Lavoretti di tecniche varie · Senza categoria

Feltro a primavera… e perché no?

Il feltro è un materiale che idealmente viene associato all’inverno e al freddo. Appunto. Visto che razza di primavera stiamo passando, che c’è di meglio? Ma la voglia di fiori e di colori si fa sentire ed ecco che esplode su queste cover.

Dopo il progettino che realizzai per la nipote di  Nives , mi era rimasta la voglia di sbizzarrirmi ancora un po’  (e anche di perfezionare il progetto) per realizzare delle cover  personalizzate nel colore e nel disegno. Per il momento ho fatto questi tre prototipi, ma ho in mente un paio di disegni diversi dai fiori che devo ancora sviluppare.

Cover1

Cover I-Pad

E questo è come quello che ho fatto per me, ma in diverso colore e con i fiori.

CoverKindle

Fra me e me · Mangiare per vivere, non vivere per mangiare! · Quattro chiacchiere · Schegge di vita

Per tutto il resto c’è Mastercard…

Ieri per strada incontro la ex pediatra di Gabriele, che non vedevo da circa un anno:

-io, camminando verso di lei : “Buongiorno Dottoressa!”

-lei, camminando a sua volta e finendo di parlare al cellulare: “Buongiorno, ma non l’avevo riconosciuta E’ COSI’ MAAAGRAAA!!!”

Non credevo che  in vita mia  avrei mai sentito qualcuno pronunciare queste tre parole rivolte a me.

E se non sono soddisfazioni queste…. 😀

Country e Decorative Painting · Senza categoria · W.I.P.

W.I.P.:Lampadario, finito! (ops, già da un po’)

Ridendo e scherzando sono trascorsi ben più di 15 giorni dal mio ultimo post. Siamo in uno di quei momenti che io chiamo il  “punto morto superiore” dove le mille cose da fare restano sempre a metà, bloccate da vari contrattempi e altre cose che vengono iniziate e lasciate a metà pure loro. In tutto questo marasma però il lampadario era già finito da un po’, il problema è che non riuscivo a sistemare le foto per preparare il post. Ecco che alla fine ce l’ho fatta.

Dunque, nel post precedente accennavo ad un piccolo escamotage, che dovevo fare e incrociare le dita affinché funzionasse. Il fatto è che la tela del lampadario in origine era fissata al telaio per mezzo di punti metallici applicati con la sparapunti. Non avendo io questo utile attrezzo (e non avendo alcuna intenzione di comprarlo, visto che mi potrà servire circa due o tre volte nella vita ;-)), ho pensato di tenere in tensione la tela con dei nastrini di cotone spigato ecrù, del tutto simili al colore della tela stessa.

E alla fine ci sono riuscita, il trucco ha funzionato e questo è il risultato del lampadario finito, da entrambi i lati.

Lampadario7

Lampadario8

Charlie, ovvero: come complicarsi la vita · Quattro chiacchiere · Schegge di vita · Senza categoria

4. La passeggiata di salute

Di salute si, ma solo per lui. O meglio, diciamo che  ad oggi lo è diventata anche per me, ma fino al taglio “tattico” di qualche anno fa  la “passeggiata” era un vero e proprio calvario. Ogni giorno ero assalita da un forte stato di ansia da prestazione: camminerò abbastanza veloce? L’articolazione della spalla reggerà alle accelerazioni 4G di cui è capace? Luna (l’altra mia canina ben più anziana e malferma di lui) riuscirà a inframezzare una pipì alla maratona che stiamo per fare?

 

dog-sledding1(immagne reperita QUI)

 

Per darvi un’idea, immaginate un husky attaccato ad una slitta, ed attaccata alla slitta un’altra slitta carica di merci varie. Questa era la scena che si presentava a chi ci incontrava per strada. “Lui”, 18 chili di muscoli  scattanti e energia allo stato puro, si era autonominato  capospedizione, camminava pancia a terra e con le zampe si sbracciava a destra e sinistra per aggrapparsi meglio al terreno e tirare ancora più forte. All’altro capo del guinzaglio c’ero io, la slitta, il braccio teso in avanti in perpetua trazione per cercare di non farmi trascinare via come un giunco (e credetemi non lo ero davvero) dalla corrente. Nell’altra mano, il secondo guinzaglio al quale un’affannata, povera, rassegnata, anziana bretoncina era  attaccata  suo malgrado, cercando di stare al passo e senza la benché minima possibilità di dare un’annusatina in giro senza previa autorizzazione del capospedizione di cui sopra.
Se poi durante la “passeggiata” da un’auto di passaggio qualcuno chiedeva un’informazione, era bene che non si fermasse, perché io dovevo cercare di spiegargli la strada continuando a camminare, altrimenti “lui” si spazientiva ed iniziava ad abbaiare talmente forte che i malcapitati se ne scappavano dicendo che avrebbero chiesto più avanti. E sempre riguardo alla pazienza,   dopo la sua “pausa fisiologica” ripartiva a scatto,  per cui ero costretta a mettere un piede sul guinzaglio per ancorarlo a terra  e raccogliere la produzione a cronometro prima che lui iniziasse ad abbaiare disturbando la quiete pubblica da lì fino al paese vicino.

Ad aggravare la situazione era la presenza di altri cani durante l’escursione. Se vedeva una femmina partiva a razzo per andare a conquistarla (ricevendo a volte anche qualche due di picche piuttosto convincente), ma se nei paraggi c’era un cane maschio era “sfida all’ok corral”. Pelo dritto sulla schiena fino alla punta della coda, bava alla bocca, collare allo stremo delle forze e ringhio libero. Trainarlo via era una fatica allucinante. Rientravo a casa stremata ringraziando Dio che anche per quel giorno era finita.

Questo era Charlie.