vacanza meravigliosa…questa Natura mi ha proprio ricaricata di energia! Ora si che posso ripartire in sprint con tutti i miei lavori! Devo fare questo, questo e quest’altro…e poi quello e quell’altro…e poi devo anche scrivere il reportage della vacanza, sistemare le foto….”

Maurizio: “Ho bell’e capito, sarà meglio comprare le mutande di carta!” 😉

Già, meglio essere previdenti 🙂

Lavoretti di tecniche varie · Senza categoria

Ri-cover-iamoci

Ma no, che avete capito? Non intendevo certo quello! 🙂 E’ solo un gioco di parole per presentare un lavoretto che ho fatto per me, per puro divertimento.

Avevo sottomano due cover per il cellulare un po’ spente e ingrigite dall’uso. Allora, anziché buttarle, perché non dar loro un tocco di colore? Con l’occasione ho sperimentato due tecniche diverse.
Eccole qua:
Cover1
Quella con le piume poteva ancora andare, ma essendo trasparente e il telefono nero, non si vedeva affatto il disegno.
Partiamo proprio da quella. Ho deciso di dipingerla dall’interno con gli smalti per unghie.

Cover2E via!
Lavoretto di precisione che in alcuni punti non è venuto proprio perfetto… 😦

Cover3

E ora sotto con l’altra, che ho voluta decorare con le carte da Décopatch.
Cover4Prima una mano di fondo gesso, per creare un fondo chiaro che facesse risaltare di più i colori (le carte sono sottili) e poi il montaggio del disegno realizzato con due fantasie diverse. Un tocco di lucentezza con il Perla 3D e con i Glitter Liner, e il gioco è fatto!

Cover5

Prossimamente la trasformazione totale dello scuro di una finestra.
Stay tuned!

 

Quattro chiacchiere · Saluti e auguri · Senza categoria

Festa della mamma: vademecum per ragazzi

Festa mamma
(immagine dal web)

Grazie a Facebook nessun figlio ormai ha più la scusa di non ricordare che giorno è oggi.
Quello che i figli sembrano non avere ancora capito è che le mamme, nonostante tutte le abilità che imparano nel corso degli anni e nonostante l’impegno che ci mettono, non sono ancora in grado di leggere il pensiero.

Lo dico a pro delle mamme, perché in futuro possano riuscire ad accaparrarsi, oltre agli auguri, anche una seppur minima dimostrazione di affetto.

Ossignore! Affetto? Che parola sconosciuta… Eh si, sconosciuta per la maggior parte dei ragazzi, che rifuggono come la peste nera ogni qualsivoglia esternazione di emozioni al di fuori della rabbia (oh, con quella gli riesce parecchio bene 😉 ) Cercare di dare loro un bacio è un affronto alla loro integrità psicofisica, si rischia grosso.

Ragazzi, l’affetto non fa venire brufoli né altre malattie.
Se – come credo –  volete bene alla vostra mamma, abbracciatela quando meno se lo aspetta (non se lo aspetta mai, ve lo posso assicurare) e sussurratele in un orecchio quelle quattro parole che proprio stentano ad uscirvi di bocca “Ti voglio bene, mamma”

E’ probabile che la vedrete con gli occhi lucidi. Di emozione, stavolta.

E se proprio vi vergognate fatelo di nascosto. Ma fatelo, che sotto sotto farà bene anche a voi.

AUGURI MAMME!