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Una questione …di cuore

Eccoci, siamo finalmente a casa!
Purtroppo, dopo quindici giorni di ferie stupende, ci aspettava una brutta sorpresa…
domenica mattina presto, il giorno della nostra partenza prevista,Maurizio (mio marito) mi dice che si sente male e che devo portarlo all’ospedale. Io, che so che in genere lui minimizza, prndo al volo due o tre cose e ci prcipitiamo a Cecina al pronto soccorso. Lì i medici gli diagnosticano un infarto, e decidono di mandarlo immediatamente a Pisa per fare l’angioplastica. Io, nella fretta di portarlo al più presto in ospedale, avevo preso il telefono (scarico) la tessera sanitaria (per sbaglio non la sua) e non avevo neanche soldi con me. Per di più eravamo pure in riserva fissa. Io ero nell’angoscia perché non sapevo come fare per seguirlo a Pisa, e dovevo pure avvertire i ragazzi. Ho chiesto al pronto soccorso ma nessuno aveva un caricabatterie per il mio telefono. Allora ho chiesto di poter telefonare ed ho detto a mio figlio grande Simone di andare alla piazzola della zia, e di partire per rientrare a casa a Firenze con il nonno che rientrava dopo pranzo. Sono andata dietro all’ambulanza visto che non conoscevo la strada per l’ospedale. Ad un certo punto mi hanno leggermente distanziato. Dopo poche centinaia di metri la vedo ferma nella corsia di destra dell’autostrada, con dietro un volante della polizia stradale, ferma amche quella. Vi dico la verità, sono stata assalita dal panico, non sapevo come mai erano fermi. Mi sono passati per la mente i pensieri più tragici. Mi sono fermata dietro a loro ed ho chiesto notizie. Il poliziotto mi diceva di stare tranquilla ma io non ci riuscivo. Gli ho spiegato la situazione, che non avevo soldi, né benzina e che dovevo seguire l’ambulanza perché non conoscevo la strada. Lui mi ha fatto la manovra di retromarcia (ho scoperto che erano fermi proprio sulla corsia di immissione della stazione di servizio) e mi ha pagato la benzina. Mi ha detto dove potevo riportargli i soldi, cosa che ho fatto il pomeriggio stesso, senza neanche chiedermi un documento.Un Angelo mandato dal Cielo. Sono riuscita così a seguire Maurizio in ospedale. Gli hanno fatto l’angioplastica e l’hanno ricoverato in terapia intensiva. Il decorso è stato ottimo, il suo fisico ha reagito benissimo alle cure e la ripresa è stata veloce. Il personale medico ed infermieristico dell’ospedale è preparatissimo e molto umano.Ieri è stato dimesso e quindi siamo potuti rientrare a casa. Adesso deve seguire una teraia farmacologica e stare un po’ più tranquillo per un po’.
Voglio ringraziare qui il Maresciallo Antonio Abate della Polizia Stradale di Cecina, che mi ha tolto da una situazione di angoscia e che mi ha fatto ritrovare la fiducia nel genere umano.
Questa giornata mi ha insegnato diverse cose: 1° Il telefono deve essere SEMPRE carico e con il credito, 2° Il serbatoio della macchina non deve MAI scendere sotto la metà, 3° tenere sempre almeno 20 euro nascosti in macchina per le emergenze, 4° ma più importante di tutto: se chiedi aiuto c’è SEMPRE qualcuno disposto a tenderti la mano.
Quattro chiacchiere

Odore di ferie

Finalmente ci siamo, sento già odore di ferie.
Manca poco ormai, devo preparare le valigie, pulire la casa per chi resta e  poi via!
Quest’anno siamo stati fortunati, abbiamo potuto partire per quel fantastico viaggio in Egitto a febbraio, ed adesso una settimana in Corsica ospiti da
alcuni parenti stretti, e poi il nostro solito campeggio. Merito di un bel po’ di ferie arretrate che devono essere consumate.
Quando torno avrò un altro bel po’ di foto (spero bellissime) e un nuovo quadro da incorniciare (spero decente).

Quindi….arrivederci al mio ritorno! 
 
 
Quattro chiacchiere

Giornata da casalinga

Adesso che ho finito di realizzare alcuni oggetti che mi avevano ordinato (fra cui l’alzata che ho postato giorni fa), mi sono decisa finalmente a dedicarmi alla tanto odiata stiratura. La montagna era talmente salita che quasi arrivava a metà della parete, con frane periodiche e maledizioni quotidiane.
Trovare un paio di calzini o una maglietta nei cassetti è, a periodi, praticamente impossibile. Questo si verifica principalmente ai cambi di stagione, quando, non so perché, mi viene voglia di fare le cose più disparate fuorché stirare. A questo si aggiunge il fatto che ci sono da realizzare cose nuove, adatte appunto alla stagione in arrivo. Adesso sto realizzando uno sgabello. Però questo lo sto facendo con calma, visto che non è un lavoro su richiesta, e quindi è arrivato il momento di posare i pennelli e prendere in mano anche il ferro da stiro. Con gioia e sorpresa dei miei familiari, che già pregustano il momento in cui, aprendo i loro cassetti, ci troveranno finalmente qualcosa dentro.