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Pubblicità “regresso”

L’altro giorno, facendo un po’ di  Web-Zapping (esiste il termine?), sono fortunatamente capitata anche in un blog molto interessante  Un altro genere di comunicazione  dove  ho letto questo post. Devo dire che ne sono rimasta piuttosto scioccata, come donna ma soprattutto come madre. Io ho due maschi, quindi problemi e preoccupazioni diverse, ma una cosa in comune ce l’hanno tutti: l’adolescenza precoce.  Negli ultimi trenta anni l’età dello sviluppo si è abbassata drasticamente, diciamo che è anticipata di circa due.
Ricordo ancora (e come dimenticare?) la mia adolescenza, io che mi sentivo ancora bambina ero imprigionata in un fisico troppo alto e massiccio, sia per la mia età che in  confronto alle mie coetanee. E “ai miei tempi” si portavano i calzettoni fino a quattordici anni. Per non parlare dei trucchi.  E il reggiseno (lo dice anche la parola)  serviva a reggere, se c’era qualcosa da reggere, e non a sedurre, o ad essere mostrato alle amiche.
Adesso ci ritroviamo bambine e bambini di 11-12 anni già alle prese con le prime pulsioni sessuali. L’ambiente che li circonda certo non favorisce, dalla televisione che già in orari di prima serata trasmette pubblicità con richiami sessuali o films con scene piuttosto esplicite. La curiosità, poi fa il resto. Se da un lato giocano con Lego e Barbie, dall’altro pubblicano foto equivoche sui loro profili Facebook.
Immagino come devono sentirsi confusi i ragazzini di oggi, ingenui e allo stesso tempo smaliziati, tempestati di marchi e proposte, di vestiti attillati, cinture firmate, gel per capelli, trucchi e smalti già in tenera età.  E se i marchi famosi tendono a far sembrare donne anche le bambine, non anticipano ancora di più la loro adolescenza? E il loro abbigliamento così curato, così sexy, non stimola anche eventuali pedofili? A noi adulti spetta il compito di difendere i nostri bambini dai pericoli. Allora perché ci sono mamme che acquistano per le figlie poco più che undicenni, reggiseni (imbottiti e non) perizomi, lucidalabbra, trucchi, smalti  ecc? Perché le fanno uscire di casa che sembrano vestite dalla buoncostume?
La potenza dell’apparire (visto com’è bella mia figlia?) fa venir meno anche il più recondito buon senso. Non si rendono conto che così facendo le rendono prede? Prede che oltretutto hanno anche un alto svantaggio, sono ancora più vulnerabili perché non credono di esserlo, perché anche se smaliziate di fondo sono ancora ingenue contro chi agisce subdolamente e con astuzia.
Quindi alle mamme e alle marche “trendy” di abbigliamento  mi sentirei di dire: restituiamo ai bambini i due anni di spensieratezza che hanno perso, riportiamoli indietro alla loro innocenza.

P.S. Per la cronaca, la ditta in questione ha risposto (più o meno) alle proteste, ha ritirato la pubblicità in questione e il sito è in manutenzione. Lo potete leggere qui: After Eden mantiene le promesse?. Firmate la raccolta firme.

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Il mare calmo della sera

E’ tardissimo, ma non ho volglia di andare a dormire. Di solito non faccio così tardi ma un programma che mi piace è appena finito. Sono ancora seduta sul divano accanto ad uno   scoppiettante caminetto acceso, la stanza avvolta dalla penombra, illuminata solo dalla tv (in modalità silenziosa) e da una piccola abat-jour.  Ai miei piedi si è accucciato il cane, e dorme tranquillo respirando forte come nel mezzo di un sogno. Accanto a me, anche Gabriele si è addormentato mentre guardava la tv. Tutt’intorno il silenzio. Questo è uno dei momenti della giornata che preferisco: quando tutti dormono e finalmente si possono riordinare le idee. Ripensare a quello che è successo, pensare a quello che succederà, alle cose fatte, a quelle da fare domani. Durante tutto il giorno c’è viavai continuo, ci sono i figli che a volte (diciamo spesso) litigano, la tv accesa, il telefono che suona. Insomma tutto quello che normalmente c’è in ogni famiglia di cinque persone, più varie ed eventuali di passaggio. E in questo momento di tranquillità guardo Gabriele dormire, e mi ritrovo a provare una profonda tenerezza. Spesso, le attività quotidiane mi distolgono dal provare questo tipo di emozione, troppo presa ad arrabbiarmi per i compiti (lo so, me ne faccio una malattia) che si trascinano stentando fino a sera, e dalla routine di commissioni ed incombenze varie. E a volte mi sento arida. Ma quando guardo i miei figli che dormono, il cuore smette di essere soltanto un muscolo e ridiventa quel posto meraviglioso dove albergano i più bei sentimenti.
Li vedo per quello che sono, vulnerabili, aldilà della maschera di sicurezza e indipendenza che mettono su  quasi con spavalderia. Ecco, questi momenti mi aiutano un po’ a ritrovare il mio vero ruolo, quello di “Mamma” con la M maiuscola, che deve ascoltare e proteggere, guidare e consolare. E il ripensare a questi momenti mi serve quando, a volte, percepisco in loro un momento di difficoltà o di preoccupazione, e ritornano improvvisamente  ad essere i piccoli cuccioli indifesi che erano anni fa.

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La fantasia diabolica dei bambini

Mi tornava alla mente un fatto accaduto  quando Gabriele (oggi 12 anni) era piccolo. Aveva all’epoca due o tre anni, ed aveva appena imparato da suo fratello la prima parolaccia, “str… “, beh, si, insomma, quella lì, avete capito. E, da bambino intelligente qual’era, aveva capito perfettamente il suo significato e quando doveva essere usata. Ovviamente noi continuavamo a dirgli: “No Gabriele, non si dice quella parola”, oppure ” E’ una parolaccia, non la devi usare” e ancora “Se dici quella parola le persone penseranno che sei un bambino maleducato” e così piano piano smise di dirlo. Poco tempo dopo, di punto in bianco, senza nessun motivo, una nuova parola fece capolino nel suo ridotto vocabolario, una parolina simpatica, dal suono piacevole, verosimilmente innocua: “zinzi”. Noi ovviamente ci divertivamo a dirla e ripeterla con lui ridacchiando he, he, zinzi…. fino al momento in cui, arrabbiato, ce la sparò contro in tutta la sua potenza:  “ZINZI!!!”  E fu così che capimmo che la sua mente diabolica  non aveva affatto archiviato la famosa parolaccia, ma ne aveva inventato un sinonimo per passare inosservato….