Piccoli inconvenienti quotidiani · Quattro chiacchiere · Schegge di vita · Senza categoria · W.I.P.

Sopraffatti

"</p(Immagine: http://www.ristrutturazioniediliaroma.com)

La panchina è in stallo, per il momento siamo stati sopraffatti dalla manutenzione della casa. Tutto è iniziato quando prima delle ferie mi è venuta voglia di rimbiancare (anzi di FAR rimbiancare a Maurizio). L’idea iniziale era di partire col salotto, ma piano piano siamo saliti su per le scale, poi è stata la volta del pianerottolo, poi la nostra camera (che vuoi, con l’umidità dell’inverno scorso c’era muffa sulle pareti)…ma guarda qua che finestra, sarebbe tutta da scartare e da riverniciare…e già che ci siamo rifacciamo anche il tinello che fa schifo, e magari io rifaccio anche le fodere delle panche e delle sedie, che l’ho viste in montagna ed erano così cariiiineee….). Insomma, siamo stati travolti dagli eventi e siamo ancora in ballo. E poi dalla settimana prossima Maurizio ricomincia ad aprire il pomeriggio e bisogna approfittare che ora ha più tempo libero. Quindi il progetto della panchina rimasto a metà della sverniciatura e lo riprenderò una volta usciti da queste sabbie mobili. Intanto “Il Santo” mi subisce e mi asseconda, tanto sa già che fra pochi giorni…bomba libero tutti!!!

Piccoli inconvenienti quotidiani · Quattro chiacchiere · Senza categoria

Mimì e Cocò, ovvero: quando è bene interferire con la Natura?

L’altro giorno, uscendo di casa, in fondo alle scale ho trovato lui

Mimì

era evidente che era caduto dal nido, probabilmente cercando di volare, era completamente piumato, molto vispo, sano, si è fatto prendere senza neanche cercare di svolazzare.  Stava volentieri in mano e nel contenitore cercava l’angolo per sentirsi più protetto. Inizialmente l’ho appoggiato su una colonna alta, di fronte ai nidi di rondine (anzi poi ho scoperto che si tratta di un balestruccio) da dove era probabile che provenisse. Speravo che sua madre se lo sarebbe venuto a riprendere girandogli intorno per mostrargli come si vola finché lui non si facesse coraggio, come avevo visto fare una volta da alcuni passerotti. Niente, nessun movimento per mezz’ora. Allora ho chiamato il numero di un centro recupero della Lipu al quale avevo precedentemente già portato alcuni esemplari di volatili trovati in difficoltà. Il centro era chiuso per mancanza di fondi, e davano il numero dell’ufficio della Polizia Provinciale. Chiamo e mi dicono di portarlo lì. Appena arrivata mi si è gelato il sangue, nell’ingresso de pareti attrezzate a vetrine piene di uccelli impagliati di tutti i tipi….sarà mica questa la fine che ti faranno fare, vero Mimì?!??! Ma un funzionario molto gentile della Polizia Provinciale ha riempito la scheda del ritrovamento, e mi ha rassicurato sul suo futuro  (ho saputo che hanno un accordo con un veterinario che accoglie e cura gli animali finché esisteranno le Provincie….già, e poi?!?!?). Lasciato Mimì,  torno a casa e riprendo le mie attività.
Nel pomeriggio il suono del campanello…era una mia vicina di casa, nel suo piazzale c’era lui

Cocò

il fratello gemello di Mimì, identico, stesse piumette spaurite sulla testolina. Altro contenitore, riparto e consegno appena in tempo prima che partisse la consegna al veterinario.
La sera racconto a Simone la scena, visto che lui non c’era e gli faccio vedere le foto.

– “Però, che mamma di merda!”
-“Oh, ma come ti permetti?!??! Ma se li ho portati tutti e due in salvo, mi sono sciroppata 60 chilometri per due uccellini….”
-“Ma che hai capito? Mamma di merda la loro, se li perde tutti!!!”

Siparietto a parte mi sono chiesta se, e quando, è bene intromettersi negli affari di Madre Natura. Spesso ci facciamo coinvolgere dal sentimento e rischiamo di far peggio. Mi sono trovata a scuotere chiavi, urlare e fischiare per dividere due germani dalla lotta per una femmina perché il più forte stava letteralmente massacrando il più debole e non ce la facevo a guardare….
Negli anni ho scoperto che non si deve toccare un piccolo di capriolo, anche se il piccolo Bambi ci ispira tenerezza, perché la mamma sentirà il nostro odore e non lo vorrà più. Ho scoperto che se un uccello ha problemi alle zampe con molta probabilità potrebbe essere una carenza di vitamine, che ad un piccolo di gufo dobbiamo offrire solo cibo con ossa (topolini o simili) altrimenti potrebbe morire e che un piccolo di falco è talmente delicato che il solo fatto di prenderlo in mano potrebbe causargli un attacco di cuore…
a volte Madre Natura ai nostri occhi è una madre un po’ troppo severa, ma per non fare danni peggiori interveniamo solo se sappiamo cosa fare, altrimenti chiamiamo chi di dovere.
Saluti da Mimì e Cocò! 🙂

Fra me e me · Quattro chiacchiere · Saluti e auguri · Schegge di vita · Senza categoria

eeeee….100! (anzi, 103!)

smile

« Chi è più pazzo?  Il pazzo o il pazzo che lo segue? »
(Obi-Wan a Ian Solo)

Come forse saprete, sono approdata qui da Windows Live. La cerchia di amici lì era piuttosto ristretta, anzi, diciamo pure inesistente. Il passaggio a WordPress era un po’ un salto nel vuoto ma diciamocela tutta, se la “strada vecchia” che lasci fa pena quella che trovi difficilmente sarà peggio. Scrivere un blog senza nessuno che interagisce con te è deprimente, e quando dopo il passaggio a WordPress  hanno incominciato a fiorire le sottoscrizioni ho avuto la conferma di aver fatto la scelta giusta.  E piano piano, dai oggi e dai domani, siamo arrivati a 103 iscritti al mio blog. Non so esattamente cosa ho fatto per meritare questo onore, ma vi ringrazio tutti e spero che ci saranno  ancora  tanti “pazzi” a voler seguire questa pazza qui.

E se ognuna di queste candeline simboleggia uno di voi, beh, sappiate che le ho comprate all’ingrosso e che ne ho ancora uno scatolone pieno. Quindi che aspettate?  Tasto in alto a destra, fatevi sotto!!!!

(foto dal web)

 

Fra me e me · Quattro chiacchiere · Senza categoria

Non facciamoci prendere la mano…

Quanto è vero questo video… e faccio un mea culpa perché anche io faccio parte di questo meccanismo infernale che ti inghiotte senza neanche masticarti… e anche se in alcune scene mi ci riconosco per fortuna riesco ancora a passare una bella vacanza senza pc, a fare un bel giro in moto solo per il gusto di andare e non per mostrare dove sono stata e quando e con chi,  e a cenare senza per forza scattare foto al cibo o ai commensali per condividerle sui social  networks…
perché la vita vera è fuori!

Figli · Fra me e me · Piccoli inconvenienti quotidiani · Quattro chiacchiere · Schegge di vita · Senza categoria

Cara, vecchia, impagabile carta.

pc-rotto-1

Quasi un lutto.
Tre giorni fa, Simone “ravanava” nella borsa che solitamente tiene sul cassone della moto in cerca di alcuni documenti. Soprappensiero tira fuori i documenti e appoggia la borsa sul tavolo, proprio sopra la tastiera del mio pc. Il caso, la malasorte, la jella, chiamatela come volete, ci ha messo lo zampino, e ha voluto che questa borsa fosse dotata di ben quattro potenti, raccapriccianti calamite, che hanno ghermito con un ghigno beffardo il mio povero, indifeso hard disk e l’hanno trascinato alla deriva in un oblìo senza ritorno.
Un rumore sinistro ha destato all’improvviso Simone dal torpore, che subito ha staccato la borsa dal portatile, ma ormai il danno era fatto. Non sono stata capace di rimproverarlo, perché sinceramente è successo in un modo che… beh, sarebbe potuto capitare a chiunque, una piccola distrazione che non ha lasciato scampo.
Ho preso il paziente e l’ho immediatamente portato dal dottore ma la diagnosi è stata terrificante: smagnetizzato l’hard disk. Inutilizzabile. Irrecuperabile.

Ma come?!?! Ma se recuperano dati anche dai pc bruciati, immersi nell’acqua, rotti  in mille pezzi…come è possibile che non ci sia più niente da salvare!?!?

Un lampo di speranza me l’ha dato Gabriele, che si è ricordato di avermi fatto un back-up circa un mesetto fa. Ho pensato:sono salva! Ma ahimè, con i miei figi non bisogna mai cantare vittoria troppo presto, il back-up era stato fatto, ma su un hard disk già difettoso, o che si è rotto successivamente. E per la serie “le disgrazie non vengono mai sole” anche da lì non si è cavato nulla.
Vi immaginate anche solo minimamente cosa significa perdere all’improvviso dieci anni di ricordi di vita? Tutte le foto di famiglia, dall’avvento del digitale in poi, le foto dei miei lavori, le foto delle vacanze, le mie immagini e i lavori di grafica, i documenti, i programmi…tutto in un puff!
Ci si sente un po’ come quando ti entrano i ladri in casa e ti rubano quei gioielli che ti sono stati regalati per ricorrenze particolari della vita. Ci si sente indifesi, violentati,  impotenti.
Ieri sera sono stata a riprendere il pc riparato, e sto piano piano cercando di ridargli un’anima.

Ma in questi tre giorni di sentimenti contrastanti, fra rabbia e tristezza, speranza  e delusione,  ho davvero rimpianto la cara, vecchia impagabile carta e le foto fatte sui rullini, che almeno quelle duravano eterne.