Pittura · Senza categoria

El “Che”

Questo quadro l’ho fatto l’anno scorso, ma ho dovuto tenerlo nascosto per un bel po’. L”avevo dipinto per il compleanno di mio cognato, e avendolo terminato con largo anticipo, è rimasto “prigioniero” dell’armadio al riparo da occhi indiscreti.
Lui ha sempre avuto una passione per Cuba, la sua storia, e i personaggi che l’hanno animata (nonché per altre caratteristiche della popolazione locale, ma sorvoliamo… 😉 ). In particolar modo è sempre stato affascinato, e lo è tuttora, dal “Che”.

Morale della storia, aprendo il pacco e vedendo che si trattava di un quadro, l’espressione era fra il perplesso e  il pensieroso. Ma appena ha visto il soggetto si è commosso, e io più di lui. La realizzazione non sarà perfetta, l’espressione del volto e degli occhi in paricolare (cosa a cui tenevo particolarmente) non sarà proprio la sua, ma come sempre, viene dal cuore. E tanto basta, per me.

Pittura · Senza categoria

Non tutte le ciambelle riescono col buco

Vedendo questo video su youtube, mi sono detta che mi sarebbe piciuto provare a rifare quelle rose, in fondo non sembravano difficili.
Già…non sembravano…

Eccomi, dopo terminato le foglie, che effettivamente sono state abbastanza facili da fare. Ecco la postazione: Cavalletto, tela, e…pc con video caricato, seguito foglia per foglia 🙂

Non altrettanto si piuò dire delle rose, il colore si mischiava troppo, la direzione delle pennellate non produceva lo stesso effetto, tutto si soprammetteva troppo…ecco qua il risultato finale, assolutamente da correggere.

 E che dire dei boccioli aggiunti di mia sponte, per “rifinire”  il tutto?  Raccapriccianti è un eufemismo… 😉

Tra il dire e il fare….

Country e Decorative Painting · Pittura · Senza categoria

E perché no…Niccolò!

Ricordate Rebecca? Bene, quando Rebecca è venuta al mondo c’era ad aspettarla il suo fratellino, Niccolò.
E Niccolò, non appena ha visto la targhetta per la cameretta della sorellina, ha guardato la mamma e le ha detto: “Mamma, ma perché io non ce l’ho?!?!?”  E glielo ha detto con la faccina triste, quella che tutti i bimbi hanno già in dotazione alla nascita, quella che io chiamo la faccina da “Hamtaro” . Insomma questa qui :

 

Secondo voi una mamma può resistere ad una faccina simile? Nooooooo! Assolutamente no!
Quindi subito mi è stata commissionata una targhetta uguale a quella, ma in versione maschile, per Niccolò.
Ho quindi elaborato il disegno facendo delle varianti  che si adattassero  ad un maschietto.
Ecco qua il risultato :

La parte bassa mi ha fatto tribolare, il giallo dei quadretti è troppo forte e le lumache non venivano mai bene; se le facevo troppo sfumate non si vedevano, se le evidenziavo di più risaltavano troppo. E dopo miliardi di miliardi di tentativi, ho deciso di lasciarle così. Peccato perché rovinano l’effetto finale. Ma come si dice: “anche la donna più bella del mondo dà quello che ha”.

In compenso sono moooolto orgogliosa della tutina di jeans, ma soprattutto dei calzini calanti e della scarpa sciolta, che fa tanto “birbante” 😀

Pittura

L’ultimo, ma non l’ultimo!

“Siore e Siori, vi preeeesentoooo……lui! Ecco a voi… l’ultimo arrivato nella grande famiglia dei quadri senza padrone!”

Eccolo, l’ultimo, ma non ultimo quadro che ha visto la luce (per la verità non è del tutto  finito di nascere, dato che ancora devo terminare la parte bassa del gambo di un fiore, di dipingere i bordi e firmarlo).


Mi sono proprio divertita a farlo, un quadro rilassante, liberatorio, privo della tensione per la  riproduzione del dettaglio quasi fotografica che fa parte del mio modo di dipingere  a volte anche contro la mia volontà (da qui: Pennelli Ribelli).

Realizzato quasi completamente a spatola, se non per i boccioli più piccoli ed i gambi,  dove ho dovuto aiutarmi col pennello onde evitare di spataccare il colore da tutte le parti. Oltretutto sono anche riuscita ad infrangere un altro mio blocco, quello della riproduzione fedele dell’immagine. Infatti qui ho preso spunto sì da un’immagine esistente, ma ho cambiato la disposizione e l’orientamento dei fiori, dei quali  oltretutto ho solo abbozzato l’ingombro di quelli  più grandi sulla tela, andando poi “a occhio”.  L’esperienza mi è piaciuta, credo proprio che la ripeterò al più presto, e vorrei andare oltre: mi piacerebbe (ma non so se sarò in grado) sganciarmi dalle riproduzioni di immagini esistenti e realizzare un quadro completamente immaginato da me. Sarà uno dei buoni propositi per l’anno nuovo…