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Un semplice barattolo

Quest’ultimo periodo è stato molto intenso. Sono stata confermata “dimostratrice” per la Toscana di una ditta distributrice in Italia di prodotti per belle arti e creatività. Il lavoro consiste in dimostrazioni presso vari negozi dei prodotti di queste ditte. Il che comporta anche il preparare i campioni da esporre. Questa per me è una grande soddisfazione, è il lavoro che avrei sempre voluto fare. Fin da quando ho iniziato col découpage diversi anni fa seguivo con interesse le varie dimostrazioni al negozio dove acquistavo i materiali, e nei miei sogni ad occhi aperti mi vedevo dietro a quel tavolo, col mio grembiulino colorato (e in tutti i sensi…) al posto delle dimostratrici che in quel momento creavano i vari oggetti sotto i nostri occhi. Ebbene alla fine quel sogno si è realizzato, adesso ci sto davvero IO dietro al tavolo….e non vi dico quanto mi diverto!!!
La mia prima dimostrazione in assoluto è stata a luglio, e in quest’ultimo periodo ne ho fatte altre quattro.
Quindi fra campioni, dimostrazioni e preparazione di oggetti per la Festa di San Martino (che il tempo ha poi completamente rovinato) abbiamo praticamente vissuto per un mese abbondante fra brillantini, colle e colori.

Come se non bastasse mi era stata commissionata – da una signora che doveva partecipare ad un contest di beneficienza – la decorazione di un barattolo del caffè.

Ecco come può diventare, con un po’ di buona volontà, un semplice barattolo che dopo aver pensato e ripensato alla tecnica da adottare, ho deciso di dipingere in stile country un paesaggio innevato:

Barattolo1

Come al solito la foto è quella che è, peccato che non si notino i brillantini bianchi che fanno scintillare la neve per terra, sui tetti e sugli alberi…
Ed ecco, in un montaggio un po’ raffazzonato, il paesaggio per intero.

Barattolo

Schegge di vita

Finita la pacchia…

Ogni cosa, bella o brutta, è inevitabilmente destinata a finire. E così anche le ferie.
Che come avevo già anticipato non sono iniziate col piede giusto. Il giorno prima di partire l’ho trascorso al pronto soccorso con mia mamma, a causa di un forte dolore alla schiena. Non hanno riscontrato niente. Solo dopo alcuni giorni, con la comparsa di alcune bolle, hanno scoperto che si trattava di Fuoco di Sant’Antonio. E nel frattempo noi eravamo in un altro Pronto Soccorso, al mare, per una caduta dalla bici di Gabriele che per l’occasione si è rotto un dente, contuso e escoriato varie parti del corpo. Gli hanno messo una stecca gessata per 5 giorni, e così la prima settimana è andata in fumo, senza mare né piscina, né girate in bici.
Ma la fortuna gira (un po’ ciascuno non fa male a nessuno, no?!?) e quindi le ferie sono proseguite senza altri intoppi.
La settimana in montagna è stata fantastica, abbiamo visitato posti meravigliosi di cui parlerò,  camminato in mezzo alla Natura, assaporato piatti magnifici che cercherò di ricreare a casa (a proposito, alla fine di una  settimana in cui ho mangiato di tutto di più, per non incorrere in una non piacevole colica di fegato,  sono stata costretta a chiedere una “mezza porzione”. Mio marito ha gridato al Miracolo, in ventisei anni non mi aveva mai sentito proferire una simile eresia…). Ci siamo svegliati con i muggiti delle mucche nella stalla accanto  noi, con il canto del gallo, con le campane della chiesa. Ci siamo addormentati presto come non ci succedeva da tanto, troppo tempo. E abbiamo anche avuto un tempo clemente, che ci ha dato giornate di sole ma fresche e ventilate. Cosa si può desiderare di più? Già dopo tre giorni avevamo la sensazione di aver trascorso un mese di ferie, per quanto eravamo rilassati.
E ritornare in campeggio per altri cinque giorni è stato quasi traumatico.

Fra i vari regalini per i parenti, sapete cosa ho preso per me? Ho comprato uno di quei souvenir che, se capovolti, fanno il muggito. Lo terrò sul comodino, e al risveglio, capovolgendolo, potrò sentirmi di nuovo là…

p.s. Grazie per essere passati in mia assenza. Mi ha fatto piacere, tornando, trovare i vostri commenti e i vostri saluti. Smack!