Abito qui dal 1997. E dal 1997 sulle vetrine di un negozio di arredamento a circa 10 km da me si susseguono cartelli che avvertono di sconti fino al 70% per ristrutturazione, rinnovo locali, chiusura definitiva, saldi stagionali e chi più ne ha più ne metta. Niente di tutto ciò è mai sccesso, il negozio è, fortuna loro, ancora aperto. Ma mi ha sempre fatto sentire triste e a disagio, e mai ho avvertito la curiosità di entrare, anche se i mobili in vetrina sembrano molto belli e curati.
Capisco che la pubblicità è l’anima del commercio ma penso che il cliente abbia anche diritto ad un minimo di correttezza.
Diceva mia nonna: “Chi è bello sempre non è bello mai” e quando vedo queste cose la prima reazione è sempre la diffidenza.
La crisi economica colpisce davvero tutti e forse per questo, o forse per una strampalata strategia di marketing, va di moda far credere che prodotti di qualità superiore siano venduti a basso costo.
Scusate ma non ci credo. La qualità costa. E anche volendo lavorare a rimessa per attirare clienti non può durare in eterno. Questo mi viene da pensare quando vedo certe pubblicità. Una in particolare, di un famoso marchio di divani. Le pubblicità si susseguono da un anno all’altro, una promozione finisce la domenica e subito il lunedì ne inizia un’altra. Una volta è il 20% su tutta la produzione, un’altra volta il 20%+il 50%, e paghi da gennaio in 24 mesi a interessi zero, Oramai facciamo il toto-sconto, scommettendo la domenica quale promozione inizierà il lunedì. Mi viene da pensare che il valore reale di quei prodotti sia in effetti il prezzo scontato, e che la promozione sia in realtà solo uno specchietto per le allodole. Nonostante la pubblicità sottolinei il pregio del lavoro fatto artigianalmente.
Oltretutto penso che questo tipo di strategia sia controproducente, facendo perdere di credibilità e di serietà alla ditta stessa.
O forse no, visto che da come vanno le cose ultimamente, sembra che la qualità abbia definitivamente ceduto il passo alla quantità.
Meditate gente, meditate.
Ero ferma, immobile sulle mie posizioni: non mi farò coinvolgere da altre passioni. Non posso certo aggiungere altro materiale a quello che ho, che già basterebbe per quattro generazioni di hobbysti. Bauli, credenze, librerie…addirittura il vecchio fasciatoio dei ragazzi sono già da tempo immemorabile adibiti a contenitori di legno, colori, colle e trafori, feltro perline e paste modellabili, …no, no, non si può. Giurin giurello, devo resistere!
E invece è bastato che mi facessero rischiesta di un paio di oggetti ed ecco che la molla è scattata, sono ufficialmente vittima del “cucito creativo”.
E già stoffe e merletti si stanno impossessando di alcuni angoli della casa.
Il Santo prima o poi farà una visita dall’avvocato, me lo sento….forse lo ha frenato il fatto che almeno ora (dopo aver “soppresso” la passione per la grafica digitale) sono in pari con i panni da stirare 😀
« Chi è più pazzo? Il pazzo o il pazzo che lo segue? » (Obi-Wan a Ian Solo)
Come forse saprete, sono approdata qui da Windows Live. La cerchia di amici lì era piuttosto ristretta, anzi, diciamo pure inesistente. Il passaggio a WordPress era un po’ un salto nel vuoto ma diciamocela tutta, se la “strada vecchia” che lasci fa pena quella che trovi difficilmente sarà peggio. Scrivere un blog senza nessuno che interagisce con te è deprimente, e quando dopo il passaggio a WordPress hanno incominciato a fiorire le sottoscrizioni ho avuto la conferma di aver fatto la scelta giusta. E piano piano, dai oggi e dai domani, siamo arrivati a 103 iscritti al mio blog. Non so esattamente cosa ho fatto per meritare questo onore, ma vi ringrazio tutti e spero che ci saranno ancora tanti “pazzi” a voler seguire questa pazza qui.
E se ognuna di queste candeline simboleggia uno di voi, beh, sappiate che le ho comprate all’ingrosso e che ne ho ancora uno scatolone pieno. Quindi che aspettate? Tasto in alto a destra, fatevi sotto!!!!
Quanto è vero questo video… e faccio un mea culpa perché anche io faccio parte di questo meccanismo infernale che ti inghiotte senza neanche masticarti… e anche se in alcune scene mi ci riconosco per fortuna riesco ancora a passare una bella vacanza senza pc, a fare un bel giro in moto solo per il gusto di andare e non per mostrare dove sono stata e quando e con chi, e a cenare senza per forza scattare foto al cibo o ai commensali per condividerle sui social networks…
perché la vita vera è fuori!
Quasi un lutto. Tre giorni fa, Simone “ravanava” nella borsa che solitamente tiene sul cassone della moto in cerca di alcuni documenti. Soprappensiero tira fuori i documenti e appoggia la borsa sul tavolo, proprio sopra la tastiera del mio pc. Il caso, la malasorte, la jella, chiamatela come volete, ci ha messo lo zampino, e ha voluto che questa borsa fosse dotata di ben quattro potenti, raccapriccianti calamite, che hanno ghermito con un ghigno beffardo il mio povero, indifeso hard disk e l’hanno trascinato alla deriva in un oblìo senza ritorno. Un rumore sinistro ha destato all’improvviso Simone dal torpore, che subito ha staccato la borsa dal portatile, ma ormai il danno era fatto. Non sono stata capace di rimproverarlo, perché sinceramente è successo in un modo che… beh, sarebbe potuto capitare a chiunque, una piccola distrazione che non ha lasciato scampo. Ho preso il paziente e l’ho immediatamente portato dal dottore ma la diagnosi è stata terrificante: smagnetizzato l’hard disk. Inutilizzabile. Irrecuperabile.
Ma come?!?! Ma se recuperano dati anche dai pc bruciati, immersi nell’acqua, rotti in mille pezzi…come è possibile che non ci sia più niente da salvare!?!?
Un lampo di speranza me l’ha dato Gabriele, che si è ricordato di avermi fatto un back-up circa un mesetto fa. Ho pensato:sono salva! Ma ahimè, con i miei figi non bisogna mai cantare vittoria troppo presto, il back-up era stato fatto, ma su un hard disk già difettoso, o che si è rotto successivamente. E per la serie “le disgrazie non vengono mai sole” anche da lì non si è cavato nulla. Vi immaginate anche solo minimamente cosa significa perdere all’improvviso dieci anni di ricordi di vita? Tutte le foto di famiglia, dall’avvento del digitale in poi, le foto dei miei lavori, le foto delle vacanze, le mie immagini e i lavori di grafica, i documenti, i programmi…tutto in un puff! Ci si sente un po’ come quando ti entrano i ladri in casa e ti rubano quei gioielli che ti sono stati regalati per ricorrenze particolari della vita. Ci si sente indifesi, violentati, impotenti. Ieri sera sono stata a riprendere il pc riparato, e sto piano piano cercando di ridargli un’anima.
Ma in questi tre giorni di sentimenti contrastanti, fra rabbia e tristezza, speranza e delusione, ho davvero rimpianto la cara, vecchia impagabile carta e le foto fatte sui rullini, che almeno quelle duravano eterne.