Pittura · Senza categoria

El “Che”

Questo quadro l’ho fatto l’anno scorso, ma ho dovuto tenerlo nascosto per un bel po’. L”avevo dipinto per il compleanno di mio cognato, e avendolo terminato con largo anticipo, è rimasto “prigioniero” dell’armadio al riparo da occhi indiscreti.
Lui ha sempre avuto una passione per Cuba, la sua storia, e i personaggi che l’hanno animata (nonché per altre caratteristiche della popolazione locale, ma sorvoliamo… 😉 ). In particolar modo è sempre stato affascinato, e lo è tuttora, dal “Che”.

Morale della storia, aprendo il pacco e vedendo che si trattava di un quadro, l’espressione era fra il perplesso e  il pensieroso. Ma appena ha visto il soggetto si è commosso, e io più di lui. La realizzazione non sarà perfetta, l’espressione del volto e degli occhi in paricolare (cosa a cui tenevo particolarmente) non sarà proprio la sua, ma come sempre, viene dal cuore. E tanto basta, per me.

Country e Decorative Painting · W.I.P.

W.I.P. La scatola del tè, finalmente finita.

Finalmente è finita.

Ce n’è voluto di tempo, ma si sa, siamo sotto esami e Gabriele va guardato a vista, domattina grande giorno dell’esame orale e poi, se Dio vuole, anche per quest’anno non se ne parla più.
Permettete?  Yahooooo!!!! Yuppie!!!! Evvai!!!!!

E come diceva Rossella O’Hara in Via col vento: “Domani è un altro giorno…”

Ma intanto mi sono portata un po’ avanti anche un paio di lavoretti, ecco quindi la scatola del tè finalmente alla sua destinazione definitiva.

Purtroppo il problema non è risolto, perché grazie ai miei amici cinesi che fanno le cose a mandorla, di bustine ce ne stanno proprio poche, altrimenti (nonostante le varie modifiche) rimangono incastrate durante l’apertura.

Però, dài, va bene così.

Figli · Piccoli inconvenienti quotidiani · Ridiamoci su · Senza categoria

Frustrazioni di una povera mamma

Personaggi e interpreti:

Povera mamma frustrata: Daniela  ( mia sorella)
Astuto Teen-Ager : Gregorio (mio nipote)
Complice e istigatore : il Franchini  (compagno di scuola di Gregorio. Il nome è di fantasia, un po’ per la privacy ma soprattutto perché già non me lo ricordo più ;-))
Giorni fa, rifacendo il letto a Gregorio (che non si può certo dire che sia un secchione)  mia sorella ha trovato un libro: “Il linguaggio del corpo”. Da brava fan di Criminal Minds e simili, sa bene di cosa si tratta, ovvero tutti quei segnali che produciamo senza sosta, senza consapevolezza e in modo del tutto involontario con il corpo.  Stupita e orgogliosa di questa scoperta, ha trascorso tutta la mattina a gongolarsi nella convinzione che finalmente c’era stata la svolta,  che quel suo figlio degenere (lei ha sempre amato studiare) aveva finalmente trovato un argomento importante che lo interessava. E mentre pensava e ripensava che quel suo figlio poco amante di libri e manuali aveva  scoperto il piacere della lettura e del sapere, arriva lui, di ritorno da scuola.
Dopo tutti i convenevoli dell’accoglienza e del resoconto della mattinata scolastica, ecco lei  introdurre l’argomento:

D- : “Gregorio, ma quel libro che hai in camera, lo stai leggendo tu?!?!?”
G- : “Si, davvero”
D- : “E ti interessa, quell’argomento?”
G- : “Si, parecchio!”
D- : “Ma chi te l’ha dato?”
G- : “Me l’ha prestato il Franchini”
D- : “Ma dài, e lui l’ha già letto?”
G- : “Si, lui l’ha già letto. Ora sta leggendo “Le microespressioni”, ha detto che appena l’ha finito me lo presta…”
D- : “Bene! Sono proprio contenta che tu abbia trovato un  argomento che ti interessa così tanto…”

G-: “Mi interessa si, vedessi il Franchini come rimorchia, da quando l’ha letto capisce subito se una ci sta oppure no!”

Morale : Dalle stelle alle stalle in un nanosecondo.

Senza categoria · W.I.P.

W.I.P. La scatola del tè

Le confezioni di tè nell’ armadietto di cucina sono sempre in aumento; non lo prendiamo spessissimo, ma quando lo facciamo, ognuno ha la sua preferenza: chi lo vuole alla pesca, chi ai frutti rossi, poi c’è quello verde (mio) e quello normale deteinato per la mamma, perché fa bene qui e lì. Insomma le scatoline aumentano e lo spazio manca. Allora un po’ di tempo fa pensai di acquistare una scatola in legno con i divisori, dipingerla e tenerla sul marmo di cucina.

Finalmente trovai questa sul catalogo “Introvabili”

Era l’ideale. Sottile abbastanza da non occupare troppo spazio e sufficiente per almeno 6 tipi di tè, poi i vari avanzi li avrei potuti tenere tutti raggruppati in una sola scatolina. Affare fatto, la compro!

L’affare l’hanno fatto loro….come tutte le cose dei vari cataloghi di oggettistica varia per la casa, sono fatte dai cinesi.

Non per essere razzista, ma che le cose fatte dai cinesi sono tirate via  è un dato di fatto. Ed è anche ovvio che sia così. Se a uno gli paghi un euro al giorno per lavorare, non è che poi ci mette la cura e l’attenzione e la passione dell’artigiano Made in Italy. Come ho potuto mai pensare che in questo caso potesse essere diverso? Il fermo centrale bloccava le bustine e la parte retrostante, troppo bassa, le faceva cadere  dietro mentre si apriva la ribaltina. Per non parlare della qualità del legno (il lato destro della rialtina era tagliato storto, c’era una fessura che ci poteva passare un topo in corsa…) e della decorazione, che vista da vicino faceva diventare i capelli dritti e rigidi come le schegge che spuntavano qua e là da quella scatolina. Una rabbia….
Decisi che l’avrei smontata pezzo per pezzo e cercare di recuperare il tutto nel miglior modo possibile. Tanto, peggio di così…

Ho sfilato i perni  laterali, ho scollato i  tre fermi che bloccavano l’antina (e pure le bustine!), ho chiuso la fessura laterale (mi spiace per il topo, sarà per un’altra volta…) e ho dato una poderosa passata di carta vetrata.
Ohhhhh, ora si che si ragiona!   Vediamo….come potrei farla…. ma sì, shabby chic in colori che si intonino al marmo della cucina, con fiori a decorative painting. La scrittta mi piace, quindi la ricalco e poi la riporto sul davanti della ribaltina.

Eccola dopo il primo passaggio di colore.

E qui dopo il secondo colore.

Dopo la scartatura.

Adesso riporto la scritta…..

Ok, il resto è da fare….intanto che aspettate prendetevi un tè