Poesie, frasi celebri, racconti · Quattro chiacchiere · Senza categoria

Scelte

“(…) Verso i sessanta, quando la strada alle tue spalle è più lunga di quella che hai davanti,vedi una cosa che non avevi mai visto prima: la via che hai percorso non era dritta ma piena di bivi, ad ogni passo c’era una freccia che indicava una direzione diversa; da lì si dipartiva un viottolo, da là una stradina erbosa che si perdeva nei boschi. Qualcuna di queste deviazioni l’hai imboccata senza accorgertene, qualcun’altra non l’avevi neanche vista; quelle che hai trascurato non sai dove ti avrebbero condotto, se in un posto migliore o peggiore; non lo sai ma ugualmente provi rimpianto. Potevi fare una cosa e non l’hai fatta, sei tornata indietro invece di andare avanti. Il gioco dell’oca te lo ricordi? La vita procede pressappoco allo stesso modo.
Lungo i bivi della tua esistenza incontri le altre vite, conoscerle o non conoscerle, viverle a fondo o lasciarle perdere dipende soltanto dalla scelta che fai in un attimo; anche se non lo sai, tra proseguire dritto o deviare spesso si gioca la tua esistenza, quella di chi ti sta vicino. (…)” 
(Susanna Tamaro)

E’ davvero così  strano, e inquietante, pensare che  cosa sarebbe stato prendendo una decisione diversa. Ci troviamo quotidianamente a dover prendere decisioni, di piccola entità, o di grande responsabilità. Sia che esse riguardino il lavoro, la famiglia, l’amore, o addirittura la salute, ci facciamo guidare  dalla logica, dal ragionamento, dal calcolo dei pro e dei contro. E poi scegliamo. Scegliamo quello che in quel momento ci sembra la soluzione migliore per noi, per la nostra vita, per quella dei nostri cari.  E il risultato di questa scelta lo vediamo spesso a breve termine.  Ma tante volte dobbiamo prendere decisioni i cui risultati li vedremo solo dopo molto tempo. Quelle sono le scelte più difficili, per le quali, oltre che al ragionamento  ci affidiamo al nostro istinto, alle nostre sensazioni. Ma dove ci porteranno non lo sapremo subito. E se dopo quella prima direzione, altre scelte successive ci sposteranno verso un’altra via? Troppe sono le variabili.  Troppo dovremmo calcolare per riuscire a prevedere l’esito definitivo…

Quattro chiacchiere · Senza categoria

Il fascino dellla neve

Ieri , di punto in bianco (eheheh…) ha iniziato a nevicare. Una bella, copiosa nevicata come in alta montagna.
La neve mi suscita sempre sentimenti contrastanti, starei ore lì a guardarla dalla finestra, mi ipnotizza quasi. Mi incanto a vedere i fiocchi leggèri che scendono ondeggiando piano piano, e che formano un manto uniforme soffice e luccicante. Ma subito iniziano i disagi, uscire di casa è un problema, spostare la macchina un rischio. Avventurarsi a piedi poi, non ne parliamo. Il giorno dopo, il bellissimo manto bianco e luccicante si trasforma in una poltiglia marrone e in alcuni punti invece si formano lastre di ghiaccio. E quindi, mentre guardo i fiocchi che cadono, già mi immagino il resto, e penso che in città la neve non è  proprio l’ideale. Specialmente in città come Firenze (sebbene  ieri fosse uno spettacolo) che non sono organizzate per eventi del genere, per il fatto che sono poco frequenti. E dove una semplice nevicata si trasforma a tempo di record in un pandemonio che blocca aerei, treni e perfino autobus, impedendo a chiunque di tornare a casa per ore e ore. Ma svegliarsi la mattina e vedere tutto bianco, e “sentire” il silenzio ovattato tutto intorno, ha un fascino che non si può descrivere…

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Una questione …di cuore

Eccoci, siamo finalmente a casa!
Purtroppo, dopo quindici giorni di ferie stupende, ci aspettava una brutta sorpresa…
domenica mattina presto, il giorno della nostra partenza prevista,Maurizio (mio marito) mi dice che si sente male e che devo portarlo all’ospedale. Io, che so che in genere lui minimizza, prndo al volo due o tre cose e ci prcipitiamo a Cecina al pronto soccorso. Lì i medici gli diagnosticano un infarto, e decidono di mandarlo immediatamente a Pisa per fare l’angioplastica. Io, nella fretta di portarlo al più presto in ospedale, avevo preso il telefono (scarico) la tessera sanitaria (per sbaglio non la sua) e non avevo neanche soldi con me. Per di più eravamo pure in riserva fissa. Io ero nell’angoscia perché non sapevo come fare per seguirlo a Pisa, e dovevo pure avvertire i ragazzi. Ho chiesto al pronto soccorso ma nessuno aveva un caricabatterie per il mio telefono. Allora ho chiesto di poter telefonare ed ho detto a mio figlio grande Simone di andare alla piazzola della zia, e di partire per rientrare a casa a Firenze con il nonno che rientrava dopo pranzo. Sono andata dietro all’ambulanza visto che non conoscevo la strada per l’ospedale. Ad un certo punto mi hanno leggermente distanziato. Dopo poche centinaia di metri la vedo ferma nella corsia di destra dell’autostrada, con dietro un volante della polizia stradale, ferma amche quella. Vi dico la verità, sono stata assalita dal panico, non sapevo come mai erano fermi. Mi sono passati per la mente i pensieri più tragici. Mi sono fermata dietro a loro ed ho chiesto notizie. Il poliziotto mi diceva di stare tranquilla ma io non ci riuscivo. Gli ho spiegato la situazione, che non avevo soldi, né benzina e che dovevo seguire l’ambulanza perché non conoscevo la strada. Lui mi ha fatto la manovra di retromarcia (ho scoperto che erano fermi proprio sulla corsia di immissione della stazione di servizio) e mi ha pagato la benzina. Mi ha detto dove potevo riportargli i soldi, cosa che ho fatto il pomeriggio stesso, senza neanche chiedermi un documento.Un Angelo mandato dal Cielo. Sono riuscita così a seguire Maurizio in ospedale. Gli hanno fatto l’angioplastica e l’hanno ricoverato in terapia intensiva. Il decorso è stato ottimo, il suo fisico ha reagito benissimo alle cure e la ripresa è stata veloce. Il personale medico ed infermieristico dell’ospedale è preparatissimo e molto umano.Ieri è stato dimesso e quindi siamo potuti rientrare a casa. Adesso deve seguire una teraia farmacologica e stare un po’ più tranquillo per un po’.
Voglio ringraziare qui il Maresciallo Antonio Abate della Polizia Stradale di Cecina, che mi ha tolto da una situazione di angoscia e che mi ha fatto ritrovare la fiducia nel genere umano.
Questa giornata mi ha insegnato diverse cose: 1° Il telefono deve essere SEMPRE carico e con il credito, 2° Il serbatoio della macchina non deve MAI scendere sotto la metà, 3° tenere sempre almeno 20 euro nascosti in macchina per le emergenze, 4° ma più importante di tutto: se chiedi aiuto c’è SEMPRE qualcuno disposto a tenderti la mano.