Notizie e politica · Quattro chiacchiere

Riconoscenza, questa sconosciuta

 

 

Ogni giorno si fa sempre più tangibile la gravità della situazione degli sbarchi di profughi a Lampedusa. Ormai gli abitanti dell’isola sono allo stremo, al limite della sopportazione. Per 800 che vanno, 2000 ne arrivano, chi a buon titolo (i rifugiati che arrivano dalla Libia) e chi per furbizia (i tunisini, gli egiziani e via dicendo, che approfittano del momento per buttarsi nella mischia tanto magari gli va pure bene e ce li teniamo). Perché è così, noi ci teniamo tutti. E va anche bene. Io non dico certo che dobbiamo fare come la Francia, che li rimanda via e Amen. Sono d’accordo che bisogna aiutare chi è in difficoltà, quando c’è una guerra in mezzo ancora di più. Ma per citare un vecchio detto “anche la donna più bella del mondo dà quello che ha”. E quando non ce n’è più, basta.

Ho sentito giorni fa un’intervista ad alcuni profughi. Che cosa hanno detto? Anziché ringraziare Dio, Allah e gli uomini per essere stati accolti, si lamentavano. Delle condizioni igieniche, del non essere stati nutriti, dissetati, vestiti e coperti con caldi piumini. Io penso che questo si potrebbe chiederlo in condizioni normali: io ti accolgo, quindi ti devo offrire condizioni di sopravvivenza dignitose. Ma in condizioni di estrema gravità, come questa, e quando in un luogo che può accogliere 1000 persone ne arrivano 5-6000, il massimo che si può pretendere è di avere un marciapiede dove potersi sedere. Perché allora tutti qui? Perché non in Grecia, in Turchia, a Malta? Perché sanno che probabilmente non li farebbero neanche avvicinare alla costa. Allora, visto che almeno qui non ci sono bombe che fischiano sulla testa, che si ringrazi per quel poco che c’è, e che si capisca che la situazione non è facile neanche per noi.

Notizie e politica · Quattro chiacchiere · Schegge di vita

L’insegnante ideale

Tema del giorno:
“Come dovrebbe essere il tuo insegnante ideale?”

Ieri mio figlio Gabriele doveva preparare un tema con questo titolo. Come al solito, dopo lunga e dolorosa malattia (la  mia compagna virtuale di sventura Sabby mi capirà) abbiamo buttato giù un po’ di idee, e alla fine, alle dieci e mezzo di sera, è stata partorita una meravigliosa faticosissima colonna.

In realtà, io le mie idee di come dovrebbe essere un insegnante ce le avevo già da tempo. Sempre più spesso gli  insegnanti  sono l’esatto contrario di ciò che si definisce “l’insegnante ideale” anche perché, loro malgrado,  sono demotivati e stanchi per l’andamento generale della scuola di questi ultimi anni, oppressa da tagli e controtagli che obbligano a soccombere anche il più appassionato professore.
Detto questo, io penso però che anche con i pochi mezzi a disposizione, c’è modo e modo per insegnare. Credo che proprio la passione per il proprio lavoro faccia la differenza.
Un insegnante dovrebbe, secondo me, riuscire a spiegare la propria materia in modo che i suoi  studenti riescano ad amarla, che ne siano curiosi. Dovrebbe cercare di suscitare il loro interesse, aggiungendo particolari che non si trovano nei libri  scolastici, rimandi ad altre situazioni conseguenti, intrecci di fatti e di luoghi che congiungano varie situazioni.
E il modo, il modo! Dovrebbero trasudare emozione quando spiegano, far sembrare che lo fanno perché amano farlo e non perché devono.
Chi ha visto Benigni a Sanremo? Ok, io l’ho visto. Ho scoperto cose che mai mi sarei sognata, ad esempio che i colori della nostra Bandiera sono ispirati dai colori del vestito di Beatrice. O che Mameli fosse così giovane quando è morto, o che il testo dell’ Inno avesse tutti quei richiami geografici e storici. Io che (come molti altri presumo) l’ho sempre cantato a memoria, ma senza capirne effettivamente il testo, finalmente ora so.
E in quell’ora di Spetttacolo (uso di proposito la S maiuscola) ho imparato più che dai libri di storia. Avete notato con che fervore, con che passione, raccontava la storia dei Mille? Ecco, io vorrei questo da un insegnante di ogni ordine e grado, la PASSIONE.

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Addio, telemarketing selvaggio! (Si salvi chi può…)

 

Sicuramente sarà capitato a chiunque di essere chiamato in qualsiasi orario da ditte di ogni tipo per vendite o sondaggi. Bene, finalmente tutto ciò ha le ore contate (si spera).
Di ieri la notizia che prevede un registro degli utenti che non vogliono essere disturbati.
Il provvedimento è molto controverso, per i motivi che leggete nel seguente articolo estrapolato dal sito dell’ADUC (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori), sempre sia lodata, ma in ogni caso almeno adesso avremo un’arma per difenderci da questi assalitori della quiete familiare. Per la cronaca, il numero verde istituito per questo servizio è: 800 265 265
E speriamo bene, perché si sa, fatta la legge, trovato l’inganno…
Intanto la fregatura io sono riuscita a prenderla lo stesso perché, come dice il disco preregistrato: “il servizio è attivo solo per gli utenti il cui numero figura sugli elenchi telefonici” e siccome io, nel vano tentativo di sottrarmi appunto a questo telemarketing, alcuni anni fa ho fatto togliere il numero dagli elenchi, non posso iscrivermi al registro. Col risultato che le varie ditte si passano l’una con l’ltra i numeri di cui dispongono e continuano a chiamare. Si salvi chi può!!!

“Il Governo ha varato un provvedimento sul telemarketing, con il regolamento per l’istituzione di un registro pubblico per gli abbonati che non desiderano essere contatti telefonicamente a fini commerciali o promozionali. Un provvedimento molto contestato, che cambierà le regole sulla privacy: se prima per essere legittimamente ‘disturbati’ a casa dal venditore di turno, occorreva aver dato un preventivo consenso, con il registro delle opposizioni, chi non vuol ricevere telefonate, dovrà registrarsi preventivamente. Di seguito il comunicato del ministero della Sviluppo economico.. Via libera definitivo del Governo alle nuove disposizioni per regolare i rapporti tra i cittadini e le imprese che utilizzano telemarketing. Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministero dello Sviluppo Economico, ha infatti approvato definitivamente il regolamento per l’istituzione di un registro pubblico per gli abbonati che non desiderano essere contattati telefonicamente a fini commerciali o promozionali. In questo modo l’istituzione del «Registro pubblico delle opposizioni» tutelerà, attraverso una semplice iscrizione telematica, la privacy degli utenti che non desiderano ricevere queste chiamate. Di conseguenza gli operatori del settore potranno contattare esclusivamente gli abbonati consenzienti, ossia non iscritti nel registro che sarà istituito e gestito dal Ministero dello Sviluppo Economico. L’abbonato potrà disporre senza alcuna limitazione dei propri dati e, nel momento in cui farà richiesta di inserimento nel «Registro pubblico delle opposizioni», l’operatore sarà tenuto ad evadere tale richiesta nel più breve tempo possibile. Il Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con il Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti–CNCU, promuoverà una specifica campagna di informazione per gli abbonati telefonici per favorire la conoscenza e le facoltà previste dal provvedimento, volto non solo a tutelare i diritti dei consumatori ma anche stimolare una maggiore competitività delle imprese del settore.”

Fonte: http://www.aduc.it/notizia/telemarketing+selvaggio+governo+vara+regole_118967.php

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In Caso di Emergenza

DA INOLTRARE A TUTTI I VOSTRI CONTATTI

E’ UN SERVIZIO SOCIALMENTE UTILE PER IL SOCCORSO A PERSONA.
OGNI CONTATTO DEVE PROMUOVERE QUANTO SOTTO DESCRITTO CHE A LORO VOLTA LO INVIANO AI LORO CONTATTI.
(basta fare copia e incolla )

Gli operatori delle ambulanze hanno segnalato che molto spesso, in occasione di incidenti stradali, i feriti hanno con loro un telefono portatile, ma gli operatori non sanno chi contattare tra la lista interminabile dei numeri salvati nella rubrica.
Gli operatori delle ambulanze hanno lanciato l’idea che ciascuno metta, nella lista dei suoi contatti, la persona da contattare in caso d’urgenza sotto uno pseudonimo predefinito.
Lo pseudonimo internazionale conosciuto è ICE (In Case of Emergency). E’ sotto questo nome che bisognerebbe segnare il numero della persona che operatori delle ambulanze, polizia, pompieri o primi soccorritori potrebbero contattare.
In caso vi fossero più persone da contattare si può utilizzare la definizione ICE1, I CE2, ICE3, etc….
Facile da fare, non costa niente e può essere molto utile.
E’ una buona idea ed è anche promossa dalle autorità preposte al soccorso.
Fate circolare la notizia in modo che questo comportamento diventi un’abitudine diffusa.
Protezione Civile Roma &nbs p; &nbs p;www.rnsroma.it

http://it.wikipedia.org/wiki/ICE_(In_Caso_di_Emergenza)
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Alluvione di Messina

Non possiamo restare indifferenti a ciò che ci succede intorno.
Nell’alluvione di Messina tante persone hanno perso la vita, la casa, il lavoro. Abbiamo tutti il dovere, nel nostro piccolo, di fare qualcosa per aiutare queste persone a ritrovare una ragione per sperare. Ho aderito a questa iniziativa del forum "Le donne dicono". Fate tutti un sms. Donate un euro per aiutare persone in difficoltà.