Quattro chiacchiere · Senza categoria

Come in una campana di vetro (per ora…)

In queste settimane in cui tutta l’Italia è stretta in una morsa di ghiaccio, e la neve ricopre case, strade e intere città, Firenze almeno per ora sembra essere stata risparmiata. A parte una nevicata di mezza giornata mercoledì scorso, che non ha provocato disagi, fino ad adesso la neve è solo portata dal vento, e quindi non attacca a terra. Il vento però è molto molto forte, e gelido. Anche se gli ultimi tre o quattro inverni sono stati molto freddi e con nevicate anche tardive, un inverno così freddo a Firenze non lo vedevamo dal 1985, quando ci fu la famosa nevicata che mandò in tilt l’intera città. E neanche allora ricordo di aver visto l’Arno ghiacciato.  Adesso invece  il fiume è un intero lastrone di ghiaccio, con solo alcune zone in cui l’acqua è ancora corrente anche in superficie. L’altro giorno  Gabriele ed io siamo scesi sulla pescaia (sulla parte asciutta naturalmente) e lanciando un grosso sasso sul ghiaccio abbiamo capito che lo strato è molto spesso, infatti i sassi più piccoli rimbalzano senza riuscire a scalfirlo. Le anatre che planano sullo specchio ghiacciato prolungano l’atterraggio in una  scivolata involontaria, sembrano quasi delle aggraziate pattinatrici. E insieme con i loro “colleghi” gabbiani, per pranzo sono costrette ad accontentarsi di pesce surgelato.

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Quattro chiacchiere · Schegge di vita · Senza categoria

Nel club degli…anta

Uno dei miei punti di forza è sempre stata  la vista.
Non dico una vista da aquila, ma i miei dieci decimi abbondanti li ho sempre avuti, e con essi ho avuto vantaggi e svantaggi.

Vantaggi:

– poter distinguere anche le cose più piccole senza dovermele appiccicare alla faccia
– poter ammirare a “occhio nudo” la bellezza di un panorama, di un fiore, di una stella
– riuscire a distinguere i colori senza fare casino ad esempio fra il verde e il blu
– riuscire a leggere anche le scritte piccole i titoli di coda dei film
– ecc., ecc., ecc….

Svantaggi:

–  dover leggere a tutti quello che loro non riuscivano a leggere, ivi compreso le etichette al supermercato a qualche vecchietta che non riusciva  vedere la data di scadenza dei prodotti
– essere l’incaricata cercatrice di pidocchi nelle teste di figli e nipoti in periodo scolastico
– ecc., ecc., ecc….

Per lo strano senso di onnipotenza di cui siamo preda da giovani, anch’io pensavo che niente mi sarebbe mai successo, che non avrei mai e poi mai avuto problemi di vista,  che non mi sarebbero  mai venute le rughe e le zampe di gallina, che non avrei mai avuto problemi di circolazione, di pressione ecc…
Pensavo: Ma a chi “a Me“? Ma se sto da Dio, non c’è verso, ci vedo benissimo, sento ronzare una mosca ad un km di distanza, ho la pelle fresca come una rosa, degli anticorpi in assetto da combattimento…no, a Me, no…

Ma nei proverbi c’è sempre un fondamento di verità, e  allora “da quaranta in là, ohi di qui, ohi di qua”

infatti…..

…ora sono un rocchetto.
A parte tutte le varie magagne, ivi compreso il crollo fragoroso dell’impalcatura facciale, ultima in ordine di apparizione (o di sparizione) è proprio la vista. Circa due anni fa, nuotando in piscina, mi resi conto che muovendo gli occhi, vedevo come dei fili di fumo ondeggiare e seguire il mio sguardo. Mi impaurii e corsi dall’oculista. Per fortuna niente di grave, solo un problema di scarsa idratazione del cristallino, da controllare periodicamente ma da curare solo bevendo acqua a fiumi. L’altro giorno sono stata al controllo e ho riferito un po’ di difficoltà nella messa a fuoco, sia da lontano che da vicino. Ecco fatto, quello che temevo si è avverato, la mia fantastica ultravista da donna bionica si è volatilizzata…entro quindi a pieno titolo nel club degli …anta con ben due, e dico due paia di occhiali!
Ma di una cosa sono sicurissima: l’unica cosa che non perderò con l’età è il mio spirito da teen-ager, e per questo voglio festeggiare lo stesso; facciamo cin cin…con gli occhiali!

Aggiornamento, 10 Febbraio: Ieri l’altro sono stata dall’ottico per scegliere gli occhiali, non ci crederete, è stato divertentissimo! Mi sentivo un po’ come Julia Roberts in Pretty Woman è stato fortissimo provarne e riprovarne tantissimi, alla fine non sapevo quale scegliere, ce n’erano diversi che mi piacevano parecchio, e allora ho dovuto chiamare Maurizio in soccorso e farmi consigliare anche da lui fra quelli che preferivo. E  poi a ben guardare (eheheh :-)  ) non mi sembra neanche di stare anche malaccio con gli occhiali. Ed è vero che i fin dei conti sono un accessorio che dà un certo non so che.

Country e Decorative Painting

Per una bimba impaziente

Chissà perché da un po’ di tempo a questa parte i neonati vengono al mondo sempre in anticipo… e proprio per questo motivo, quando una mia conoscente mi ha commissionato un pensierino da portare ad una mamma che partoriva a fine gennaio, ho iniziato subito a darmi da fare.
Doveva essere proprio un pensierino per quando sarebbero andati a vedere la bimba, perché il regalo vero l’avevano già portato alla futura mamma in un’altra occasione.

Come volevasi dimostrare la bimba è nata l’altra notte,  e per fortuna, memore di esperienze precedenti,  io ero già pronta.

Benvenuta Rebecca!

Piccoli inconvenienti quotidiani · Schegge di vita · Senza categoria

Fidarsi è bene, ma non fidarsi…

“Bruno – Sai, Franchina, in India c’è un macchinario che ha un’apertura davanti e una dietro. Se ci metti dentro un maiale, la macchina si mette in moto, e dall’altro lato escono già pronti: salami, prosciutti, mortadelle… ma non è tutto;  se per caso qualche salume non viene bene, rimetti tutto dentro la macchina e torna fuori di nuovo il maiale!
Franca – Vivo?!??!!?”

Bruno era uno zio di mia mamma, lavorava come progettista di gasdotti per la Nuovo Pignone e faceva spesso lunghi viaggi di lavoro. Quando tornava da questi viaggi, si divertiva ad inventare di queste fandonie per raggirare mia mamma, che, seppure già quasi adulta, ascoltava con gli occhi sgranati e abboccava come una carpa.

Questo mi è venuto in mente stamattina dopo aver scoperto di avere bellamente abboccato a questa bufala arrivatami via sms:

Giralo per favore bimbo di 17 mesi necessita sangue gruppo b positivo x leucemia fulminante 3282694447 RICCARDO CAPRICCIOLI, fai girare l’sms x favore è urgente……..mi fido di te inviala a tt i tuoi numeri è importantissimo….questo sms proviene da Santa Maria Nuova.. 

Non ho pensato di cercare notizie in internet o conferma a quel numero. Visto che si trattava di un ospedale di Firenze (non mi ha fatto scattare niente il fatto che non fosse l’ospedale Meyer dove vengono ricoverati esclusivamente i bambini), ho creduto fosse vero. Ingenuità? Dabbenaggine? O fiducia?

Quello che mi ha indotto a credere a questo sms è stato principalmente il fatto che mi arrivasse da una persona che conosco e che fa parte di un gruppo di aiuto e di sostegno alle famiglie con bambini disabili (avendone uno anche lei) e/o  con malattie gravi.
Questo aspetto della cosa mi ha incuriosito. Spesso riponiamo la nostra fiducia non nella persona specifica, ma in base alla carica  che ricopre o al ruolo  che svolge all’interno della società. E quando quella persona si rivela superficiale, o addirittura (sicuramente non in questo caso) in malafede, ci rimaniamo male. E siamo delusi  non tanto per come si è rivelata quella persona, ma piuttosto per come siamo stati allocchi a riporre in lei la nostra fiducia. E anche per il fatto che dandole fiducia abbiamo a nostra volta deluso altre persone. Così la volta successiva ci guardiamo bene dal rifarlo (se siamo furbi) e come succede quando si grida  “al lupo, al lupo!” va a finire che paga il giusto per il peccatore e se càpita che qualcuno abbia bisogno davvero, rischia di rimanere inascoltato.

Ho passato il quarto d’ora successivo a mandare sms di smentita e di scuse alle persone (poche per fortuna) alle quali avevo inviato il primo sms, ho foraggiato la compagnia telefonica e chissà chi altro con parte del mio credito telefonico, ed ho fatto pure una gran figura da pirla.

Alla luce di questa esperienza sono lieta di comunicare a chi ancora non ci credesse: fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio!
Spezziamo le catene di Sant’Antonio, ma magari dopo aver controllato che l’aiuto non serva davvero.