Saluti e auguri

Finalmente vacanze! :-D

(immagine dal web)
(immagine dal web)

 

Tutto fatto: valigie pronte, pieno alla macchina, strada controllata (così stavolta non ci perdiamo). Domattina si parte. E’ stata una settimana piena di impegni, solo ora sono riuscita a fare queste due righe di saluti. Ci vediamo fra una quindicina di giorni, la montagna ci aspetta. Al mio ritorno spero di riuscire a mettere insieme un piccolo reportage di viaggio, varrebbe la pena perché il posto è stupendo…vedrete. Vi lascio con la suspence….a presto!

p.s. Oh, mi raccomando, continuate a votare ok?!?!? 😉

Lavoretti di tecniche varie · Senza categoria · W.I.P.

Facile, veloce e…d’effetto!

Ogni hobbysta nel corso degli anni sperimenta varie tecniche, per le quali ha modo di utilizzare vari prodotti. Alcuni di questi si rivelano prodotti insostituibili, altri sono rivelazioni, altri delusioni.
Come avevo accennato in un post precedente (Fuoriporta Shabby.chic), ho pensato di fare delle piccole “recensioni” su vari prodotti che nel corso degli anni ho avuto modo di provare.  Giusto per poter condividere la mia esperienza con altri che magari ancora non li conoscono e possono così avere alcuni piccoli consigli. Premetto che non sono pagata da nessuna ditta per dire questa o quell’altra cosa. Le opinioni che do sono le mie, obiettive e personali. Altri con lo stesso prodotto potrebbero ottenere un’impressione completamente diversa…

Recentemente ho avuto modo di provare un prodotto davvero semplice e pratico da usare, di sicuro effetto e soprattutto molto adatto da fare usare ai bambini. Si tratta dei Liner di Marabu (3D Liner, Metallic Liner e glitter Liner). Si presentano in tubetti con un beccuccio abbastanza sottile in cima. Spremendo il tubetto esce fuori un colore della densità di una crema. Dovendoli testare per una dimostrazione ho deciso di utilizzarli su vari supporti. Sul cartoncino ho realizzato un biglietto, su un vassoio decorato già a découpage ho ripassato i contorni con il Glitter Liner e col Metallic Liner. Ma la cosa più divertente è l’utilizzo su stoffa. Ecco un piccolo passo-passo.

Ho preso una canottiera di cotone (suggerisco di lavare prima il capo in modo da eliminare la salda).
Ho inserito un cartone in mezzo al capo, cosicché se dovesse filtrare un po’ di colore non macchi il dietro.

Maglietta1

Ho piegato la maglietta intorno al cartone in modo che rimanesse ben stesa (se volete potete aiutarvi con lo scotch carta).

Maglietta2
Ho scelto in rete un bel disegno colorato e l’ho ingrandito alla misura che mi interessava.
Maglietta3

 

 

Ho ritagliato i contorni e li ho riportati a lapis sulla maglietta. Ho iniziato col dipingere la parte nera delle setole del pennello. Visto che nei colori che avevo in dotazione non era presente il nero, ho prima tracciato i contorni col pennarello per stoffa Marabu e poi dipinto le setole del pennello con un colore per stoffa di altra marca, nel mio caso Deka Perm Deck coprente.

Maglietta4

Poi ho proceduto con gli altri settori del disegno.
Spremendo dal tubetto una discreta quantità di colore e spalmandolo con un pennellino medio ho dipinto in modo piatto tutte le sezioni di colore. Se preferite, anziché spremere direttamente il colore sulla stoffa potete spremerlo su un piattino e poi prelevarlo col pennello. Spremendo poi direttamente dal tubetto una linea uniforme di colore ho ripassato i contorni delle varie sezioni in modo che il colore fosse più intenso e più glitterato. Una volta terminato il disegno ho aggiunto una scritta e alcuni particolari, anche per mascherare piccole sbavature (quando date il colore attenti a dove appoggiate le dita 😉 ).
Fate asciugare bene, almeno 24 ore. Stirare sul rovescio per almeno 3 minuti alla massima temperatura ma SENZA vapore. Aspettare almeno una settimana per il primo lavaggio (max 40°).

Ecco il risultato finale.

Maglietta5 Maglietta6
Tips and tricks:

Alcune dritte che posso condividere dopo questo esperimento:

Prima di tutto un consiglio: Nei tubetti è sempre presente un po’ d’aria. Ogni tanto battete il polso sul tavolo tenendo il tubetto a punta in giù, questo compatterà il colore in basso ed eviterete sbuffetti e piccoli spruzzi di colore che potrebbero compromettere il lavoro.

– Effetto Glitter: Man mano che si asciugano i colori glitter tirano fuori tutti i brillantini, quindi non impressionatevi se quando vedete uscire il colore dal tubetto sembra che brilli pochissimo, mentre  l’effetto finale è quello che vedete in foto. Vedete come brilla?!?! Se schiacciato a pennello il colore risulterà leggermente più chiaro e un po’ meno luccicante, se dato dal tubetto risulterà leggermente più scuro e più glitterato.

– Effetto  3D: Mentre lo date e anche da asciutto l’effetto 3D non si nota granché. Il prodotto però gonfia molto durante la stiratura (sul rovescio, mi raccomando!) Quindi direi che se lo usate su un supporto tessile che andrà stirato e volete utilizzarlo insieme agli altri effetti, otterrete un risultato migliore utilizzandolo per fare contorni e scritte o disegnini separati altrimenti verrebbero chiazze  gonfie  qua e là in mezzo ad un disegno piatto…come è capitato a me 😀

– Effetto Metallico: Come per l’effetto glitter, se tirato a pennello perde un po’ la sua caratteristica metallica, dato dal tubetto è perfetto.

– Questi colori possono essere usati su qualsiasi supporto (cartone, legno, metallo, pelle, vetro, plastica, tessili, ecc), non ha bisogno di nessuna finitura. Necessita di stiratura solo se il supporto dovrà essere lavato (magliette, cuscini, ecc.)

Bellissimi da fare usare ai bambini per scatenare la loro creatività su magliette, sneakers, zaini, ombrelli  e chi più ne ha più ne metta!

Spero di non avervi annoiato 😀

 

Piccoli inconvenienti quotidiani · Quattro chiacchiere · Senza categoria

Mimì e Cocò, ovvero: quando è bene interferire con la Natura?

L’altro giorno, uscendo di casa, in fondo alle scale ho trovato lui

Mimì

era evidente che era caduto dal nido, probabilmente cercando di volare, era completamente piumato, molto vispo, sano, si è fatto prendere senza neanche cercare di svolazzare.  Stava volentieri in mano e nel contenitore cercava l’angolo per sentirsi più protetto. Inizialmente l’ho appoggiato su una colonna alta, di fronte ai nidi di rondine (anzi poi ho scoperto che si tratta di un balestruccio) da dove era probabile che provenisse. Speravo che sua madre se lo sarebbe venuto a riprendere girandogli intorno per mostrargli come si vola finché lui non si facesse coraggio, come avevo visto fare una volta da alcuni passerotti. Niente, nessun movimento per mezz’ora. Allora ho chiamato il numero di un centro recupero della Lipu al quale avevo precedentemente già portato alcuni esemplari di volatili trovati in difficoltà. Il centro era chiuso per mancanza di fondi, e davano il numero dell’ufficio della Polizia Provinciale. Chiamo e mi dicono di portarlo lì. Appena arrivata mi si è gelato il sangue, nell’ingresso de pareti attrezzate a vetrine piene di uccelli impagliati di tutti i tipi….sarà mica questa la fine che ti faranno fare, vero Mimì?!??! Ma un funzionario molto gentile della Polizia Provinciale ha riempito la scheda del ritrovamento, e mi ha rassicurato sul suo futuro  (ho saputo che hanno un accordo con un veterinario che accoglie e cura gli animali finché esisteranno le Provincie….già, e poi?!?!?). Lasciato Mimì,  torno a casa e riprendo le mie attività.
Nel pomeriggio il suono del campanello…era una mia vicina di casa, nel suo piazzale c’era lui

Cocò

il fratello gemello di Mimì, identico, stesse piumette spaurite sulla testolina. Altro contenitore, riparto e consegno appena in tempo prima che partisse la consegna al veterinario.
La sera racconto a Simone la scena, visto che lui non c’era e gli faccio vedere le foto.

– “Però, che mamma di merda!”
-“Oh, ma come ti permetti?!??! Ma se li ho portati tutti e due in salvo, mi sono sciroppata 60 chilometri per due uccellini….”
-“Ma che hai capito? Mamma di merda la loro, se li perde tutti!!!”

Siparietto a parte mi sono chiesta se, e quando, è bene intromettersi negli affari di Madre Natura. Spesso ci facciamo coinvolgere dal sentimento e rischiamo di far peggio. Mi sono trovata a scuotere chiavi, urlare e fischiare per dividere due germani dalla lotta per una femmina perché il più forte stava letteralmente massacrando il più debole e non ce la facevo a guardare….
Negli anni ho scoperto che non si deve toccare un piccolo di capriolo, anche se il piccolo Bambi ci ispira tenerezza, perché la mamma sentirà il nostro odore e non lo vorrà più. Ho scoperto che se un uccello ha problemi alle zampe con molta probabilità potrebbe essere una carenza di vitamine, che ad un piccolo di gufo dobbiamo offrire solo cibo con ossa (topolini o simili) altrimenti potrebbe morire e che un piccolo di falco è talmente delicato che il solo fatto di prenderlo in mano potrebbe causargli un attacco di cuore…
a volte Madre Natura ai nostri occhi è una madre un po’ troppo severa, ma per non fare danni peggiori interveniamo solo se sappiamo cosa fare, altrimenti chiamiamo chi di dovere.
Saluti da Mimì e Cocò! 🙂