Giorni fa, camminando, ho notato su un muretto dei riflessi luccicanti…piccole gocce di umidità della notte cadute dalla ringhiera avevano formato come una collana di cristalli…non è meravigliosa?
Categoria: Fra me e me
Mamma vs. Colibrì 1-0 !
Parliamoci chiaro, ricoprire i libri è di una noia mortale.
Da sempre ricopro i libri da me. L’ho fatto per Simone, lo faccio per Gabriele. Non ne sono mai soddisfatta completamente, è un lavoro che mi riesce a malapena decente. Ogni volta c’è qualche libro con le alette interne un po’ storte, alcune lenteggiano, altre tirano un po’. Poco male direi, perché già dopo pochi mesi di scuola i libri sono irriconoscibili. Ma, direte voi, se non ti riesce e non ti piace, perché lo fai? Ebbene, una volta qualche anno fa, seguendo la moda fra le mamme degli altri alunni di classe di Gabriele di fare ricoprire i libri in cartoleria con il metodo Colibrì, lo feci anch’io. Non c’è dubbio che i libri erano un po’ meglio di come li faccio di solito (ma non poi così tanto…), il fatto è che quell’anno ho sentito la mancanza della tradizione della copertura dei libri. E mi sono pure sentita un po’ in colpa, perché esonerandomi da quell’incombenza era come se non mi fossi dedicata a lui abbastanza. E’ vero, io ho tempo a disposizione, ma l’ho sempre fatto anche quando andavo a lavorare, quindi non vi nascondete dietro questa scusa…. 🙂
Lo so, mi faccio un po’ di paranoie col fatto del tempo, sarò scontata, prevedibile, retorica, ma secondo me dedicare del tempo a fare qualcosa per una persona E’ dedicarsi a quella persona. E per questo quando chiunque mi chiede qualcosa mi ci butto anima e corpo, nei limiti delle mie possibilità, e anche se mi costa fatica.
Così da allora non ho più fatto ricoprire i libri in cartoleria, e ogni anno, appena arrivano i libri, mi prendo un pomeriggio e faccio (come mi riesce) questa operazione. Aggiungendo anche una bella etichetta tassativamente home-made. Se la stampante mi assiste.
Magari a Gabriele non gliene fregherà un emerita mazza se gli ho ricoperto i libri io o il piccolo uccellino variopinto, ma a me importa eccome.
Mamma batte Colibrì!! Almeno secondo me.
Sette cose di me
Una manciata di giorni fa, la mia amica Gina mi ha conferito questo premio:
Inutile dire che ne sono felice, sia per il premio in sé, ma soprattutto per il fatto che lei abbia pensato a ME per quel premio.
Ricevere un premio da qualcuno mi gratifica molto, significa che quella persona intravede in quello che scrivo (che poi è quello che vivo, che sento e che penso) qualcosa di positivo, e nutre simpatia, o stima, o affetto – o perché no, magari tutte e tre le cose 🙂 – verso di me (e se non è così, ti prego, non dirmelo!)
Quindi GRAZIE GINA per questo premio!
Il problema è che adesso devo trovare da dire di me sette cose inedite…vediamo…
1) Non sopporto i miei limiti, vorrei essere capace di fare tutto quello che mi passa per la mente. Ci provo, ma spesso devo sbatterci la testa, e la cosa mi rode parecchio.
2) Vorrei viaggiare tanto, girare il mondo alla scoperta di nuovi paesaggi e di altre culture, purtroppo bisogna fare i conti con diversi impedimenti, ma finché c’è vita….
3) Odio le zanzare!
4) Adoro guidare (anche se guidare parecchio mi fa venire il mal di schiena), ma anche starmene a guardare il panorama mentre guida Maurizio (con Simone invece sono troppo occupata ad arreggermi e stringere i denti, non ce la faccio a guardare anche fuori dal finestrino ;-). Vabbè, dài, scherzo. Guida bene ma mi fa i dispetti perché sa che sto in tensione perché mi fa i dispetti, è come un cane che si morde la coda 😀 )
5) Da piccola sventravo le bambole di mia sorella per vedere come erano dentro.
6) Spesso stento ad addormentarmi rimuginando sulle cose che devo fare, su piccoli progetti e su come realizzarli. Ma quando dormo non sento neanche le campane del Bargello.
7) Sto portando avanti un progetto che mi sta cambiando in meglio la vita (per scaramanzia ne parlerò solo quando sarà compiuto, presumibilmente verso fine anno).
P.S. Detta così potrebe sembrare che… no, che avete capito? Non sono incinta!
Mamma mia che faticaccia trovare sette cose inedite da dire su di me… ieri chiesi aiuto a Simone, magari qualcuno di famiglia poteva trovarmi uno spunto, ma ho chiesto alla persona sbagliata perché subito mi fa: “Vediamo…sette cose da dire su di te…ecco! Tritaballe, Scassamaroni, Rompiscatole…” Carino eh?
Adesso dovrei girare il premio ad altri blog… non ce la posso fare…. no, non ce la faccio, ho già spremuto anche troppo il mio povero cervellino!
Dieci Agosto
Quest’anno le stelle cadenti sono in ritardo, gli esperti prevedono che cadranno nei prossimi due o tre giorni. In verità, qualcuna dev’essersi avvantaggiata visto che Maurizio giura che proprio ieri l’altro ha avvistato la prima stella cadente in vita sua. E io ero proprio lì, che jattura, guardavo l’altra metà del cielo….
Spero di rifarmi, osservando a naso all’insù la volta celeste nei prossimi giorni. Gli astronomi dicono che cadranno circa dodici stelle l’ora, in direzione Nord-Est. Almeno adesso so da che parte guardare 😉
Ma cosa sono le stelle cadenti? La leggenda narra che si tratta delle lacrime di San Lorenzo, il martire cristiano arso vivo il 10 agosto del 258 perché non voleva ritrattare la sua fede. Secondo gli scienziati, invece, sono particelle di polvere della cometa Swift-Tuttle passata vicino alla Terra l’ultima volta nel 1992, che entrando nell’atmosfera terrestre si incendiano e si trasformano in meteore. (1992…uhm, proprio l’anno di nascita di Simone…, vorrà dire qualcosa?).
Entrambe le teorie sono ugualmente affascinanti.
Sarò fortunata? Chi lo sa… ad ogni buon conto il desiderio è già bell’e pronto per essere sfoderato al momento opportuno.
Preparatene uno anche voi.
E mentre aspettiamo le “lacrime di San Lorenzo” vi lascio in compagnia di questa che è una delle mie poesie preferite (ma tristeeee!)
X AGOSTO
San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.
Tornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.
Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.
Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono…
Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano invano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.
E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereno, infinito, immortale,
oh, d’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male.
(G.Pascoli)
Tre, due, uno…ai posti…VIA!!!
Manca poco, fra un’oretta ci sarà la cerimonia d’apertura. Ma per quanto bella possa essere, per me il vero spettacolo sarà da domani in poi. Sarà bello aspettare con ansia le gare (per me specialmente nuoto, nuoto sincronizzato, tuffi, scherma e non ultima la ginnastica artistica), tifare per i nostri atleti e gioire nel vederli sul podio, magari, perché no, sul gradino più alto.
E sentirsi un po’ più patrioti, più uniti, più orgogliosi.
Ma ogni volta che vedo questo genere di competizioni, penso alle mamme di quegli atleti, a quanto deve essere sconfinato il loro, di orgoglio, nel vedere i loro figli raggiungere quei livelli, superare i propri limiti, riscuotere con quelle medaglie il giusto compenso per anni di sacrifici, che per quanto volentieri e con passione siano fatti, sempre sacrifici sono.
E proprio in questo periodo, nel web e in tv, questo spot mi commuove ogni volta che lo vedo.
E che ci volete fare?? Còre de mamma…





