Lavoretti di tecniche varie · Senza categoria · W.I.P.

Cassette della frutta

Come vi dicevo, avevo due cassette da frutta piccole, quelle delle fragole. E in più una cassetta grande. In previsione del mercatino di ieri mi era venuta un’idea per decorarle. Le due piccole sono venute proprio come me le ero immaginate, mentre la grande, terminata poco prima di andare a dormire, sinceramente poteva venire meglio. Si sa, la gatta frettolosa fa i gattini ciechi… E non che poi sia servito a molto visto che ha piovuto quasi tutto il giorno e non s’è vista anima viva.

Partiamo proprio da quella, così poi ci rifacciamo gli occhi con le altre 😉

Eccola qui, colore indefinito, disegno semplice a stencil.
Cassettarose1Cassettarose2Ed ecco quelle più carine. Non mi chiedete a che servono perché proprio non ne ho idea. Quando ho iniziato pensavo a “portaqualcosa” da tenere vicino al fasciatoio…in realtà mi è partito l’embolo e le ho fatte, così, di getto 😀

Babyboygirl

babygirl2babygirl3

babyboy2babyboy3Ora mi rimetto al lavoro! Bye bye, babyyyyyy!

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Da bruco a farfalla

E’ stato un colpo di fulmine. Appena ho visto quel vecchio bollitore per l’acqua  abbandonato accanto al cassonetto, ho deciso sull’istante cosa sarebbe diventato. Mi sono sempre piaciuti i bollitori, con le  le loro forme  panciute e con il loro sentore di antico focolare di campagna. Ovviamente  non era più utilizzabile per quello scopo, il tappo sembrava mangiato dai topi e forse non chiudeva più bene,  il manico era un po’ fuso e allentato, così qualcuno aveva deciso di difarsene.

Bollitore1

Dite la verità, non era un amore? E non potendolo più usare come bollitore proseguirà la sua vita come…annaffiatoio!

Bollitore2 Bollitore3
Magari quando ho le mani libere ci metto anche un po’ d’acqua! 🙂

 

Lavoretti di tecniche varie

Panchina zuccherosa

Ohhhh, e finalmente anche questo progetto, che arrancava da ormai due anni, è arrivato alla fine. Si tratta della tristemente famosa panchina del terrazzino, rovinata da uno dei miei primissimi attacchi di découpage in cui ebbi la malaugurata idea di dipingerla di azzurro e di incollarvi delle pansé gialle essiccate. Una roba da vergognarsi.
Tanto per farvi rendere conto eccola qui:

Panchina1

Dopo averla smontata è rimasta in giacenza per un bel po’, ma alla fine mi sono fatta aiutare dal Santo a estirpare le pansé con lo sverniciatore e la scartatrice, e poi mi sono finalmente decisa a rimetterci mano.
Alla fine del restyling è uscita così:

Panchina2I miei figli hanno subito criticato che è troppo caramellosa, loro la volevano più “maschia”, ma considerando che non ci hanno mai messo le terga neanche quando era azzurra….
Alla fine è venuta proprio come l’avevo immaginata, e quindi a me va bene così.
E direi che un leggero miglioramento c’è stato.

PanchinaPrimaDopoVoi che ne pensate?

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Vassoio…con sorpresa!

Una volta vi dissi che  sono un po’ come il ciabattino che va con le scarpe rotte, perché – aggeggia e armeggia – non realizzo mai niente per me. Ultimamente mi sto dedicando a questo. Un po’ di tempo fa ho reperito “a prezzo di realizzo” (il fornitore ormai lo conoscete 😉 ) un’antina e quattro frontalini di cassetti in legno. L’antina si prestava  perfettamente ad essere trasformata in un vassoio, visto che aveva una cornicetta interna perfetta per non far ruzzolare via tazzine e piattini. Ho realizzato i manici con il  legno proveniente da un’asse (di recupero),   legno sodo e venato, il che mi è costato due  lame del seghetto 😦

Ecco la partenza:

VassoioDopo una bella ripulita ho dato tre mani di New Shabby Chalk di Decorlandia, un prodotto spcifico per lo stile shabby, dalla resa gessosa e opaca, esiste in diversi colori pastello e in più c’è il nero lavagna, quello che ho scelto io.

Ma come ormai saprete, i miei progetti hanno vita propria, e più lo guardavo e più prendeva il sopravvento la “variante”. Perché si dà il caso che se da un lato aveva la cornicetta che vedete in foto, dall’altro ne aveva un’altra bassa su tutto il perimetro….e poi da qualche parte avevo di sicuro due piccole maniglie che facevano al caso mio…proprio perfette per quel che mi frullava nella mente.
Ma torniamo a noi, ho schermato col nastro carta il contorno all’interno della cornicetta del vassoio e all’interno ho applicato sempre col nastro una garza (quelle per le medicazioni)

Vassoio2

 

Con una spugna intrisa di acrilico bianco un po’ diluito (non troppo) ho tamponato sulla garza ch ho tolto dopo aver lasciato asciugare. Questo era un esperimento per simulare la tramatura del tesssuto. Il risultato non è vento proprio come lo volevo, un po’ troppo uniforme. La prossima volta proverò a farlo a mano con un pennello a setole dure.
Ho passato la candela sui bordi e sugli spigoli del vassoio, dopodiché con l’acrilico avorio ho dato un paio mani su tutto il bordo e le cornici. Ho scartato un pochino sui punti trattati con la cera per dare l’effetto invecchiato.
Poi ho ricalcato con la carta grafite un disegno che simulava il ricamo di un antico centrino
Vassoio3e ho riempito di nuovo col nero gli spicchi interni e le parti esterne del disegno.
Poi ho ripassato tutti i contorni del disegno con dei puntini realizzati col retro del pennello, molto uniti fra loro.
Ho fatto i buchi per le maniglie e……VassoioFinito1 VassoioFinito

Ma…la variante?   Non sapendo scegliere se usare il sopra per il vassoio o il sotto per l’altro progetto, alla fine è uscito fuori un vassoio double-face.
Di qua vassoio e di là….lavagna!

LavagnaVassoio

 

Così sarà doppiamente utile e non avrò il problema di averlo in mezzo quando non serve!

L’altro progetto procede. A presto!

Considerazioni sul prodotto usato:
La particolarità di questo prodotto è che non necessita di fondo, dando la prima mano molto molto tirata fa da aggrappante su ogni tipo di materiale, compreso il vetro e il metallo.Questo prodotto mi è piaciuto molto, una volta steso è molto liscio. Su qualsiasi colore  si può scrivere col gesso, il che lo rende adatto a realizzare lavagne diverse dal solito nero. Una spugnetta umida lo fa tornare perfetto. Esiste anche la finitura opaca per proteggere i lavori.
Ho riscontrato solo due piccoli difetti:
1) La confezione piccola (tipo 250 ml) non esiste e 500 ml tutti dello stesso colore sono un po’ esagerati per chi realizza piccoli progetti.
2) I tempi di asciugatura sono un po’ elevati, circa 24 ore fra una mano e l’altra. Ho notato però che con il caldo asciuga molto più in fretta, proabilmente i temi riportati sono i tempi massimi di una stagione umida e fredda.

 

Lavoretti di tecniche varie · Quattro chiacchiere · Senza categoria · W.I.P.

W.I.P.: Lost and found 2^ step

Eccoci arrivati al secondo step. La colorazione che ho scelto è il grigio-azzurro, esattamente la tonalità Light French Blue della Americana Decoart. Questa è una fra le marche che prediligo, per la fluidità unita all’ottima coprenza e uniformità dei colori. C’è oltretutto una bellissima gamma di colori come li chiamo io “polverosi”, cioè un po’ spenti,  adattissimi per il country.

 

Prima  colorazione, grigio-azzurro l'esterno e più chiaro l'interno per trovare meglio le cose!
Prima colorazione, grigio-azzurro l’esterno e più chiaro l’interno per trovare meglio le cose!

 

Nel post precedente avevo specificato (e menomale!) che si trattava di un esperimento, altrimenti una bella figuraccia sarebbe stata assicurata. Devo prendere atto che la prova con il transfer di immagine è risultata disastrosa.

Ancora non ho capito che genere di errore sto commettendo, ma dopo due tentativi sul coperchio e due sul lato, la situazione non è migliorata. Il colore della fotocopia dopo il trasferimento o risultava chiaro se mettevo meno prodotto, o sbavato se ne mettevo di più. Inoltre lasciava un alone lucido tutto intorno alla scritta, e se mettevo un pochino di più di prodotto o lo lasciavo asciugare un attimo in meno corrodeva anche il colore di base. Ho provato a cambiare carattere di stampa con uno più netto e con i bordi più definiti ma niente, stesso problema.

Orrore!
Orrore!

 

Per questa occasione ho anche rispolverato il proverbio “Chi ragiona col cervello degli altri può friggersi il suo”, e ho modificato il progetto che avevo fatto per assecondare le richieste (e velate minacce 🙂 ) di Simone, che non riuscivo a farmi piacere, per assecondare il mio istinto ed il mio gusto personale, e ho quindi proceduto a passare la candela sulla scatola e a dare una seconda mano di colore più chiaro, con una leggera carteggiatura finale….ohhhhh….ecco di nuovo il mio amato shabby. Per usare un paragone “modaiolo” potrei dire che in questo abito mi ci sento proprio comoda.

Finalmente shabby!
Finalmente shabby!

 

Ora userò le fotocopie che avevo fatto come guida per riportare le scritte sul coperchio e sulla scatola, e poi le dipingerò a pennello.

La dura lotta fra me e quel prodotto però non è finita….fra i miei difetti non c’è sicuramente quello di mollare al primo ostacolo. Devo capire dove sbaglio, anche perché il prodotto so che funziona. Ho visto una dimostrazione e progetti realizzati veramente bellissimi. Ma si sa che vederlo fare non è proprio come farlo…
Tornerò a lavorarci, farò prove su prove finché non riuscirò a domarlo! Parola di scout! 😀