Lavoretti di tecniche varie · Saluti e auguri · Senza categoria

Un augurio speciale

Nel corri corri generale, nell’euforia degli acquisti pre-natalizi che (nonostante la crisi) si ripropone ogni anno, vorrei avere il potere di farvi un dono speciale: il tempo.

Quante volte avrete detto, o avrete sentito dire: “Ah, le giornate dovrebbero essere di 48 ore…”, oppure: “Eh, il tempo per fare tutto non basta mai!”
Io vorrei donare il tempo. Ma non tempo in più per fare tutto, bensì tempo per ritrovare sé stessi, per ritrovare gli altri, tempo da trascorrere con i propri cari, tempo per aiutare gli altri, tempo per “essere”, tempo per “vivere”, per apprezzare le piccole cose o semplicemente per pensare.
Purtroppo “riempire”  il tempo per fare cose che ci appagano non è sempre possibile, siamo sempre di corsa fra lavoro, studio, commissioni giornaliere, traffico dell’ora di punta e vari contrattempi.
Vi prego, mi fate un favore? Ogni tanto fermatevi, fate un bel respiro e  girate su voi stessi lentamente, guardadovi intorno. E lasciate che per un lunghissimo istante il mondo vada al rallentatore. “Cogli l’attimo” è anche questo.

Perché non restate un po’ con me a rilassarvi  al calduccio del mio caminetto (giuro che lo spengo prima che arrivi Babbo Natale!), vi offro un pasticcino, vi va?

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Come le ciliegie!

Sapete come si dice, no? Una tira l’altra…

Ed è proprio così che è andata…ho iniziato col farne una, per mandarla ad un’amica lontana come pensierino di Natale.
Ed è bastato un’attimo. Appena l’hanno intravista hanno iniziato a fioccare ordinazioni…me ne fai una rossa?… A me una verde! …Io ne vorrei sei rosse e sei azzurre, per segnaposto al cenone di Natale!…A me una rossa, una bianca e una verde, da mettere in vetrina a mò di tricolore…Io ne vorrei due bianche e viola e due viola e bianche, ma con i pattini, per allestire una vetrina…

Ma dico! Ma ci pensate? Da una settimana non sto facendo altro, a catena di montaggio. Per ora sono a ventidue e devo ancora farne 13 (!!!!!)
Quello che era iniziato come un divertimento, si sta trasformando in un lavoro a tempo pieno (non che mi faccia schifo guadagnare qualcosa, anzi! Ma la ripetitività non mi si addice, io ho sempre bisogno di fare cose nuove…)

Poi, siccome sono masochista, ci ho anche aggiunto del mio…

Ecco qui una parte dell’ “Allegra Brigata” !

Fatine e Babbo Natale realizzate in feltro.

Country e Decorative Painting · Lavoretti di tecniche varie · Pittura · Senza categoria · W.I.P.

Che cosa ne è uscito?

Ricordate il mio post “Cosa ne uscirà” ? Bene, se avete correttamente unito i puntini adesso potrete vedere l’immagine finita…

Prima:

Dopo:

Qui c’è stata una vera sfida nella sfida. Prima di tutto volevo cambiare proprio la destinazione d’uso di questi cassetti, ovvero farli diventare qualcosa di diverso da dei semplici cassetti da cassettiera. Quindi ho deciso che sarebbero diventati dei piccoli contenitori per salviette per ospiti, pot-pourri, batuffoli di ovatta o altro, da tenere sul mobile del bagno.
La seconda parte della sfida è stata l’idea che mi  balenata di realizzarli ognuno con una tecnica diversa. E così è stato.
Qui di seguito le foto, e perché magari possa servire a qualcuno,  la spiegazione della tecnica utilizzata:

Questo cassetto è realizzato conn la tecnica del Décopatch, ovvero pezzetti strappati a mano di un tipo di carta creato per questo uso, incollati con una colla apposita e rifiniti fra pezzetto e pezzetto con una pasta finto piombo oro (la stessa, in tubetto, che si usa per i colori da vetro).

Questo cassetto è realizzato con la tecnica del découpage con tovagliolo e con particolari in 3D (le due foglie di edera) riempiti con silicone.

Questo invece è realizzato con la tecnica Decorative Painting, quindi dipinto a mano sulla base di un disegno fatto su carta da lucido e poi trasferito sul supporto con carta grafite (una specie di carta carbone ma che non sbava). La particolarità di questa tecnica è che ogni parte del disegno è realizzata con un’unica pennellata caricata con doppio colore.

Questo è realizzato con la tecnica del Country Painting, ovvero: dopo avere trasferito il disegno con lo stesso sistema del precedente, si colorano le basi dei vari colori e poi si procede con i particolari, cioè le varie ombreggiature, lumeggiature, dettagli. Questo è stato anc he molto divertente per via della particolare realizzazione del pelo del coniglietto.

La parte più difficile? Le foderine con il pizzo. Ci ho messo più a fare quelle che tutto il resto. 🙂
Il mio preferito è l’ultimo, e il vostro?

Bene, se siete arrivati fin qui senza addormentarvi, siete pronti per incominciare voi stessi!

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Art Attack di Halloween

Sebbene non senta questa festa come “mia”, i ragazzi – anche sotto l’influenza degli amici – fino all’anno scorso la volevano festeggiare. E  a me, più che la festa in sé stessa, piaceva la parte creativa. Quindi si compravano 2 zucche (una a testa) io le intagliavo, loro le svuotavano dalla polpa e dai semi. La cosa bella delle zucche è che non si butta via proprio niente: i semi li facevamo seccare per poi magiucchiarceli alla tv, la polpa finiva  in pentola e diventava una favolosa  crema di zucca, o in padella, a dadini, come contorno.
Una candelina in mezzo e là, il gioco era fatto. Simone si accontentava di questo. Gabriele ogni volta veniva trascinato dagli amici (lui in realtà avrebbe anche fatto a meno) per il classico “dolcetto o scherzetto”. E serviva un costume. Un anno abbiamo rispolverato quello di una recita scolastica (Il fantasma di Canterville) dove lui faceva lo scheletro, era perfetto! L’anno scorso gli ho fatto un meraviglioso, favoloso, fantastico (può bastare?) mantello da Dracula. Il resto del travestimento è andato a farsi benedire, perché i denti di plastica lo facevano vomitare e la pittura facciale bianca non era per niente coprente (pure la rima). Ma almeno il matello gli cadeva a pennello (e ridagli!).
Ovviamente non potevano mancare i dolcetti da offrire a lui e agli amici quando passavano a battere cassa. Non mi piaceva mettere loro una manciata di caramelle nel cesto così alla “come va, va” e mi sono sempre preparata dei sacchettini già pronti legati con nastrini colorati.
Quest’anno,  vista l’età, lui non è andato, ma  ho voluto comunque preparare qualcosa di carino per chi sarebbe passato. Il tempo era poco, ma mi sono armata di cartoncini e forbici “dalla punta arrotondata” e  ho “intagliato” delle piccole zucche da appendere al fiocco di rafia naturale che legava i sacchettini.

Ecco qua il risultato di questo improvvisato Art Attack di Halloween!

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Cosa ne uscirà?

Giorni fa, al cassonetto  mio rivenditore di fiducia, ho trovato questi:

4 fantastici cassetti seminuovi! Ma come si fa –dico io- a disfarsi di un simile tesoro!
Immediatamente, manco a dirlo, me ne sono appropriata e ho subito  vagliato le loro potenzialità. Cosa mai potrei cavarne fuori? Qualche ideuzza ce l’ho, ma non vi svelo il segreto. Vedrete quando (e se) saranno presentabili.

p.s. ma non potevano almeno lasciarmi anche la cassettiera?
Vabbè, diciamo che così la sfida è più stimolante, devo proprio cambiarne la destinazione d’uso!