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W.I.P:: Recupero di un portaspezie

Tanti tanti anni fa, mio babbo (del quale prima o poi racconterò), costruì per mia mamma un bel portaspezie  in legno di noce massello, col manico lavorato al tornio e 8 bottigliette in vetro giallo. Questo portaspezie ora era molto rovinato, il legno tutto consumato, così ho deciso di “risistemarlo” Mia mamma subito mi ha ammonito: “Guarda, questo portaspezie me l’ha costruito il babbo “con tanto amore”… ” – io già mi sentivo scivolare che avrei dovuto lasciarlo stare, ma lei fa: “… dipingilo, cambiagli colore, facci quello che ti pare, ma mai e poi mai te ne dovrai disfare, neanche dopo che sarò morta, altrimenti vengo a tirarti i piedi, va bene?”  E io intanto pensavo che semmai avessi rovinato quel portaspezie magari i piedi me li veniva a tirare il babbo… in che situazione mi sono messa! Però alla fine, col coraggio che mi contraddistingue :-), decido di procedere.

Ecco come si presentava:

Portaspezie2Nel corso degli anni una boccetta è stata rotta, e non si trovano più in giro….magari se per una qualche combinazione in un mercatino ne ritroverò una uguale mi rifaccio il completo…

E così era l’interno e il manico:

Portaspezie1Dopo una bella scartavetrata ed una passata di impregnante color noce, era venuto talmente bene che la tentazione di lasciarlo così mi ha sfiorato la mente….ma solo per un breve momento, visto che ora come ora sono in un periodo minimal-bianco.

Allora ho proceduto, sempre considerando il rischio di fare un pasticcio…e ho dato due mani di bianco e una di avorio…

Portaspezie3

Prossimamente gli ulteriori sviluppi!

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W.I.P.: Indovina indovinello…

1

 

…a cosa serviranno mai questi numerosi pezzi di legno  alacremente tagliati da me medesima e dal  mio fido traforo elettrico che stava quasi per cavarmi un occhio per la rottura del seghetto? 

Sono i pezzi di un progetto che i hanno commissionato, un work in progress  che per la verità è già quasi in dirittura di arrivo e di cui poi farò un tutorial.

Chi vuol tentare di indovinare di che si tratta?  Nessuna scimmietta curiosa in giro? 
Magari poi  vi do un aiutino… 

 

 

Country e Decorative Painting · Senza categoria · W.I.P.

W.I.P.:Lampadario, finito! (ops, già da un po’)

Ridendo e scherzando sono trascorsi ben più di 15 giorni dal mio ultimo post. Siamo in uno di quei momenti che io chiamo il  “punto morto superiore” dove le mille cose da fare restano sempre a metà, bloccate da vari contrattempi e altre cose che vengono iniziate e lasciate a metà pure loro. In tutto questo marasma però il lampadario era già finito da un po’, il problema è che non riuscivo a sistemare le foto per preparare il post. Ecco che alla fine ce l’ho fatta.

Dunque, nel post precedente accennavo ad un piccolo escamotage, che dovevo fare e incrociare le dita affinché funzionasse. Il fatto è che la tela del lampadario in origine era fissata al telaio per mezzo di punti metallici applicati con la sparapunti. Non avendo io questo utile attrezzo (e non avendo alcuna intenzione di comprarlo, visto che mi potrà servire circa due o tre volte nella vita ;-)), ho pensato di tenere in tensione la tela con dei nastrini di cotone spigato ecrù, del tutto simili al colore della tela stessa.

E alla fine ci sono riuscita, il trucco ha funzionato e questo è il risultato del lampadario finito, da entrambi i lati.

Lampadario7

Lampadario8

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W.I.P.: Lampadario 2^ step

Allora, allora, riprendiamo da dove ero rimasta.
Prima di tutto mi serviva un bel disegno da dipingere sulla tela, che fosse adatto sia per un maschietto che per una femminuccia (raddoppiamo il target di utenza, eheheh!). Tempo fa avevo visto su una rivista di pittura country un disegno che mi piaceva molto,   mi sembra adattissimo per questo progetto, ma era un disegno con particolari natalizi, quindi c’è da riadattarlo.
Eccolo qua:

RivistaQuindi toglierò i cappelli e aggiungerò due fiocchi, così:

Disegno

E’ vero, non si vede niente…..così va meglio?

Lato A:
LatoA

Lato B:
LatoB

Questa canina grigia in verità non mi piace molto, ma ormai non si può fare niente, si rischia solo di peggiorare.
Dopo la pittura ho stirato bene sul retro per tre minuti su ogni lato, come da istruzioni del produttore, così il colore si è fissato sul tessuto e può resistere al lavaggio fino a 60°C.

Adesso pensiamo al telaio. E’ tornato un po’ più dritto, ma per fissarlo ancora meglio ho dato dei punti di colla a caldo nelle giunture, tenendolo in posizione. La colla, raffreddandosi, ha riempito le fessure formando così uno spessore che dovrebbe tenere in forma il telaio. Almeno spero.
Poi una bella mano di fondo gesso e siamo pronti per la pittura.
Telaio1

Adesso il colore. Ho scelto un bel tono di verde, il Verde Alga di Stamperia, è uno dei colori che preferisco. L’ho un po’ stemperato col bianco ed è venuto fuori una specie di “verdallo” o di “giallerde”, scegliete voi.
Ho aggiunto al colore un po’ di vernice finale satinata all’acqua.

Colore

Questo mi eviterà un ulteriore passaggio a fine lavoro. Mescolo bene con uno spiedino….

….poi pennello,  ed ecco il telaio finito.
Telaio2

Adesso aspettiamo fino a domattina, così il colore sarà proprio asciutto bene fino in profondità. Poi procederò con un ultimo dettaglio alla tela (vedrete un piccolo escamotage, speriamo che la mia idea si riveli funzionale) e via col montaggio finale!

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W.I.P.:Recupero di un lampadario

quello che per gli altri è da buttare per me è oro a 24 carati. Un bel po’ di tempo fa trovai ad un cassonetto un lampadario in giunco e stoffa che qualcuno aveva deciso di eliminare (sacrilegio!!!). Visto e preso è stato tutt’uno. Ho deciso di farne un lampadario per una cameretta. Era abbastanza sciupato, filo rovinato, stoffa sporca, giunco storto e un po’ muffito.
Ma ho un bel progettino in mente per riportarlo a  nuovo.

Vediamo un po’ come procede.
Questo era:

Lampada1

I materiali che mi serviranno (se qualcuno si vuole cimentare in qualcosa di simile almeno può avere un’idea) sono:
1 filo nuovo, colori per stoffa, colori acrilici, fondo gesso acrilico.

Prima di tutto ho smontato il portalampade e il bicchiere, eliminato il vecchio filo, staccato la stoffa dal telaio:

Lampada2

Poi ho messo la stoffa in acqua e candeggina per vedere se era recuperabile, facendo attenzione che la stoffa rimanesse completamente sommersa.Lampada3Nel frattempo ho esaminato il telaio, e dopo averlo passato con la candeggina per eliminare la muffa (non è servito a niente), ho notato che era parecchio storto davvero:

Lampada4

Per raddrizzarlo  l’ ho immerso completamente in acqua calda per qualche minuto, in modo da ammorbidirlo e renderlo un po’ elastico e poi, con due stringhe per le scarpe ho messo in tensione per raddrizzarlo:

Lampada5

Per adesso è in stand-by, la stoffa l’ho sciacquata dalla candeggina,  lavata con sapone e ammorbidente risciacquata e messa ad asciugare, il telaio sta piano piano riseccandosi, vedremo se la mia idea avrà funzionato quando domani toglierò i lacci.

Poi procederò alla pittura.

Bye, bye lampadario, al prossimo step! 🙂