Figli · Quattro chiacchiere · Schegge di vita

La fantasia diabolica dei bambini

Mi tornava alla mente un fatto accaduto  quando Gabriele (oggi 12 anni) era piccolo. Aveva all’epoca due o tre anni, ed aveva appena imparato da suo fratello la prima parolaccia, “str… “, beh, si, insomma, quella lì, avete capito. E, da bambino intelligente qual’era, aveva capito perfettamente il suo significato e quando doveva essere usata. Ovviamente noi continuavamo a dirgli: “No Gabriele, non si dice quella parola”, oppure ” E’ una parolaccia, non la devi usare” e ancora “Se dici quella parola le persone penseranno che sei un bambino maleducato” e così piano piano smise di dirlo. Poco tempo dopo, di punto in bianco, senza nessun motivo, una nuova parola fece capolino nel suo ridotto vocabolario, una parolina simpatica, dal suono piacevole, verosimilmente innocua: “zinzi”. Noi ovviamente ci divertivamo a dirla e ripeterla con lui ridacchiando he, he, zinzi…. fino al momento in cui, arrabbiato, ce la sparò contro in tutta la sua potenza:  “ZINZI!!!”  E fu così che capimmo che la sua mente diabolica  non aveva affatto archiviato la famosa parolaccia, ma ne aveva inventato un sinonimo per passare inosservato….

Poesie, frasi celebri, racconti

Camminando

  
 
Si possono percorrere milioni di chilometri in una vita
senza mai scalfire la superficie dei luoghi
né imparare nulla dalle genti appena sfiorate.
 
Il senso del viaggio sta nel fermarsi ad ascoltare
chiunque abbia una storia da raccontare.
Camminando si apprende la vita,
camminando si conoscono le cose.
Camminando si sanano le ferite del giorno prima.
Cammina guardando una stella
ascoltando una voce
seguendo le orme di altri passi.
Cammina cercando la vita,
curando le ferite lasciate dai dolori.
Niente può cancellare il ricordo del cammino percorso. 
(Ruben Blades)
 
Quattro chiacchiere

L’inizio della storia

La cosa che più mi incuriosisce dei blog è il titolo, o, per meglio dire, come decidono i blogger il titolo da dare al loro blog. E quindi, se qualcuno ha la mia stessa curiosità, ecco come ho scelto io il titolo del mio blog. Partiamo dall’inizio della storia, che per fortuna vostra è piuttosto recente. A me piace dipingere. Ma prima ancora della pittura ho scoperto il découpage. Mi rilassa farlo, e mi stupisce ogni volta vedere gli oggetti inutili e dimenticati che normalmente abbiamo in angoli o cantine ritornare a vivere per mezzo di questa tecnica (a volte capitava che gli oggetti finiti fossero più brutti di come erano in origine, ma solo all’inizio, per fortuna…). Bene, girando per i mercatini vedevo oggetti meravigliosi, con fiori o frutta  dalle tonalità delicate, sfondi beige o rosati. E fra me e me pensavo che anch’io avrei voluto realizzare oggetti così, neutri ed eleganti, con quel vago sapore retrò che riportava la mente indietro nel tempo, all’epoca dei pizzi fatti a mano e delle brocche con l’acqua, delle teiere d’alluminio che scaldavano sulla cucina economica.  Ad ogni nuovo lavoro che iniziavo mi imponevo di farlo in quel modo e mi facevo mentalmente un progetto. Ma, nel corso della realizzazione, ecco che il beige mi sembrava spento, che i fiori mi sembravano troppo “vecchi” e, via via che il lavoro andava avanti,  i pennelli ed i colori si  animavano di vita propria, un po’ come le stoviglie della cucina di Mago Merlino, e creavano un oggetto completamente diverso da come lo avevo progettato; più vivace, più originale. E’ per questo che all’idea di aprire un blog ho deciso di chiamarlo così: Pennelli Ribelli!

Quattro chiacchiere

Buoni propositi

Un’altra incombenza delle feste è la lista dei buoni propositi, e quindi eccomi qui ad assolvere a questo “dovere”. La mia lista è corta, ma molto, molto impegnativa. Eccola a voi:
1) riuscire finalmente a portare a termine la mia dieta (senza il famoso “effetto fisarmonica”, col quale combatto praticamente dalla nascita)
2) riuscire a mantenere un po’ di ordine in casa (più che casa sembra il magazzino di un rigattiere), anziché ammazzarmi con delle sfacchinate epiche e poi riaccumulare per giorni (quando Maurizio – mio marito – entra e trova tutto a posto e pulito fa: “chi deve venire, il prete o il dottore?)
3) qui si va sul difficile: riuscire ad “ascoltare” le persone quando parlano (spesso le “sento” soltanto, e me ne accorgo con rimpianto solo dopo)
4) più importante di tutto: essere meno pigra, anche e soprattutto in amore, spesso mi rendo conto di trascurare un po’ quel santo di Maurizio,  ed è una cosa che odio, ma alla quale non riesco ancora a porre rimedio. Spero soltanto che lui non si stufi di me nel frattempo)

Quattro chiacchiere

Come in una bolla d’acqua

Buon giorno mondo!

Come previsto oggi mi sono svegliata con un bel cerchio allla testa. Notare bene, non bevo, quindi non ero ubriaca per i festeggiamenti. Ma sono giorni che sono raffreddata per via di un colpo di freddo che ho preso stendendo i panni (per una volta che decido di fare qualcosa in casa…) e quindi sono tutta rappresa. Perdipiù ieri abbiamo fatto tardi (le tre per me è già praticamente mattina), e se vogliamo aggiungerlo abbiamo pure perso a canasta.
Domani ho promesso di mettermi a dieta, quindi oggi devo dare il colpo di grazia agli avanzi e a tutto quello che mi passa davanti. Per ora ho fatto una bella colazione, ovviamente seguita da una bella compressina effervescente (di sicuro più di me) per il raffreddore. Intanto che ne dite anche voi di un bel cappuccino?