Lavoretti di tecniche varie · W.I.P.

W.I.P. : Lost and found 1^ step

L’altro giorno eravamo giù in garage a cercare di fare spazio eliminando l’inutile. Ecco Simone con una scatola di legno di quelle per le bottiglie di vino, singola. S- Si butta? Io, squadrandola con interesse – Mah, però qualcosa ci potrei fare…. S- Mamma, guardala bene….c’è scritto 2006! Io- Non ci posso credere, ce l’abbiamo qui da nove anni! Si, dài, buttala. Mettila lì vicino al termocamino che ci accendiamo il fuoco. Tempo dieci minuti,  riprendendo in mano la scatola ecco l’idea! Già…l’idea che volevo realizzare da un po’ e per la quale non avevo mai trovato il contenitore adatto. Càpita che siamo tutti molto disordinati, ma soprattutto per i ragazzi le cose fanno sempre solo il viaggio di andata e mai quello di ritorno. Prendono le cose e le lasciano vagare da un tavolino a una credenza a sotto il divano, al tavolo del pc….e quando io riordino vago per le stanze con in mano chiavette internet, caricabatterie, cuffie, chiavi, portafogli, documenti vari… e dove poi l’appoggio manco me lo ricordo. Il passo successivo è che loro ricercano le cose sparse in giro e la colpa ovviamente è mia che gliele sposto… Allora ho deciso di istituire l’ufficio oggetti smarriti, ovvero una scatola dove io metterò tutto ciò che trovo in giro, e dove loro potranno recuperare le cose che perdono. Per adesso userò questa scatola da bottiglia singola, più avanti vedremo se ci vorrà la scatola da 6… 😉 Progetto: Lost and found Per questo progetto sperimenterò (e voi con me) un nuovo prodotto per il trasferimento immagini.

Materiale necessario
Materiale necessario

Come al solito il primo passaggio è quello di stuccare i buchi e le imperfezioni con lo stucco per legno, dopo che lo stucco si è seccato carteggiare e passare una o due mani di primer per legno. Fatto il primo passaggio ecco già che ho dovuto ripensare a tutto il progetto di decorazione, avrei voluto farlo…e che ve lo dico a fare…shabby-chic, anche per abbinarlo al resto dell’ambientazione del tinello, ma è arrivato Simone che mi fa: S- E ora come lo dipingi? Io – Shabby-chic, e poi ci trasferisco le scritte… S- Se lo fai shabby-chic io le mani dentro non ce le metto 🙂 vuol dire che io ti dico quello che cerco e tu mi dici se c’è! 😉 Per non correre rischi ho deciso di cambiare stile di decorazione, penso ad uno stencil, ma vedrò al momento. Per ora stop allo step, vado a preparare la cena 😀

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W.I.P.: Tavolino shabby 1^ step

Al contrario di ciò che avevo detto nel post precedente ho deciso di non portare avanti tutti e due i lavori contemporaneamente. Ripensandoci è vero si che i materiali sarebbero stati gli stessi, ma i due lavori erano piuttosto ingombranti e  sarebbe stato troppo scomodo avere per casa tavolino, stecche della panchina e Maurizio con secchi e vernice tutto insieme ;-). Allora ho proceduto secondo l’urgenza. Visto che il salotto era finito di imbiancare e riordinato un po’ alla meglio ho iniziato col tavolino, che se ben ricordate la foto era così:

Tavolino1

Devo dire che sono piuttosto orgogliosa del fatto che a dispetto della mia proverbiale lentezza il tavolino è già finito, durata complessiva del lavoro 3 giorni. Un record!
I materiali necessari per questo progetto sono illustrati in questa foto:Tavolino2

La prima operazione da fare è scartare tutta la superficie con carta vetrata e scartatrice, almeno per il piano superiore, per il resto a mano (una grana 180 direi che è perfetta). Come prima fase ho rincollato tutte le parti scollate, vale a dire le stecche poggiapiedi e il piano superiore.
Successivamente io ho dovuto ricreare le cornicette dei cassetti, che erano mancanti. Non ho trovato le cornicette tornite come erano le originali, allora ho dovuto accontentarmi di queste lisce. Ho tagliato gli angoli a 45° , ho incollato con la colla vinilica tutti i tagli  diagonali e il retro per tutta la sua lunghezza. Ho incollato anche la parte corrispondente sul cassetto e dopo aver fatto tirare la colla per un paio di minuti ho appoggiato le cornici sul cassetto facendo combaciare gli angoli. Da notare il particolare della morsettatura,  pittoresco è dir poco…

Tavolino3

 

Una volta ben asciutto ho dato un po’ di stucco per mascherare le giunture, colorandolo successivamente con l’acrilico color  cioccolato.

Tavolino4

 

 

A questo punto passiamo alla sverniciatura. Nonostante la carta vetrata il colore precedente non era assolutamente uniforme e per evitare differenze nella nuova verniciatura ho dovuto asportare completamente con uno sverniciatore. Ho passato il prodotto a pennello e l’ho poi asportato con la spatola e con un panno asciutto. Non fatevi prendere troppo presto dalla tentazione di verificare se il prodotto è già pronto, aspettate tutto il tempo necessario, scritto sulla confezione. Il prodotto si presenterà così quando è pronto ad essere asportato:

 

 

Tavolino5

 

Dopo aver tolto via tutto è stato il momento di procedere con l’impregnante. Ho scelto un noce medio, colore che più si avvicinava a quello originale. E’ anche la tonalità di legno che preferisco perché mi dà un senso di calore.
La parte più difficile di questo passaggio è stato…convincere Kimi (la new entry in famiglia) a lasciarmi libero il tavolino 🙂

 

Tavolino6

 

Questo è il risultato dopo l’impregnante, e qui devo dire che ho vacillato un po’…il risultato era già così bello che ho seriamente pensato di lasciarlo così. Ma poi la mia voglia di cambiamento ha preso il sopravvento e allora via! O dente o ganascia.

Tavolino7

 

I prossimi passaggi in un nuovo step, devo sistemare ancora le foto.
Bye!

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Total white e shabby chic

Oh-oh-oh, ma dove mi ero cacciata? No, anche se Maurizio ci ha messo del suo per farmi rischiare un bel capitombolo giù per una collina, non sono stata risucchiata da uno strapiombo in montagna :-D.
Il post post-vacanze arriverà, prima o poi, per adesso posso dire che -corroborata dal riposo vacanziero- ho messo Maurizio al lavoro (armiamoci e partite!) per ripristinare le pareti della casa assecondando la mia necessità di un pulito e riposante “total white”. Quindi via a tutto il colore e sotto con una generosa passata di bianco. Vi lascio immaginare i grugniti di Maurizio quando ha dovuto cancellare con lo sverniciatore la greca a stencil che ornava tutte le pareti del salotto e delle scale…e quando sotto a due mani di bianco ancora rifioriva il pesca e l’albicocca sottostante…e che ci possiamo fare, siamo nati per soffrire 😉
Nel contempo due progetti anche per me, il recupero di un tavolino da fumo realizzato di sana pianta dal babbo nel 1975 circa, ormai rovinato dal tempo e dalla nostra sciatteria, e la panchina dove la Nonna Abelarda (leggi mamma) sta al sole a fare le parole crociate.
Ho deciso di farli in contemporanea, troppo fiduciosa e ambiziosa, ma siccome sia lo stile -ovviamente shabby-chic- e i materiali da utilizzare saranno gli stessi, magari riesco ad ottimizzare i tempi.

Ecco la panchina, reduce da uno dei miei attacchi agli albori del découpage, “decorata” con pansé essiccate…una parola è poca e due sono troppe!

Panchina1

 

Ed ecco il tavolino dilaniato da anni di maltrattamenti in cui veniva usato più che altro come poggiapiedi, la cornicetta del cassetto staccata, parti completamente scollate e il sopra…beh, lo vedete da voi…

Tavolino1

I lavori di restauro del tavolino sono già iniziati ieri l’altro, e la panchina è stata smontata per essere iniziata oggi. Presto vi farò vedere i progressi. Una cosa è certa, danni non ne posso fare. Peggio di così è difficile anche per me! 😉

 

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W.I.P.:Fuoriporta shabby-chic, finito!

Ossignore, non so se sono più lenta a realizzare i progetti o a preparare i post…ma bando alle ciance, il fuoriporta è finalmente finito.

Il fatto dei nomi mi ha messo un po’ in crisi, perché il progetto mentale che mi ero fatta all’inizio con quella modifica non rendeva nella realtà come nella mia testa, e non mi soddisfaceva in nessun modo. Una cosa era certa, avevo comprato le lettere  in legno per formare la scritta  HOME  e le avevo dipinte shabby sui toni dell’azzurro e panna, come da richiesta. Quello almeno era un punto fermo, erano venute benissimo ed era fuor di dubbio che le avrei messe. Da ogni letterina volevo far calare uno spago e in qualche modo  appendere qualcosa che riportasse i nomi…ma  cosa? Ho pensato a dei cuoricini in polistirolo dipinti e ognuno con il nome di un componente della famiglia dipinto sopra a pennello, ma alla resa dei conti facevano orrore. Un’altra opzione era  creare dei cuoricini con il gesso e attaccarli all’interno del cuore grande con i nomi scritti intorno all’arco con letterine di legno piccoline… niente, orrendi anche così, e  stuccchevoli  perdipiù.  Allora ho realizzato un cuore in Fimo, per fare una prova di come poteva venire. Il cuore mi piaceva, il colore era caldo e i particolari in rilievo evidenziati dal colore chiaro rendevano il cuore proprio adatto allo stile che volevo. Ma farne quattro rendeva l’insieme troppo pesante visivamente. Visto che ero bloccata ho chiesto “l’aiuto da casa” , ho chiamato in soccorso mia sorella, l’unica consulente obiettiva e affidabile della famiglia (secondo Maurizio quello che faccio è: “bello, come al solito”, per i ragazzi: “fa cagare”…vi fidereste voi?).  Con un occhio esterno dopo un paio di tentativi l’idea è venuta da sé. A lei, per la verità 🙂

Lettere
Ed ecco il risultato: dalla scritta Home, come dei panni stesi al sole ad asciugare (cosa fa più famiglia di questo?!?! 😉 ) le letterine formano il nome del babbo e della mamma, e al centro -come su due piccole altalene- dagli stessi fili “nascono” i nomi dei bimbi, tutti legati insieme proprio come una vera bella famiglia deve essere.

Cuore

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W.I.P.: Fuoriporta shabby-chic – 2° step

Finalmente sono riuscita a risolvere la situazione foto. Ecco allora il secondo step del fuoriporta shaby-chic.
Ho pensato di inserire, quando possibile, i prodotti usati, cosicché se qualcuno avesse idea di fare lavori simili può rendersi conto del risultato che si può ottenere con determinati materiali. Magari più avanti potrei creare una pagina con le mie osservazioni-recensioni dei prodotti che negli anni ho avuto modo di provare.

Dopo la stesura di due mani di fondo gesso e la successiva carteggiatura ho dato  due mani del primo colore, il più scuro(Linea Fleur della To-Do, colore  “James Taupe”)

 

fuoriporta4

Poi ho passato la candela  per realizzare l’effetto shabby-chic (nelle foto il prima e dopo)

 

fuoriporta4-5

 

Successivamente ho steso due mani del secondo colore, il più chiaro (Linea Fleur della To-Do colore “Taupe Sophistication”)

Per far riaffiorare il colore sottostante ho passato delicatamente, su tutta la superficie ma seguendo la direzione delle assi e quindi della venatura del legno, la carta vetrata n° 220 insistendo sui bordi e sulle giunture delle assi con la n° 180.
Ecco l’effetto finale:

fuoriporta 6

Adesso passerò a pennello due mani di finitura satinata To-Do sempre della linea “Fleur” e il cuore sarà finito. Dopodiché mi dedicherò alle decorazioni. Yuppieh!!! 😀
Al prossimo step!