Quattro chiacchiere · Senza categoria

C’è posta per me (se poi è un premio, meglio è!)

Ebbene sì, anch’io sono stata nominata… ma per fortuna non dovrò lasciare la casa, in questo caso si tratta proprio di una “nomina”, un premio insomma! Proprio ieri Sonia mi ha poggiato la spada sulla spalla e zac! (ma che avete capito?!?!? No, anche se non si direbbe la mia testa è ancora attaccata, giuro!) mi ha “nominato” …

   Grazie Sonia!!!!

Ho sempre sperato, e nello stesso tempo temuto, un fatto del genere.
Se da un lato è una cosa che mi riempie di orgoglio (eddài, proprio io fra tanti, allora vuol dire che il mio blogghino non è poi tanto male…) e ho sempre sperato di rientrare nella rosa dei blog preferiti da qualcuno, dall’altra ne ho un po’ soggezione, perché in fondo si tratta pure qui di una sorta di catena, e quindi bisogna nominare altri (e se poi qualcuno ci resta male, perché non l’ho scelto? E se poi invece quelli che ho scelto non volevano essere scelti?). Vabbè, basta pippe mentali e sotto a chi tocca. Prima di tutto, la regola vuole che si dicano sette cose sul nostro conto, vediamo un po’… mumble… mumble…

1) In casa mi hanno soprannominata WUOF, perché ci sono giornate in cui non faccio che abbaiare all’indirizzo di tutti (tranquilli, tanto non mordo…)

2) Non mi accontento quasi mai, quindi cerco di delegare il meno possibile. Se non mi accontento quando faccio le cose da me, figuriamoci quando le faccio fare a qualcun altro.

3) Odio gli imprevisti, soprattutto perché mi capitano spesso. Se invece non ho programmi qualsiasi sorpresa è gradita.

4) Sono disordinatissima, ma chiunque cerchi qualcosa chieda a me e la troverà. Ho un computer al posto del cervello e una memoria visiva formidabile (ma non sono per niente fisionomista).

5) Sono totalmente Natura-dipendente. Passerei ore a guardare un pettirosso, la chioma di un albero che si muove col vento, o lo scintillio della risacca sulla sabbia. E da quando ho iniziato a dipingere vedo tutto con occhi diversi…provare per credere.

6) Essere un punto di riferimento per gli altri mi gratifica. A volte mi pesa, ma mi onora.

7) Non so portare rancore, faccio la sfuriata quando ce n’è bisogno ma poco dopo perdono. Una volta.
E non riesco a vedere le persone arrabbiate fra di sé, mi fa stare male.

E adesso, rullo di tamburi…..i miei nominati (in rigoroso ordine alfabetico) sono….

Doodlemum
Gina
Libera
Maria Rosaria
Nives
Avrei voluto aggiungerne altri ma alcuni hanno già ricevuto il premio, altri li seguo da poco e anche se li trovo deliziosi non posso mica fare l’ammiratore segreto, vi pare? Magari sarà per un’altra volta!

Quattro chiacchiere · Senza categoria

Come in una campana di vetro (per ora…)

In queste settimane in cui tutta l’Italia è stretta in una morsa di ghiaccio, e la neve ricopre case, strade e intere città, Firenze almeno per ora sembra essere stata risparmiata. A parte una nevicata di mezza giornata mercoledì scorso, che non ha provocato disagi, fino ad adesso la neve è solo portata dal vento, e quindi non attacca a terra. Il vento però è molto molto forte, e gelido. Anche se gli ultimi tre o quattro inverni sono stati molto freddi e con nevicate anche tardive, un inverno così freddo a Firenze non lo vedevamo dal 1985, quando ci fu la famosa nevicata che mandò in tilt l’intera città. E neanche allora ricordo di aver visto l’Arno ghiacciato.  Adesso invece  il fiume è un intero lastrone di ghiaccio, con solo alcune zone in cui l’acqua è ancora corrente anche in superficie. L’altro giorno  Gabriele ed io siamo scesi sulla pescaia (sulla parte asciutta naturalmente) e lanciando un grosso sasso sul ghiaccio abbiamo capito che lo strato è molto spesso, infatti i sassi più piccoli rimbalzano senza riuscire a scalfirlo. Le anatre che planano sullo specchio ghiacciato prolungano l’atterraggio in una  scivolata involontaria, sembrano quasi delle aggraziate pattinatrici. E insieme con i loro “colleghi” gabbiani, per pranzo sono costrette ad accontentarsi di pesce surgelato.

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Quattro chiacchiere · Schegge di vita · Senza categoria

Nel club degli…anta

Uno dei miei punti di forza è sempre stata  la vista.
Non dico una vista da aquila, ma i miei dieci decimi abbondanti li ho sempre avuti, e con essi ho avuto vantaggi e svantaggi.

Vantaggi:

– poter distinguere anche le cose più piccole senza dovermele appiccicare alla faccia
– poter ammirare a “occhio nudo” la bellezza di un panorama, di un fiore, di una stella
– riuscire a distinguere i colori senza fare casino ad esempio fra il verde e il blu
– riuscire a leggere anche le scritte piccole i titoli di coda dei film
– ecc., ecc., ecc….

Svantaggi:

–  dover leggere a tutti quello che loro non riuscivano a leggere, ivi compreso le etichette al supermercato a qualche vecchietta che non riusciva  vedere la data di scadenza dei prodotti
– essere l’incaricata cercatrice di pidocchi nelle teste di figli e nipoti in periodo scolastico
– ecc., ecc., ecc….

Per lo strano senso di onnipotenza di cui siamo preda da giovani, anch’io pensavo che niente mi sarebbe mai successo, che non avrei mai e poi mai avuto problemi di vista,  che non mi sarebbero  mai venute le rughe e le zampe di gallina, che non avrei mai avuto problemi di circolazione, di pressione ecc…
Pensavo: Ma a chi “a Me“? Ma se sto da Dio, non c’è verso, ci vedo benissimo, sento ronzare una mosca ad un km di distanza, ho la pelle fresca come una rosa, degli anticorpi in assetto da combattimento…no, a Me, no…

Ma nei proverbi c’è sempre un fondamento di verità, e  allora “da quaranta in là, ohi di qui, ohi di qua”

infatti…..

…ora sono un rocchetto.
A parte tutte le varie magagne, ivi compreso il crollo fragoroso dell’impalcatura facciale, ultima in ordine di apparizione (o di sparizione) è proprio la vista. Circa due anni fa, nuotando in piscina, mi resi conto che muovendo gli occhi, vedevo come dei fili di fumo ondeggiare e seguire il mio sguardo. Mi impaurii e corsi dall’oculista. Per fortuna niente di grave, solo un problema di scarsa idratazione del cristallino, da controllare periodicamente ma da curare solo bevendo acqua a fiumi. L’altro giorno sono stata al controllo e ho riferito un po’ di difficoltà nella messa a fuoco, sia da lontano che da vicino. Ecco fatto, quello che temevo si è avverato, la mia fantastica ultravista da donna bionica si è volatilizzata…entro quindi a pieno titolo nel club degli …anta con ben due, e dico due paia di occhiali!
Ma di una cosa sono sicurissima: l’unica cosa che non perderò con l’età è il mio spirito da teen-ager, e per questo voglio festeggiare lo stesso; facciamo cin cin…con gli occhiali!

Aggiornamento, 10 Febbraio: Ieri l’altro sono stata dall’ottico per scegliere gli occhiali, non ci crederete, è stato divertentissimo! Mi sentivo un po’ come Julia Roberts in Pretty Woman è stato fortissimo provarne e riprovarne tantissimi, alla fine non sapevo quale scegliere, ce n’erano diversi che mi piacevano parecchio, e allora ho dovuto chiamare Maurizio in soccorso e farmi consigliare anche da lui fra quelli che preferivo. E  poi a ben guardare (eheheh :-)  ) non mi sembra neanche di stare anche malaccio con gli occhiali. Ed è vero che i fin dei conti sono un accessorio che dà un certo non so che.

Fra me e me · Piccoli inconvenienti quotidiani · Quattro chiacchiere · Schegge di vita · Senza categoria

Un bagno di umiltà

Avete presente quelle bellone, coscialunga,  minigonna e tacchi, che non si preoccupano di altro riguardo le loro auto se non di metterci dentro la benzina? Ho sempre pensato a loro come a poverette microcefale che pensano che il fatto di essere “bone” dia loro automaticamente la garanzia che qualcuno l’aiuterà in ogni occasione. Però devo ammettere mio malgrado che non hanno fatto male i loro calcoli.La riprova l’ho avuta quando avevo diciannove anni, non ero propriamete una silfide, non ero bionda, non ero bona, non avevo minigonna né tacchi a spillo. E nonostante la macchina fosse a posto, si ingolfò su un viale vicino alla mia casa di allora, sotto un temporale. La macchina in questione era di mio cognato, una Talbot Horizon 1100, senza servosterzo, con una carrozzeria pesante come un carro armato. Dovetti scendere, spingere la macchina avanti per circa 50 metri, oltrepassare un semaforo, rientrare in una strada laterale a marcia  spinta indietro per altri 30 metri fino ad un parcheggio a lisca di pesce. Il tutto sotto la pioggia, con altri automobilisti che sfrecciavano accanto a me imprecando per l’intralcio, e sotto l’occhio vigile di un signore affacciato alla finestra. Solo quando ho chiuso la portiera, zuppa come un pulcino, il signore mi fa: “Serve aiuto?” Siccome sono una personcina educata non gli ho vomitato addosso la sequenza di vaff… che mi si affollavano sulla lingua. Sicuramente una di quelle bellone avrebbe avuto più fortuna di me.
Da allora ho sempre pensato  che anche nella più terribile sciagura nessuno si sarebbe mai e poi mai sognato di aiutare una balena spiaggiata a riguadagnare il mare, e mi sono sempre darta da fare per sapermela cavare da me in ogni frangente. Peccando anche un po’ di presunzione, e forte  della mia laurea ad honorem (ma guadagnata sul campo) in , nell’ordine:  riparatrice radio tv, maestra, carrozziera e maccanico di motorini, infermiera, sarta, capo scout e chi più ne ha più ne metta, ho sempre e dico sempre avuto la certezza che mai nella vita avrei avuto bisogno dell’ aiuto di chicchessia.
Questo fino a circa due mesi fa, quando mi sono dovuta arrendere davanti a, udite udite, una ruota bucata…
Complice anche la mentalità contorta degli ingegneri automobilistici d’oltralpe, prima ho dovuto ingaggiare una lotta corpo a corpo con un arzigogolato cric, poi ho dovuto impiegare circa dieci minuti in una posizione poco consona ad una signora perbene come la sottoscritta, per riuscire a sganciare la ruota di scorta da sotto alla macchina. Dopo tutto questo annaspare, per fortuna – e contro ogni previsione – un buon samaritano di passaggio mi ha gentilmente indirizzato al suo garage lì vicino e con un cric ammodo mi ha cambiato lui la ruota in cinque minuscoli minuti.

Ed è stato  così che l’autostima della sottoscrita ha subìto un colpo durissimo. Ma questa disavventura, oltre ad essere stata un bagno d’umiltà, mi ha fatto anche riacquistare la fiducia nel genere umano (maschile, soprattutto 😉 )!