Fra me e me · Mangiare per vivere, non vivere per mangiare! · Quattro chiacchiere · Schegge di vita

Per tutto il resto c’è Mastercard…

Ieri per strada incontro la ex pediatra di Gabriele, che non vedevo da circa un anno:

-io, camminando verso di lei : “Buongiorno Dottoressa!”

-lei, camminando a sua volta e finendo di parlare al cellulare: “Buongiorno, ma non l’avevo riconosciuta E’ COSI’ MAAAGRAAA!!!”

Non credevo che  in vita mia  avrei mai sentito qualcuno pronunciare queste tre parole rivolte a me.

E se non sono soddisfazioni queste…. 😀

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L’anno della Fenice

Fine anno. Siamo di nuovo alla resa dei conti. Di nuovo tempo di bilanci e  promesse. Per quanto mi riguarda questo 2012 è stato l’anno che ha segnato la svolta.

Come la Fenice, che risorge dalle proprie ceneri… …anch’io, in un certo senso, sono rinata.

Rinascita

Tempo fa accennai ad un “progetto ambizioso” iniziato in aprile, di cui non volevo parlare per scaramanzia, visto che più volte avevo tentato e fallito. Bene, adesso posso svelarvi cos’era.

Ricordate questo post? E questo?

Questa volta ce l’ho fatta, e sono così felice che potrei urlarlo con tutto il fiato che ho.

E sono orgogliosa di me perché ho avuto  finalmente la forza di volontà e la determinazione per arrivare ad un traguardo a cui non credevo neanche di poter ambire. Ma i chili hanno cominciato a scendere così velocemente e con così poco sacrificio (vabbè, un po’ si, dài) che ho iniziato a crederci sempre di più.
Ed ho conquistato questi obiettivi:

– 43 chili !
– 7 taglie di pantaloni
– 3X e pure – la L nelle maglie
– 29 cm di vita
– 35 cm di fianchi
– seno (diciamo pure – tutto il seno, ma qualche nota negativa ci doveva pur essere, no?!?!?)

Un altra conquista? Guardate questo grafico:

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Come si capisce il BMI ottimale è compreso fra 23 e 27.

Io partivo da un BMI di 41,5. Ora ho un BMI di 27,5

Sapete che significa? Significa che mi sono appena riappropriata di 8 anni  di vita in più.
Se non sono soddisfazioni queste…
Sono ancora in leggero sovrappeso, ma almeno adesso la mia asticella sulla Wii non punta più “verso l’infinito e oltre!!!”” 🙂  Mi sento una persona nuova, più sana (e le analisi e gli esami strumentali lo dimostrano), più attiva (non mi viene più neanche il fiatone quando faccio le scale e cammino almeno mezz’ora di buon passo quasi tutti i giorni ), più energica, più allegra, più VIVA.
Non ho più l’istinto di distogliere lo sguardo dall’immagine che mi viene restituita dalle vetrine o dai finestrini delle auto. E anziché “coprirmi” e basta, adesso mi “vesto” con piacere.
E che ci crediate o no, sono entrata nei pantaloni di Simone!
Ora sono in consolidamento, che vuol dire ancora un anno reintroducendo piano piano tutti i vari alimenti in modo graduale, per riabituarsi a “mangiare per vivere” e a non “vivere per mangiare”.

So che il merito di tutto questo è principalmente mio, ma devo anche ringraziare i miei familiari, che hanno creduto in me (come anche le altre volte per la verità), che mi hanno incoraggiato, sostenuto e stimolato a farcela. Ma  è stato più facile anche per loro, perché raramente in questi otto mesi mi hanno vista vacillare. Forse perché stavolta ho trovato davvero la dieta che fa per me: la tanto vituperata dieta Dukan. So che ora sarete tutti lì a storcere il naso. Ma vi dico,  per mia esperienza ed opinione personale, che se fatta seguendola  alla lettera,   sotto controllo medico, eseguendo  tutte le direttive previste (come ho fatto io), questa dieta vi farà ritornare in salute.
Se invece la fate “ad minchiam”, magari partendo da una situazione già critica in precedenza, e/o  facendo modifiche autogestite,  prenotatevi un posto in ospedale.
Ma poi non date la colpa alla dieta Dukan.

Ho anche conosciuto nuove amiche ed amici “virtuali” frequentando il Forum Dukan Facile, persone che come me stanno seguendo questo percorso in allegria, scambiandosi consigli, ricette e dandosi sostegno ma anche strigliate al bisogno 😉 E credetemi, hanno  fatto la differenza. A fine gennaio ne conoscerò alcune, faremo un miniraduno toscano. Non vedo l’ora!

Ah, ancora un’ultima soddisfazione me voglio togliere… mi sono finalmente riappropriata della mia famosa “ombra delle 5!

Ora basta, non vi scoccio più. Vi auguro che il 2013 vi dia tante soddisfazioni.

Io, per quel che mi riguarda, non posso pretendere di più. Per le promesse, ci devo ancora pensare, ma se questo fosse solo un sogno, lasciatemi dormire.

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Bisogno… o alibi?

L’altro ieri, dopo aver lasciato un commento su questo post di Diemme in merito alla mia difficoltà a seguire la dieta a causa della cosiddetta “fame nervosa”,  mi sono ritrovata a pensare ad un aspetto della questione che non riesco bene a delineare. Dicevo che era stata una settimana pesante dal punto di vista emotivo, perché in genere quando sono arrabbiata o depressa, o  semplicemente annoiata, sento il bisogno di sfogare queste frustrazioni nell’armadietto dei dolciumi o nel frigorifero. Anche se ogni volta mi riprometto di non cadere nel solito tranello, alterno momenti in cui sono fiera della mia forza di volontà ad altri in cui sono totalmente annientata dal mio comportamento autolesionista. Mi sono un po’ documentata, pensando di essere una mangiatrice compulsiva, ma ho scoperto questa differenza:

“Ci sono persone definibili “mangiatori compulsivi”, essi tendono a mangiare senza riuscire a limitarsi e ci sono uno o due cibi che diventano per loro irrinunciabili, irresistibili. Hanno la sensazione che di tali cibi non ce ne sia a sufficienza e hanno una paura irrazionale di rimanere senza questo cibo. La caratteristica fondamentale del mangiatore compulsivo è che egli non vuole mangiare il cibo che mangia ma, non riesce a fermarsi. Inoltre, per essere un mangiatore compulsivo non è necessario mangiare enormi quantità di cibo, basta mangiare anche solo un grissino ma, senza avere fame, senza avere la volontà di mangiarlo. In realtà, una persona non vorrebbe mangiare quel grissino in più ma, non riesce a non mangiarlo, si sente costretto e si sente frustrato poiché la sua alimentazione è fuori controllo, è indipendente da ciò che vuole.”

se sei incapace di gestire il cibo solo quando sei turbato, allora non sei un mangiatore compulsivo ma, sei un “mangiatore emotivo” (fonte)

Per la verità mi riconosco solo parzialmente nel primo gruppo, mentre mi riconosco in pieno nel secondo.
Tuttavia non è questo il dilemma che mi assilla, ma piuttosto non riesco a capire se, almeno nel mio caso, quello che inizialmente era un bisogno non si stia gradualmente trasformando in un alibi. Sempre più spesso infatti mi capita di arrabbiarmi, di arrivare davanti al frigorifero, esitare, riflettere, e poi cedere perché “si, sono arrabbiata, quindi sono autorizzata  a mangiare”. Insomma, sempre di più il fatto di essere arrabbiata o stressata, o annoiata, è come un pretesto, un alibi per mangiare senza sentirmi in colpa (cosa che poi comunque si verifica lo stesso).
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate e se qualcuno si ritrova nella mia setssa condizione.