Ridiamoci su · Senza categoria

Il taglio di capelli

 

 

Ho ricevuto oggi questa mail, e siccome ho uno spiccato senso dell’umorismo, ve la giro di corsa.

Storia densa di significato ….

Una mattina un fiorista andò dal barbiere per un taglio di capelli.
Alla fine, chiese il conto, ma il barbiere rispose: “non posso accettare denaro da lei, questa settimana sto facendo servizio alla comunità”.
Il fiorista ringraziò delle gentilezza e uscì. E il mattino successivo il barbiere trovò un biglietto di ringraziamento e una dozzina di rose alla porta del suo negozio.

Più tardi un poliziotto entrò a farsi tagliare i capelli e quando chiese di pagare il barbiere disse anche a lui: “non posso accettare denaro da lei, questa settimana sto facendo servizio alla comunità”.
Il poliziotto ne fu felice e il mattino successivo il barbiere trovò un biglietto di ringraziamento e una dozzina di ciambelle alla porta del suo negozio.

Venne quindi un Membro del Parlamento per il taglio dei capelli e quando passò alla cassa, anche a lui il barbiere ripeté: “non posso accettare denaro da lei, questa settimana sto facendo servizio alla comunità”.
Molto contento il Membro del Parlamento se ne andò.
La mattina successiva, quando il barbiere andò ad aprire il negozio, trovò una dozzina di Parlamentari in fila per il taglio dei capelli.

Questo, cari amici, chiarisce la differenza fondamentale tra cittadini e politici.
RICORDIAMOCELO: POLITICI E PANNOLINI VANNO CAMBIATI SPESSO E PER LA STESSA RAGIONE! 😉

Se non “girate” quanto sopra significa che non avete il senso dell’humor, ma niente di grave vi accadrà.
Ma ora speditela a tutti coloro che conoscete. 🙂

 

Country e Decorative Painting · Senza categoria

Dormi dormi, tesor…

La mia amica (nonché ex compagna di banco) Ela, in occasione del battesimo del bimbo di una conoscente, mi ha chiesto di realizzare un pensierino che non fosse troppo impegnativo, ma comunque personalizzato. Mi è subito venuto in mente un oggetto che avevo realizzato diversi anni fa per me, visto che anch’io dovevo portarlo al battesimo della figlia di nostri amici. Si tratta di  una targa della buonanotte da appendere vicino al lettino del bimbo o della bimba (in questo caso Niccolò) e mi era piaciuta così tanto già all’epoca in cui la feci, che mi ero comunque ripromessa che ne avrei fatta un’altra. E’ la realizzazione di un progetto pubblicato su una rivista specializzata.

Eccola qui:


Il tocco dell’artista? Il piccolo ponpon  che richiama la lana delle pecorelle!

Lavoretti di tecniche varie · Quattro chiacchiere · Schegge di vita · Senza categoria

Quel maaazzoliiin di fioriiii…

Domenica scorsa ho partecipato al secondo raduno del forum che frequento: “Le donne dicono“. Nonostante  per  motivi di impedimenti vari fossimo pochissime (solo 5, me compresa -che vabbé che come mole conto per due, ma come numero sempre una resto 😉 ) è stata un giornata molto divertente. Abbiamo camminato, camminato, camminato, tanto e poi tanto che per un attimo ho creduto che Bologna fosse grande come
New York.  Abbiamo chiacchierato, chiacchierato, chiacchierato del più e del meno fino alla secchezza delle fauci e abbiamo mangiato in un ristorante carinissimo dove oltretutto sono riuscita pure a mantenere la dieta – alleluja, alleluja!
Nel pomeriggio abbiamo fatto un giretto di windows-shopping, abbiamo girato per negozi senza riuscire a comprare nulla e abbiamo trovato ristoro a casa di una delle ragazze, che studia a Bologna ed ha un piccolo appartamentino lì.
Nel tardo pomeriggio siamo ripartite, ognuna per la sua destinazione d’origine, con in tasca un altro bel ricordo da mantenere fino all’anno prossimo, sperando di essere qualcuna in più. E a proposito di ricordi, il mio per loro quest’anno è stato questo, un mazzolino di fiori in feltro, montati su lapis verdi.

Visto dall’alto:

E così ognuna di loro ha potuto scegliere il fiore che le piaceva di più, e che magari terrà sulla scrivania, o nel portamatite, e si ricorderà di quella splendida giornata insieme.

Saluti e auguri · Senza categoria

Festa della Mamma

La mia amica Nives, commentando un mio recente post, mi ha inviato questa bellissima poesia scelta da sua figlia per lei.  Una poesia per tutte le mamme, che mi ha fatto provare forti emozioni.

POESIA PER LE MAMME

Questo è per le madri che stanno alzate tutta la notte tenendo in
braccio i loro bambini ammalati dicendo “è tutto a posto tesoro,
la  mamma è qui con te”. Per quelle che stanno per ore con i loro bambini
che piangono in braccio cercando di dare loro conforto.
Questo è per tutte le madri che vanno a lavorare con il rigurgito  nei capelli,
macchie di latte sulla camicia e pannolini nella loro  borsetta.
Per tutte le mamme che riempiono le macchine di bimbi, fanno torte  e biscotti
e cuciono a mano i costumi di carnevale.
E tutte le madri che NON FANNO queste cose.
Questo è per le madri che danno la luce a bambini che non vedranno mai.
E quelle madri che hanno dato una casa a quei bambini.
Per le  madri che hanno perso i loro bambini durante quei preziosi 9 mesi e
che non potranno mai vederli crescere sulla terra ma un giorno  potranno ritrovare in Cielo!
Questo è per le madri che hanno collezioni d’arte di valore  inestimabile appesi in cucina.
Per le madri che si sono gelate al freddo alle partite di calcio
invece di guardare dal caldo dalla macchina così quando il bimbo le  chiede “Mi hai visto, Mamma?”
potranno dire “Certo! Non me lo sarei  perso per niente al mondo !” pensandolo veramente.
Questo è per tutte le madri che danno una sculacciata  disperatamente ai loro bambini al supermercato quando urlano facendo i  capricci per il gelato prima di cena.
E per tutte le mamme che invece  contano fino a 10.
Questo è per tutte le mamme che si sono sedute con i loro figli  per spiegare come nascono i bambini.
E per tutte le madri che  avrebbero tanto voluto farlo, ma non riescono a trovare le parole.
Questo è per tutte le mamme che fanno la fame per dare da mangiare  ai loro figli.
Per tutte le madri che leggono la stessa favola due volte tutte le  sere e poi la rileggono “ancora una volta”.
Questo è per tutte le madri che hanno insegnato ai loro bambini ad  allacciarsi le scarpe
prima che iniziassero ad andare a scuola. E per tutte quelle che hanno invece optato per il velcro.
Questo è per tutte le madri che hanno insegnato ai loro figli  maschi a cucinare
e alle figlie come si fa a ad aggiustare un  rubinetto che perde.
Questo è per tutte le madri che girano la testa automaticamente
quando sentono una vocina chiamare “mamma!” in mezzo a una folla,
anche se sanno che i loro figli sono a casa – o anche via  all’università …
Questo è per tutte le mamme che mandano i loro figli a scuola con  il mal di pancia
assicurandoli che una volta a scuola staranno meglio,
per poi ricevere una chiamata dall’infermeria della scuola chiedendo di venirli a prendere. Subito.
Questa è per tutte le madri di quei ragazzi che prendono la strada  sbagliata
e non trovano il modo di comunicare con loro.
Questo è per tutte le matrigne che hanno cresciuto i figli di  altre madri
donando a loro tempo, attenzione e amore.. e che non  vengono apprezzate !
Per tutte le madri che si mordono le labbra fino a farle  sanguinare
quando le loro quattordicenni si tingono i capelli di  verde.
Per le madri delle vittime delle sparatorie nelle scuole, e per le  madri di chi ha sparato.
Per le mamme dei sopravissuti, e le madri che guardano con orrore  la TV
abbracciando i loro figli che sono ritornati a casa sani e  salvi.
Questo è per tutte le mamme che hanno insegnato ai loro figli di  essere pacifisti
ed ora pregano per i loro di tornare a casa dalla  guerra sani e salvi.
Cos’è a fare una brava Madre ? La pazienza? La compassione? La  determinazione?
La capacità di allattare, cucinare e ricucire un  bottone di una camicia nello stesso momento?
O è nel loro cuore ? E’  il magone che senti quando vedi tuo figlio o figlia scomparire giù per
la strada mentre va a scuola a piedi per la primissima volta?
Lo  scatto che ti porta dal sonno al risveglio, dal letto alla … alle 2  di notte
per appoggiare una mano sul tuo bambino che dorme ?
Il panico  che ti viene, anni dopo, sempre alle 2 di notte
quando non vedi l’ora  di sentire la chiave nella serratura e sapere che è tornato a casa  sano e salvo?
O sentire il bisogno di correre da dovunque tu sia per  abbracciare i tuoi figli
quando senti che c’è stato un incidente, un  incendio o un bimbo che è morto?
Le emozioni della maternità sono universali, le stesse sono per le  giovani madri che barcollano fra i cambi di pannolini e mancanza di  sonno… e le madri più mature che imparano a lasciarli andare.
Per le madri che lavorano e quelle che rimangono a casa.
Per le madri single e quelle sposate.  Madri con soldi, madri senza soldi.
Questo è per tutte voi.  Per tutte noi.
Tenete duro. Alla fine possiamo fare solo del nostro meglio.
Dire  a loro tutti i giorni che li amiamo. E pregare.

*immagine protetta da Copyright

Piccoli inconvenienti quotidiani · Quattro chiacchiere · Ridiamoci su · Schegge di vita · Senza categoria

Interferenze inopportune, ovvero: chi non sa, s’informi PRIMA!

L’altro giorno Maurizio mi telefona dal campo, il che presuppone due cose: o è scappato il cane, e bisogna andare a ricercarlo, o gli serve qualcosa e bisogna portargliela. In ogni caso, quasi sempre è una rogna. Vi immaginerete il mio pensiero quando ho sentito lo squillo e ho visto il suo nome sul display: mmmmhhh, ora cosa c’è?!?!?!
Ecco.

M- C’è qualcuno che può portare qui la macchina fotografica?
Io- E’ urgente?
M- Si, è in corso un tentato omicidio e lo devo documentare prima del salvataggio, ma fai presto!
Io- Come un tentato omicidio, ma sei sicuro?
M- Sì, dei rospi stanno cercando di soffocarne un’altro, lo stanno stritolando.
Io- Ma sei sicuro che non stiano accoppiandosi?
M- Si, si, vedessi! Lo stanno proprio strizzando di brutto!
Io- Ti mando Simone (furba eh?!?!)
Tornano con tutta la documentazione fotografica.
M- Guarda, qui è dove quei due stanno stritolando quello più grosso:

M- E questo è il rospo che siamo riusciti a “salvare”:

Simone -Sapessi che fatica per staccarli, non ne volevano proprio sapere…gli stavano spappolando gli organi, la pancia era tutta molliccia!

Dopo ricerca su Internet sul perché di quel comportamento abbiamo scoperto che:

-“(…)E’ facile trovare diversi maschi di rospo comune che tentano di accoppiarsi con una stessa femmina formando dei grandi agglomerati.

L’accoppiamento del rospo è di tipo ascellare vale a dire il rospo maschio stringe femmina abbracciandola da dietro e la feconda per mezzo dei pollici che si inseriscono nella cavità ascellare della femmina inseminando le 5000-7000 uova. Una volta fecondate vengono deposte nei  laghi, stagni, fossi, grandi pozze e ruscelli con acqua abbastanza chiara e tranquilla vale a dire con lento movimento (….)” (Fonte, con video: http://www.elicriso.it/it/animali_regno/bufo_bufo/#riproduzione)

Siparietto seguito al video:

Simone – Con i pollici…ma ti rendi conto? Sai se anche per noi fosse così? Ti presenti a qualcuno: “Ciao, come va?” gli dai la mano e zac! Fatta la frittata.

Io- Già, sarebbe un guaio…

S- E come anticoncezionale basterebbe mettersi i guanti! Ma sai d’estate che sofferenza?

Io- Muahahahah! 😀

S- Povere bestie,  ecco perché, dopo il “salvataggio” la rospa aveva questa faccia…

Ecco cosa si intende quando si dice “coito interrotto” 😉