Ecco un altro w.i.p. “Indovinala grillo!”. Ho tagliato 5 dischi di compensato che mi serviranno per un lavoretto per casa mia.
L’idea creativa è di Simone, sia del cosa fare che di come farlo. Sul come o dovuto mettere un paio di paletti perché così come lo voleva lui era veramente un po’ ecessivo. Gli ho promesso di non farlo Shabby (lui lo odia), anche se mi costa tenere ferma la mano che si dirige di natura verso il barattolo del bianco e la carta vetrata 😉 Alla fine siamo venuti a un compromesso: ok prevalenza bianco ma con una accesa nota di colore.
Ecco qui il primo passaggio:
Via alle scommesse!
Vi dò un piccolo indizio: non sono frisbee e nemmeno i cinque cerchi olimpici…
Al prossimo step si inizierà a capire, quindi se indovinate non sarà più valido, capito furbetti??? 😉
Come vi dicevo, avevo due cassette da frutta piccole, quelle delle fragole. E in più una cassetta grande. In previsione del mercatino di ieri mi era venuta un’idea per decorarle. Le due piccole sono venute proprio come me le ero immaginate, mentre la grande, terminata poco prima di andare a dormire, sinceramente poteva venire meglio. Si sa, la gatta frettolosa fa i gattini ciechi… E non che poi sia servito a molto visto che ha piovuto quasi tutto il giorno e non s’è vista anima viva.
Partiamo proprio da quella, così poi ci rifacciamo gli occhi con le altre 😉
Eccola qui, colore indefinito, disegno semplice a stencil. Ed ecco quelle più carine. Non mi chiedete a che servono perché proprio non ne ho idea. Quando ho iniziato pensavo a “portaqualcosa” da tenere vicino al fasciatoio…in realtà mi è partito l’embolo e le ho fatte, così, di getto 😀
Ero ferma, immobile sulle mie posizioni: non mi farò coinvolgere da altre passioni. Non posso certo aggiungere altro materiale a quello che ho, che già basterebbe per quattro generazioni di hobbysti. Bauli, credenze, librerie…addirittura il vecchio fasciatoio dei ragazzi sono già da tempo immemorabile adibiti a contenitori di legno, colori, colle e trafori, feltro perline e paste modellabili, …no, no, non si può. Giurin giurello, devo resistere!
E invece è bastato che mi facessero rischiesta di un paio di oggetti ed ecco che la molla è scattata, sono ufficialmente vittima del “cucito creativo”.
E già stoffe e merletti si stanno impossessando di alcuni angoli della casa.
Il Santo prima o poi farà una visita dall’avvocato, me lo sento….forse lo ha frenato il fatto che almeno ora (dopo aver “soppresso” la passione per la grafica digitale) sono in pari con i panni da stirare 😀
Eccoci arrivati al secondo step. La colorazione che ho scelto è il grigio-azzurro, esattamente la tonalità Light French Blue della Americana Decoart. Questa è una fra le marche che prediligo, per la fluidità unita all’ottima coprenza e uniformità dei colori. C’è oltretutto una bellissima gamma di colori come li chiamo io “polverosi”, cioè un po’ spenti, adattissimi per il country.
Prima colorazione, grigio-azzurro l’esterno e più chiaro l’interno per trovare meglio le cose!
Nel post precedente avevo specificato (e menomale!) che si trattava di un esperimento, altrimenti una bella figuraccia sarebbe stata assicurata. Devo prendere atto che la prova con il transfer di immagine è risultata disastrosa.
Ancora non ho capito che genere di errore sto commettendo, ma dopo due tentativi sul coperchio e due sul lato, la situazione non è migliorata. Il colore della fotocopia dopo il trasferimento o risultava chiaro se mettevo meno prodotto, o sbavato se ne mettevo di più. Inoltre lasciava un alone lucido tutto intorno alla scritta, e se mettevo un pochino di più di prodotto o lo lasciavo asciugare un attimo in meno corrodeva anche il colore di base. Ho provato a cambiare carattere di stampa con uno più netto e con i bordi più definiti ma niente, stesso problema.
Orrore!
Per questa occasione ho anche rispolverato il proverbio “Chi ragiona col cervello degli altri può friggersi il suo”, e ho modificato il progetto che avevo fatto per assecondare le richieste (e velate minacce 🙂 ) di Simone, che non riuscivo a farmi piacere, per assecondare il mio istinto ed il mio gusto personale, e ho quindi proceduto a passare la candela sulla scatola e a dare una seconda mano di colore più chiaro, con una leggera carteggiatura finale….ohhhhh….ecco di nuovo il mio amato shabby. Per usare un paragone “modaiolo” potrei dire che in questo abito mi ci sento proprio comoda.
Finalmente shabby!
Ora userò le fotocopie che avevo fatto come guida per riportare le scritte sul coperchio e sulla scatola, e poi le dipingerò a pennello.
La dura lotta fra me e quel prodotto però non è finita….fra i miei difetti non c’è sicuramente quello di mollare al primo ostacolo. Devo capire dove sbaglio, anche perché il prodotto so che funziona. Ho visto una dimostrazione e progetti realizzati veramente bellissimi. Ma si sa che vederlo fare non è proprio come farlo…
Tornerò a lavorarci, farò prove su prove finché non riuscirò a domarlo! Parola di scout! 😀
L’altro giorno eravamo giù in garage a cercare di fare spazio eliminando l’inutile. Ecco Simone con una scatola di legno di quelle per le bottiglie di vino, singola. S- Si butta? Io, squadrandola con interesse – Mah, però qualcosa ci potrei fare…. S- Mamma, guardala bene….c’è scritto 2006! Io- Non ci posso credere, ce l’abbiamo qui da nove anni! Si, dài, buttala. Mettila lì vicino al termocamino che ci accendiamo il fuoco. Tempo dieci minuti, riprendendo in mano la scatola ecco l’idea! Già…l’idea che volevo realizzare da un po’ e per la quale non avevo mai trovato il contenitore adatto. Càpita che siamo tutti molto disordinati, ma soprattutto per i ragazzi le cose fanno sempre solo il viaggio di andata e mai quello di ritorno. Prendono le cose e le lasciano vagare da un tavolino a una credenza a sotto il divano, al tavolo del pc….e quando io riordino vago per le stanze con in mano chiavette internet, caricabatterie, cuffie, chiavi, portafogli, documenti vari… e dove poi l’appoggio manco me lo ricordo. Il passo successivo è che loro ricercano le cose sparse in giro e la colpa ovviamente è mia che gliele sposto… Allora ho deciso di istituire l’ufficio oggetti smarriti, ovvero una scatola dove io metterò tutto ciò che trovo in giro, e dove loro potranno recuperare le cose che perdono. Per adesso userò questa scatola da bottiglia singola, più avanti vedremo se ci vorrà la scatola da 6… 😉 Progetto: Lost and found Per questo progetto sperimenterò (e voi con me) un nuovo prodotto per il trasferimento immagini.
Materiale necessario
Come al solito il primo passaggio è quello di stuccare i buchi e le imperfezioni con lo stucco per legno, dopo che lo stucco si è seccato carteggiare e passare una o due mani di primer per legno. Fatto il primo passaggio ecco già che ho dovuto ripensare a tutto il progetto di decorazione, avrei voluto farlo…e che ve lo dico a fare…shabby-chic, anche per abbinarlo al resto dell’ambientazione del tinello, ma è arrivato Simone che mi fa: S- E ora come lo dipingi? Io – Shabby-chic, e poi ci trasferisco le scritte… S- Se lo fai shabby-chic io le mani dentro non ce le metto 🙂 vuol dire che io ti dico quello che cerco e tu mi dici se c’è! 😉 Per non correre rischi ho deciso di cambiare stile di decorazione, penso ad uno stencil, ma vedrò al momento. Per ora stop allo step, vado a preparare la cena 😀